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INFORM - N. 47 - 8 marzo 2002

In occasione dell'8 marzo

Presentata al CNEL una collana di 8 monografie sugli aspetti socio- sanitari dell'immigrazione femminile. "Percorsi di donne"

ROMA - E' stata presentata a Roma, presso la sede del CNEL di Viale Lubin , la collana "Percorsi di donne". Un'interessante raccolta di otto monografie, promossa dall'Organon Italia e pubblicata dalla Carocci editore, che approfondisce, oltre agli aspetti demografici dell'immigrazione femminile (le donne rappresentano il 45,8% del totale dei non nazionali presenti in Italia), le principali problematiche socio- sanitarie delle straniere che vivono e lavorano nel nostro Paese. Cinquecento pagine di dati e riflessioni che, attraverso il sapiente lavoro analitico degli autori, forniscono ai medici ed agli operatori socio-sanitari uno spaccato essenziale ed esaustivo della complessa realtà e delle difficili esperienze delle donne immigrate.

Non a caso infatti le opere sono state elaborate da indiscussi esperti del settore come ad esempio Franco Pittau e la sua équipe alla Caritas (La nuova realtà socio-demografica dell'immigrazione femminile), Maria Marta Farfan ( L'immigrazione in Italia: aspetti legislativi), Marco Mazzetti (Il dialogo transculturale in medicina), Letizia Parolari e Graziella Sacchetti (Donne immigrate gravidanza e maternità- Diversità culturali e contraccezione), Salvatore Geraci (Immigrazione femminile: quale assistenza sanitaria?), Marian Ismail Mohamed (Il corpo violato le mutilazioni genitali femminili) e Miriam Ismail Mohamed (Guida alle strutture socio- sanitarie per la donna immigrata).

Un'analisi a 360 gradi dunque che evidenzia sia aspetti prettamente statistici - in Italia le colf straniere sono oltre 90.000 ( con 50.000 donne il primato della presenza femminile appartiene alla comunità albanese) - sia precise indicazioni sulle patologie e sulle reali difficoltà terapeutiche delle donne immigrate. In questo ambito, a causa delle precarie condizioni di vita e della mancanza di un concreto dialogo transculturale tra medico e paziente immigrato, è stata infatti riscontrata una maggiore frequenza delle malattie ginecologiche e pediatriche ed un elevato tasso di aborti (ogni anno sono oltre 138.000 le interruzioni volontarie di gravidanza).

Un quadro preoccupante che viene reso ancora più drammatico dal persistere della barbara usanza, per quanto riguarda alcune comunità immigrate (in l'Italia non si hanno però stime attendibili), della mutilazione genitale femminile. Una pratica chirurgica molto diffusa nel continente africano, imputabile ad ancestrali superstizioni, che, nel mondo ha già causato mutilazioni permanenti ad oltre 120 milioni di donne.

Nel corso dell'incontro, coordinato dall'ex presidente della Commissione Pari Opportunità Silvia Costa, il presidente vicario dell'Organismo di Coordinamento del CNEL per le Politiche di Integrazione Sociale degli Stranieri (ONC) Giorgio Alessandrini, dopo aver espresso perplessità sui contenuti del nuovo disegno di legge sull'immigrazione - "la norma promossa dal Governo è centrata sulla lotta alla clandestinità e non tiene nella giusta considerazione le problematiche dell'integrazione" -, ha auspicato un vero e proprio salto di qualità dell'intera struttura sanitaria che, anche attraverso un'adeguata preparazione degli operatori sanitari alle nuove sfide della mediazione culturale, renda più agevole l'accesso degli immigrati ( a tutt'oggi solo il 50% degli stranieri presenti in Italia sono inscritti al Sistema Sanitario Nazionale) ai servizi di prevenzione e cura.

Preoccupazioni, per quanto concerne la tutela dei diritti fondamentali della persona (salute ed istruzione) sono state espresse anche da Silvia Costa. " I diritti alla salute degli immigrati regolari e, sia pure con qualche eccezione, degli irregolari - ha infatti sottolineato - sono diritti umani che vengono prima della definizione di status. Questo è un punto di civiltà giuridica che io spero non sia modificato dalla nuova legge".

Una prima risposta, sullo specifico contesto legislativo, è giunta dal presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo. Nel corso del suo intervento il rappresentante di Forza Italia, dopo aver ricordato la necessità di valorizzare l'attività dei consultori familiari e di portare avanti un'adeguata formazione culturale e professionale dei giovani medici atta a favorire un approccio fattivo alle specifiche patologie ed esigenze dei pazienti immigrati, ha infatti ribadito la necessità di portare avanti una decisa lotta alla clandestinità. Secondo Palumbo, "in questo campo una regolamentazione e una maggiore chiarezza degli ingressi appare quanto mai necessaria e questo perché la maggior parte dei clandestini non conoscono l'assistenza, non accedono ai servizi sanitari e vivono situazioni di esclusione e di estrema emarginazione. In ogni caso bisogna distinguere tra la situazione degli irregolari e dei clandestini".

"Nell'ambito della Commissione da me presieduta - ha concluso il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera - stiamo comunque lavorando per una regolamentazione dell'assistenza e della medicina non convenzionali".

Al termine del dibattito è infine intervenuta, in rappresentanza del ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo, il capo gabinetto Flora Fanara che ha dato assicurazioni sulla disponibilità del ministro ad eventuali correzioni della legge, atte a migliorare le condizioni di vita delle donne immigrate. (Lorenzo Zita-Inform)


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