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INFORM - N. 51 - 13 marzo 2002

Cumulo pensioni in diritto europeo. Un'altra spallata della Corte di Giustizia alle norme anticumulo nazionali

BRUXELLES - Il cumulo delle pensioni ha alimentato da sempre un vasto contenzioso nel campo di applicazione dei regolamenti europei di sicurezza sociale. Le sentenze pronunciate dalla Corte di Giustizia europea non si contano ormai più, tante sono le cause pregiudiziali proposte dalle magistrature nazionali per avere lumi su questa delicata materia.

La questione sembrava risolta con l'introduzione nel regolamento CEE n. 1408/71, dal giugno 1992, di alcune nuove disposizioni (articoli 46bis e 46ter) che rendono inefficaci le norme anticumulo nazionali quando sono in presenza prestazioni della stessa natura.

L'Istituto pensionistico belga aveva però trovato il modo di applicare comunque le norme anticumulo nazionali alle pensioni di reversibilità, quando il coniuge superstite (vedova o vedovo) ha diritto anche ad una pensione personale di invalidità o di vecchiaia.

Questo modo di agire dell'ente belga è stato censurato dalla Corte europea con una sentenza pronunciata il 7 marzo scorso, in seguito ad un procedimento promosso dal Patronato ACLI del Belgio.

Il caso portato in Corte di Giustizia dal Patronato ACLI riguardava una vedova italiana titolare di tre prestazioni: una pensione vedovile belga, una pensione vedovile italiana e una pensione di vecchiaia belga. Secondo la legge belga la pensione di reversibilità può essere cumulata con una o più pensioni di vecchiaia fino ad un importo massimo che dipende dalla durata della carriera assicurativa del coniuge deceduto. Ebbene, per fissare questo massimale di cumulo, l'ente belga aveva tenuto conto non solo della pensione di vecchiaia personale dell'interessata ma anche della pensione di reversibilità italiana, cosa che non poteva fare perché, essendo la pensione di reversibilità belga e la pensione di reversibilità italiana prestazioni della stessa natura, la pensione di reversibilità italiana non poteva avere alcuna incidenza su quella belga.

La Corte di Giustizia ha dichiarato che gli articoli 46bis e 46ter del regolamento n. 1408/71 si oppongono all'applicazione della disciplina di uno Stato membro che contenga una clausola anticumulo in base alla quale una pensione di superstite liquidata in virtù della legislazione di tale Stato deve essere ridotta a causa dell'esistenza di una pensione di superstite acquisita in base alla legislazione di un altro Stato membro. (Causa C-107/00, INSALACA c/Office National des Pensions - sentenza del 7 marzo 2002).

(Daniele Rossini*-Inform) -

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* - Patronato ACLI Belgio

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