* INFORM *

INFORM - N. 48 - 10 marzo 2002

 

Il grande valore dell'autonomia sindacale accompagna i lavoratori verso la celebrazione del 1 Maggio

BOLOGNA - Negli ultimi anni il piano partitico si è sempre più caratterizzato con l'impronta bipolare, vale a dire con due poli che costringono l'elettore a stare di qua o di là; questo schema alcuni leader vorrebbero applicarla anche alla realtà sociale. Proprio per fare chiarezza nella confusione generale che caratterizza la vita presente del paese è bene non confondere il piano politico - partitico con quello sociale; anche nel variegato e articolato mondo dell'associazionismo e sindacale qualche volta emerge la volontà di nuove forme di "collateralismo".

L'autonomia delle realtà associative che si muovono nel vasto e variegato mondo del "terzo settore": dell'associazionismo e del volontariato è il sale della ricchezza pluralista che rafforza la democrazia del paese. E' alla luce di questo principio che appartiene alla tradizione del movimento sociale cristiano che il Movimento Cristiano Lavoratori condivide le chiare parole espresse dal Segretario generale della CISL Savino Pezzotta al recente Congresso dei "Popolari"; l'autonomia sindacale è uno dei valori forti della CISL che è insito nel codice genetico di questo sindacato che va ricordato nacque per consapevole e decisivo apporto dei lavoratori cristiani.

L'MCL condivide lo sforzo di quanti rilevano l'esigenza che per preparare il futuro occorre "pensare cose nuove"; nonostante il crescente processo di secolarizzazione che coinvolge la nostra società, come quell'occidentale in genere, i valori, la storia, le tradizioni sociali e culturali non possono però essere considerati un orpello per il rinnovamento della comunità. Il "nuovismo" fine a se stesso, frutto di una cultura televisiva che quotidianamente "brucia" aspetti della vita personale e collettiva alla luce dell'usa e getta, genera sbandamenti e non offre gli approdi dei quali la gente sente necessità, come dell'acqua per vivere. Questo ormeggio può avvenire in un clima d'apertura e di collaborazione, di coinvolgimento e di concertazione, insomma con quello spirito e quell'insieme di azioni che nella tradizione dossettiana rappresenta la "partecipazione".

Quello che si è mosso, invece, in questi tempi attorno all'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, da parte di alcuni settori partitici, sembrava più improntato allo spirito di rivalsa e di volontà di mortificazione del ruolo sindacale. In queste condizioni condividiamo e apprezziamo la modalità responsabile con cui la CISL ha impostato il suo rapporto col sistema politico e col governo; è emersa la capacità di nulla concedere sull'art. 18 e dichiarando allo stesso tempo la disponibilità ad associare allo Statuto dei lavoratori lo "Statuto dei nuovi lavori". E' inequivocabile che modificare l'art. 18 significa rivedere l'idea stessa delle "tutele"; appare pertanto logico che i Sindacati vogliano sapere, vedere e partecipare a queste scelte. Nel far west del dibattito attorno a cui si è snodato questo argomento è prevalsa la logica del killeraggio, mentre l'MCL ritiene che si devono estendere i diritti ai lavoratori che oggi non li hanno e non semplicisticamente abrogando i diritti acquisiti.

Con questa linea il Movimento Cristiano Lavoratori si sta mobilitando per celebrare il 1 maggio in molti ambienti insieme alla CISL, accomunati dai valori dell'autonomia e della solidarietà che rappresentano il fondamento dell'organizzazione pluralista della nostra società. (Floriano Roncarati*-Inform)

____________

* Presidente regionale MCL Emilia - Romagna


Vai a: