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INFORM - N. 46 - 7 marzo 2002

Nuove norme sull'immigrazione: valutazioni critiche in ambito ecclesiale

ROMA - "E i diritti della persona immigrata?" È la domanda che si pone don Giancarlo Perego, responsabile dell'area nazionale di Caritas italiana, che interviene al Sir a commento del testo di legge sull'immigrazione approvato nei giorni scorsi dal Senato e ora all'esame della Camera. Per don Perego questo disegno di legge non si prende cura della "salvaguardia dei diritti e doveri della persona immigrata ma considera l'immigrato solo come un lavoratore temporaneo necessario e utile all'azienda-Italia". Don Perego auspica che alla Camera ci sia maggiore attenzione ai temi dei "minori, dei rifugiati, alla regolarizzazione di tutto il mondo del lavoro nero, non solo delle colf, che è un aspetto importante ma non deve essere affrontato solo ad uso delle necessità delle nostre famiglie". Preoccupazione viene espressa anche per la limitazione al 5% dell'accessibilità alle quote di alloggi popolari concessi agli immigrati, "molto bassa rispetto alle esigenze di alcuni territori" e che rischia di "ghettizzare" l'immigrato e giudicare l'assegnazione di una casa sulla base di preconcetti.

Anche la Fondazione Migrantes dice "no" ad una immigrazione "usa e getta": mons. Luigi Petris, direttore generale della Migrantes, parla di espulsioni "troppo spicciole" e permanenze a tempo che "non rispettano la dignità della persona, impediscono l'integrazione e non facilitano un clima di serenità nell'opinione pubblica".

Critiche alla legge vengono anche dalla Caritas ambrosiana. "Non possiamo accostarci al fenomeno migratorio - commenta il direttore don Virginio Colmegna - solo in termini funzionalistici: se gli stranieri ci servono, li teniamo, se sono inutili, li mandiamo via". In particolare preoccupano le novità in materia di permesso di soggiorno collegato al contratto di lavoro, che finiranno per disincentivare l'assunzione di immigrati e per aumentare il carico di lavoro delle prefetture. La Caritas ambrosiana esprime inoltre perplessità riguardo alla misura di espulsione con accompagnamento coatto alla frontiera dei sans papier che comporterà il reclutamento di un ingente quantitativo di agenti di pubblica sicurezza impiegati in altri servizi. Troppo sommaria poi la disciplina dell'accesso al diritto di asilo, relegata a due articoli del Ddl, come ha sottolineato Ngo Dinh Le Quyen, responsabile del progetto rifugiati della Caritas Italiana. In merito alla sanatoria delle colf, "le voci che circolano tra gli immigrati sono già divenute un forte richiamo per l'ingresso in Italia di numerosi stranieri desiderosi di ottenere un permesso".

Il disegno di legge preoccupa anche in Germania. Secondo Roberto Alborino, dell'area immigrazione della Caritas tedesca, "la legge attuale aveva punti interessanti e di esempio per altri Paesi europei. Preoccupa il restringimento dei diritti degli stranieri e la mancanza di inserimento in un ambito europeo del fenomeno migratorio". (Migranti press/Inform)


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