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INFORM - N. 49 - 11 marzo 2002

Sicilia Mondo celebra l’8 marzo festa della donna

CATANIA - Con la tradizionale consegna delle mimose ed un brindisi di auguri nei confronti di tutte le donne del mondo, si è conclusa la "Giornata della donna in emigrazione" giunta alla sua XVIII edizione, organizzata da "Sicilia Mondo" presso a propria sede di Catania in Via Renato Imbriani 253. Il tema dell’incontro è stato "La donna siciliana e la sua centralità nella famiglia, nel made in Italy e nella società di accoglienza", presenti le rappresentanze femminili congolesi, senegalesi e mauriziane.

Il Presidente del C.I.S. (Centro Immigrati in Sicilia) Vangu Diwabua Nebaku, nella sua relazione introduttiva, ha commentato negativamente il decreto legge sulla immigrazione perché peggiorativo delle condizioni degli immigrati regolari la cui integrazione diventa sempre più difficile se non impossibile. Parlando in modo particolare delle donne immigrate a Catania, ha sottolineato il fatto che sono numerosi i matrimoni con i siciliani, riusciti perfettamente.

Nella discussione sono intervenute le rappresentanti delle etnie e numerose donne extracomunitarie presenti che hanno raccontato i loro problemi piccoli e grandi. Fra l’altro, hanno giudicato positivo il loro inserimento nella società catanese, assai lontana da forme di razzismo e dichiarata soddisfacente la accoglienza ed assoluta parità riservata ai loro figli nel sistema scolastico.

A conclusione di un incontro caratterizzato dalla gioia di rivedersi e di stare insieme in un clima di autentica festa, Azzia nel tirare le conclusioni ha detto: L’aula di Montecitorio ha reso omaggio all’8 marzo, approvando in prima lettura il disegno di legge che modifica il I° comma dell’art. 51 della Costituzione completandolo con l’inserimento di iniziative legislative e regolamentari per realizzare una effettiva parità tra uomini e donne nell’ accesso alle cariche pubbliche ed agli uffici pubblici. Il provvedimento per diventare definitivamente legge, deve attendere ora il completamento dell’iter previsto per le norme costituzionali. Si tratta certamente di una vittoria di civiltà e di democrazia che dovrebbe consentire la salita ai vertici del potere alle donne italiane ancora lontane dalle stanze dei bottoni. In Italia ­ ha proseguito Azzia ­ la Giornata della donna in emigrazione sta avendo un forte ritorno nelle piazze, cortei, manifestazioni e dibattiti sui problemi del Paese registrando una nuova voglia di partecipazione e di impegno femminile nel sociale. I fatti di Genova, gli attentati alle Torri gemelle, la guerra in Afghanistan, la storia di Safiya che rischia la lapidazione, il rapimento di Ingrid Betoncourt, l’uccisione di Maria Grazia Cutuli, hanno rilanciato la giornata dell’8 marzo come occasione per testimoniare la presenza di un

mondo femminile che vuole contare di più. Mentre nel mondo Occidentale ed industrializzato la donna ha conquistato spazi importanti nella società, anche se non ha raggiunto la completa parità, così non avviene nel Terzo Mondo per la persistente equiparazione della donna ad oggetto, costretta a subire violenza, schiavitù, miseria, emarginazione. Ancora più penalizzate le donne in emigrazione per la loro condizione di migranti.

Azzia parlando infine delle donne siciliane all’estero ha espresso viva soddisfazione per l’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa nelle comunità siciliane che anche quest’anno hanno voluto onorare l’8 marzo. Per le donne siciliane l’8 marzo è la giornata dell’orgoglio. E’ ancora forte in loro il ricordo di migrante in terre straniere spesso ostili e delle difficoltà incontrate al loro impatto con le società ospitanti. L’8 marzo è per loro l’occasione per rivisitare i sacrifici del passato, i traumi dello sradicamento, la famiglia, i figli, il lavoro ma anche un confronto con il presente, con la gioia e l’orgoglio di avere raggiunto una integrazione dignitosa in posizioni di benessere e spesso di prestigio, senza mai rinunziare a quella identità di appartenenza, cioè a quella sicilianità che ancora una volta vogliono ricordare con la giornata della donna. (Inform)


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