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INFORM - N. 47 - 8 marzo 2002

Tremaglia: Esuli e beni abbandonati, una violazione dei diritti umani secondo l’Unione Europea. I beni debbono essere restituiti

ROMA - Il ministro per gli Italiani nel mondo, on. Mirko Tremaglia, ha ottenuto che in una delle prossime sedute del Consiglio dei ministri venga messo all’ordine del giorno il riesame del contenzioso fra Italia e Slovenia e Croazia a proposito dei beni abbandonati dagli esuli quando a fine della guerra furono costretti a lasciare le terre d’Istria, della Dalmazia e di Fiume. Il problema è tornato d’attualità alla luce della presa di posizione dell’Unione Europea che, a proposito della questione dei Sudeti, dove milioni di tedeschi furono cacciati dalle loro terre d’origine, ha definito "violazione dei diritti umani" la mancata restituzione dei beni da quei cittadini abbandonati. A dare questa comunicazione l’on. Buttiglione, ministro per le Politiche Comunitarie, nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri.

L’on. Tremaglia ha ricordato ai colleghi ministri l’analogia della situazione dei Sudeti con quella dei nostri profughi; ha altresì sottolineato che la Slovenia non ha mai ratificato il Trattato con l’Italia sulla tutela delle minoranze e che comunque sia Slovenia sia Croazia hanno varato leggi discriminatorie, nelle quali si riconosce il diritto alla restituzione dei beni soltanto a quei cittadini che al momento dell’abbandono delle loro terre avevano la cittadinanza jugoslava. Di conseguenza nessun esule per queste leggi può ottenere la restituzione dei beni in quanto all’epoca era cittadino italiano. Poiché ora sia Slovenia sia Croazia si apprestano ad entrare nell'Unione, Tremaglia ha chiesto che il governo italiano esamini con particolare attenzione l’atteggiamento di Lubiana e Zagabria in netto contrasto con questa determinazione dell’Unione Europea a tutela dei diritti umani.

Il presidente Berlusconi e il vice presidente Fini, insieme ad altri, hanno condiviso le valutazioni di Tremaglia; da qui la decisione di dedicare in una prossima seduta del Consiglio dei ministri ampio spazio al riesame dell’intera questione. (Inform)


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