* INFORM *

INFORM - N. 51 - 13 marzo 2002

Un articolo di Dino Nardi (CGIE) sul XIII Congresso della UIL a Torino

La UIL propone uno sciopero unitario a CISL e CGIL

ZURIGO - Il XIII Congresso nazionale della Unione Italiana del Lavoro (UIL), la più piccola delle tre grandi Confederazioni sindacali italiane, che rappresenta circa 1,8 milioni di iscritti ma che nelle elezioni delle RSU, le rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, ottiene sempre più voti rispetto al numero dei suoi associati, si è tenuto dal 3 al 6 marzo scorso a Torino. Città simbolo delle più dure lotte operaie e città dell’automobile per antonomasia (non per nulla "Fiat" è un acronimo che, come noto, significa "Fabbrica Italiana Automobili Torino) dove ai tempi d’oro delle quattro ruote vi lavoravano nel settore quasi 150'000 addetti mentre oggi superano a malapena i 30'000.

Il Congresso si è tenuto al Lingotto, uno dei due storici stabilimenti torinesi della Fiat (dove, a dire di un delegato della UIL Pensionati, ex operaio Fiat, alla fine degli anni sessanta vi lavoravano oltre 50'000 persone, e cioè più di quelle che abitavano nella sua città di origine, Cuneo), che alcuni anni orsono venne chiuso e poi ristrutturato per essere destinato ad altri scopi e che oggi ospita, tra l’altro, anche un bellissimo e funzionale Centro Congressi.

Un appuntamento importante per il mondo del lavoro, della politica e dell’economia dell’Italia che ha visto confluire al Lingotto, oltre ai massimi dirigenti della UIL, 1012 delegati dall’Italia e dall’estero e tantissimi invitati. Tra quest’ultimi spiccavano molte personalità delle istituzioni, del mondo sindacale, dell’economia e della politica. Dagli ex segretari generali della UIL, l’on. Giorgio Benvenuto e Pietro Larizza (oggi presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), ai segretari generali della CISL Savino Pezzotta e della CGIL Sergio Cofferati; dai due leaders dell’opposizione, Rutelli e Fassino, all’on.le Enrico Letta (esponente del PPI); dall’on.le Luca Volontè (capogruppo alla Camera del CCD-CDU, già fischiato al recente congresso della Lega e qui applaudito dai delegati della UIL) al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Roberto Maroni, con il Sottosegretario Maurizio Sacconi; dal Ministro per le Attività Produttive, Antonio Marzano, ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e agli Affari Esteri Margherita Boniver. Erano pure presenti moltissimi visi noti del socialismo di ieri e di oggi; da Gianni De Michelis a Bobo e Stefania Craxi; da Carlo Tognoli ad Enrico Boselli, tanto per citare i più conosciuti, a testimonianza degli antichi legami che la UIL ha sempre avuto con l’area laicosocialista e che il Segretario generale Luigi Angeletti, nella sua applaudita relazione, ha voluto ricordare affermando che "la UIL è un sindacato orgoglioso della sua tradizione laica e socialista" e, tanto per non dare adito a dubbi sulla sua autonomia, che "la UIL non è, e non sarà, un’ancella del governo né una stampella per l’opposizione".

Un Congresso che è arrivato in un momento molto delicato per il Paese e cioè in piena bufera per la nota questione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che il governo e la confindustria vogliono modificare, mentre le organizzazioni sindacali, sia pure con un diverso approccio, sono contrarissime.

Articolo 18 che, ricordiamo, stabilisce per le aziende con più di 15 dipendenti, che il lavoratore licenziato senza giusta causa sia reintegrato nel posto di lavoro con sentenza del giudice.

Ma il Congresso arriva anche in un momento di dure polemiche tra la UIL e la CISL, da un lato, e al CGIL, dall’altro, che ha proclamato unilateralmente uno sciopero generale per il prossimo 5 aprile. Il Congresso, essenzialmente per questi due motivi, ha vissuto momenti di applausi alternati a sonori mugugni quando è apparso il Ministro Maroni. Ma alla fine, però, sono arrivati dei risultati comunque positivi.

Lo stesso Ministro del Lavoro ha preso atto della volontà della UIL, ma anche della CISL, di voler continuare a discutere, sì, di mercato del lavoro, ma di non voler accettare assolutamente alcuna discussione e, tantomeno, modificare l’articolo 18 (il governo ne propone la sospensione in tre casi: per le aziende che vogliono emergere dal sommerso, per quelle che vogliono superare i 15 dipendenti e per i contratti a tempo determinato trasformati in tempo indeterminato), pena la proclamazione anche di uno sciopero generale. Quindi il Ministro del Lavoro al termine del suo contestato intervento ha annunciato, sorprendendo un po’ tutti, che il governo toglierà dal tavolo della discussione dei partners sociali, l’articolo in questione. Mentre il Segretario generale della UIL, Luigi Angeletti, chiudendo il Congresso ha sollecitato il governo a "buttare nel cestino" la proposta di modifica dell’articolo 18 e cioè a toglierla addirittura dal Disegno di legge delega sul mercato del lavoro (una posizione sostenuta, tra l’altro, non solo dai partiti dell’opposizione ma anche dallo stesso CCD-CDU e da settori di AN). Nel caso che ciò non avvenga, Angeletti, riconfermato assieme al gruppo dirigente alla guida dell’organizzazione, ha proposto a CISL e CGIL di indire unitariamente uno sciopero generale per metà aprile invitando, così, implicitamente la CGIE a soprassedere nella sua decisione solitaria per lo sciopero generale del 5 aprile. Una decisione, quest’ultima, definita dal Segretario generale della UIL "un errore perché ha oggettivamente diviso il sindacato" e "porta solo alla sconfitta del movimento dei lavoratori (…) che non ci perdonerebbero mai!". Nel caso in cui il Governo insistesse ancora sulla sua attuale posizione, di fronte alla presentazione di un Disegno di legge in Parlamento e la sua trasformazione in legge, la UIL proporrà un referendum abrogativo.

Naturalmente il Congresso ha anche affrontato molti altri argomenti di interesse del mondo del lavoro e dei cittadini in generale, ivi compreso quelli concernenti gli emigrati, approvando all’unanimità un ordine del giorno (proposto, tra gli altri, dalle delegazioni estere dell’ITAL e della UIM presenti all’assise congressuale) con il quale si sollecita le istituzioni a dare delle risposte positive ai problemi che da tempo sono già stati posti all’attenzione del governo da parte del CGIE, con un particolare riferimento alla situazione Argentina per la quale, anche il Congresso della UIL, chiede al Governo e alle Regioni urgenti interventi di aiuti mirati e coordinati. (Dino Nardi*-Inform)

_______________
* Presidente Commissione Sicurezza a Tutela Sociale del CGIE, Presidente ITAL-UIL Svizzera

Vai a: