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INFORM - N. 45 - 6 marzo 2002

Le ACLI-Germania e la "Carta Ecumenica delle Chiese europee"

FRIBURGO - Il 16-17 febbraio le ACLI della Germania, della Svizzera e della Lombardia hanno organizzato un Seminario di studio a Basilea, su "La Charta Oecumenica delle Chiese europee" e affrontato il tema "Il contributo delle Chiese europee alla costruzione della nuova Europa".

Questo appuntamento, che le ACLI si danno ogni anno per approfondire il tema dell'ecumenismo, è giunto al sesto anno e ha visto aumentare ogni anno la partecipazione di aclisti interessati al tema.

Insieme ai 200 partecipanti provenienti dalla Germania, Svizzera, Italia erano presenti anche delegazioni di gruppi, che si ritrovano nelle proposte delle ACLI, provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Polonia e di gruppi di immigrati residenti in Italia originari del Benin, dell`Albania, del Marocco e del Nicaragua.

Hanno accompagnato i partecipanti allo studio della "Charta" il segretario del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) mons. Aldo Giordano e il teologo prof. Brunetto Salvarani.

Il 22 aprile 2001 a Strasburgo, il CCEE e la KEK (Conferenze delle Chiese europee, che raggruppa la Chiesa ortodossa, le Chiese nate dalla riforma) hanno siglato una "Charta Ecumenica per un cammino di collaborazione, di reciproca attenzione, di preghiere comuni per continuare quel percorso ecumenico iniziato nei primi decenni del secolo XX e che ha avuto con le Assemblee di Basilea (15-21 maggio 1989) e quella di Graz (23-29 giugno 1997) un significativo rilancio.

Questo momento di riflessione sulla "Charta" - è detto in un comunicato delle ACLI-Germania - è servito per approfondire e dare uno sbocco operativo ad un ecumenismo concreto tra fedeli di varie tradizioni cristiane e come si legge nella Charta stessa: "… nell'ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Scritture …" " noi vogliamo rendere testimonianza dell'amore e della speranza per tutti gli essere umani…". "Nel nostro continente europea, dall'Atlantico agli Urali, da Capo Nord al Mediterraneo, oggi più che mai caratterizzato da un pluralismo culturale, noi vogliamo impegnarci con il Vangelo per la dignità della persona umana, creata ad immagine di Dio, e contribuire insieme come Chiese alla riconciliazione dei popoli e delle culture". (Inform)


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