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INFORM - N. 49 - 11 marzo 2002

Unione Europea e allargamento ad Est: convegno di Alpe Adria a Venezia con il presidente della Commissione Romano Prodi

VENEZIA - Sono dieci i Paesi dell'Est candidati ad entrare nei prossimi anni nell'Unione Europea; tra questi ci sono Slovenia, Ungheria e Croazia che già fanno parte della Comunità di lavoro Alpe Adria; gli altri sono quelli baltici, già indicati a Laeken. Ne ha parlato a Venezia, in occasione di un convegno sull'allargamento dell'Ue e il suo ruolo di Alpe Adria, il presidente della Commissione Europea Romano Prodi. "Con i nuovi ingressi in Ue significa che questi Paesi potranno partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo del 2004, come Stati membri a tutti gli effetti. E' tuttavia un cammino costellato di ostacoli e di sfide: la voglia d'Europa comunque si tocca con mano. Nei Paesi candidati si stanno compiendo grandi sforzi per adottare ed attuare le norme comunitarie, uno sforzo senza precedenti". Parlando di Alpe Adria, Prodi ha sottolineato, tra l'altro, che "è stata un'idea strana e al tempo stesso coraggiosa (per quel periodo di oltre 30 anni fa) della volontà dei popoli e dei governi regionali di superare le barriere politiche e ideologiche che allora dividevano l'Europa. Alpe Adria ha dato corpo al sentimento di appartenenza ad una nostra tradizione comune che è anche il motore ideale delll'Ue. Oggi, ha detto Prodi, vediamo diffondersi questo sentimento sempre di più tra i cittadini del Continente ma allora il gesto ha richiesto una straordinaria visione politica che saluto con ammirazione".

A fare gli onori di casa è stato Giancarlo Galan nella sua duplice veste di presidente di turno di Alpe Adria e del Veneto il quale ha presieduto i lavori del convegno che si è svolto nella Scuola Grande di San Rocco, dove l'arte veneta è esaltata da numerosi dipinti del Tintoretto e del Tiziano, una testimonianza della civiltà, quasi il simbolo delle aperture con cui si possono affrontare i fenomeni della globalizzazione e dell'Ue più larga. Galan ha annunciato che Alpe Adria "vede molto positivamente l'entrata di altri due Stati (le nuove Kraje): la Repubblica Ceca e la Slovacchia" ed ha ricordato tutto il lavoro svolto dalla Comunità di lavoro sui temi del confronto, delle intese e dei progetti. "Alpe Adria oggi conta 17 adesioni; nel suo territorio, con 41 milioni di abitanti, c'è la piena autonomia della Baviera e dei Laender austriaci, ci sono le riforme in atto e in itinere per le regioni italiane, c'è il più ristretto raggio d'azione riconosciuto alle contee ungheresi. E' un terreno preparato e sensibile alla crescita delle autonomie e del federalismo, anche in rapporto con l'Unione Europea allargata". Galan ha sottolineato inoltre come "Alpe Adria costituisce un esempio storicamente consolidato di dialogo e di relazioni collaborative tra istituzioni, culture, popoli e territori diversi, che hanno sofferto le guerre e le tragedie del Ventesimo Secolo" e che "si conferma una Comunità in cui sperimentare la cultura del dialogo e la condivisione dei valori sui quali devono impostarsi le relazioni tra i popoli".

Sull'apertura dell'Ue ad est, Galan ha dichiarato:" le regioni di Alpe Adria appoggiano con convinzione il processo di allargamento che bisogna guardare con lungimiranza con cui i Padri fondatori hanno avviato il movimento per la collaborazione e l'integrazione in Europa. Il processo di allargamento dovrà essere accompagnato con quello per la coesione economica e sociale. Non c'è solo un'Europa. Con quella allargata si avrà anche il 30% di popolazione in più ma, ora come ora, solo il 7-8% di reddito aggiuntivo". Sarà un Europa più larga e unita ( i frutti non ci saranno subito, ma ci saranno).

Ai lavori sono intervenuti con relazioni i ministri degli esteri di Slovenia e Croazia, rispettivamente Dimitrj Rupel e Neven Mimica, la presidente della Stiria Waltrand Klasnic e il presidente della contea ungherese di Zala Laszlo Varga (questa regione subentrerà al Veneto nella presidenza di turno a fine anno; ha annunciato che in Ungheria sta prendendo corpo una nuova euroregione, la Trasndanubio). Lo scrittore e docente di letterature slave a Parigi, Roma e Zagabria Predag Matvejevic ha fatto un exursus sull'Europa e l'altra Europa. Il vice presidente del Parlamento Europeo Guido Podestà ha precisato che "l'allargamento ad est dell'Europa è un vero e proprio dovere storico per noi occidentali, sarà una opportunità reciproca specie nello sviluppo dei programmi di cooperazione transfrontaliera. L'Ue dovrà essere in grado di intensificare con la Russia un dialogo aperto e proficuo, magari giungendo ad un partenariato, che vada a costituire un elemento di stabilità per l'intero continente. Il sogno di una Europa che unisca l'Atlantico agli Urali non è più impossibile". (Inform)


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