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INFORM - N. 44 - 5 marzo 2002

"Donne del Mediterraneo": lettera aperta al Presidente della Calabria

GENOVA - Con una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, l'Associazione "Donne del Mediterraneo rende pubblica una situazione che definisce "a dir poco vergognosa" e che riguarda la signora Susana Lauro, residente a Buenos Aires e figlia di emigrati calabresi. Si tratta di una giornalista affermata in particolare nel settore turistico, che ha promosso in passato varie iniziative per far conoscere la sua terra d’origine, elaborando tra l’altro un progetto, denominato "Dietro i passi di Ulisse", volto a promuovere la regione Calabria nei contesti internazionali e in particolare nel Sud America e in Europa.

Le iniziative della Signora Susana - scrive Anna Torraco, segretario generale di "Donne del Mediterraneo" - avevano trovato ulteriore concretezza nei contatti intercorsi con l’Associazione Pigula di Vibo Valentia, nel momento in cui il suo Presidente, il Sig. Nazzareno Anello, aveva inviato un e-mail in data 12 maggio 2001 alla stessa, nel quale dichiarava che il progetto, essendo stato esaminato "…dall’Assessore comunale agli affari istituzionali, da una consulente del Comune di Vibo Valentia (Università Bocconi di Milano) e dalla responsabile dell’UNICEF, aveva suscitato molto interesse e sarebbe stato presentato alla Comunità Europea".

Il mese successivo, e precisamente in data 18 giugno 2001, è lo stesso Assessore comunale agli affari istituzionali Nicolino La Gamba a dichiarare, in una lettera indirizzata al Presidente dell’Associazione Pigula, che la sua amministrazione "…dopo aver attentamente valutato e considerato sotto i vari aspetti la sua proposta ha pienamente condiviso e approvato il progetto – Dietro i passi di Ulisse – ideato e coordinato dalla Signora Susana Rosa Lauro, per cui si impegna a finanziare, per come è stato richiesto, il primo semestre di promozione turistica verso il nostro territorio. Sarebbe opportuno un incontro con questo assessorato con l’ideatrice e coordinatrice del progetto al fine di stabilire i dettagli, i tempi e le modalità."

Ci sono tutte le premesse per dare alla Signora Susana (giornalista a tempo pieno ed esperta di marketing turistico per diletto, nonché professoressa di lingue per studi fatti) gli elementi di concretezza al suo sogno: un viaggio nella sua agognata Calabria vissuta nei ricordi di una nonna che, accarezzandole i capelli da bambina, le raccontava di quella stupenda terra natia così lontana ed ospitale. Incombono i preparativi, arrestati momentaneamente dai fatti di New York dell’11 settembre.

Il 13 novembre 2001, ricevute ulteriori conferme sulla fattibilità del suo progetto, la signora parte da Buenos Aires per Vibo Valentia. Non importa se deve anticipare lei le spese di viaggio. Non importa se l’Amministrazione comunale di Vibo Valentia per problemi burocratici non provvede all’ospitalità. Non importa nulla. C’è una lettera scritta da un autorevole Assessore agli affari istituzionali italiano, per di più della sua regione d’origine, che dichiara il suo impegno a finanziare il suo progetto. Questo è quanto le basta.

Al suo arrivo la realtà supera la fantasia. Nel suo girovagare fra i vari uffici incontra problemi burocratici a non finire, offerte d’inutili convegni mirati a promuovere il suo progetto che "non" sarà possibile realizzare, in quanto le risorse saranno impiegate per buffet, incontri e brochure per magnificare questa o quella amministrazione oppure quel personaggio politico, che prometterà questa o quella cosa in un contesto fatto solo di belle parole e di muri di gomma. Una triste realtà della quale noi siamo consapevoli, ma che ci rende sempre incredule, come risulta da questa ennesima testimonianza.

Avevamo inviato alla Signora Lauro un articolo apparso sulla stampa e su Internet il 6 febbraio scorso, nel quale il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Luigi Fedele (responsabile anche per le Relazioni Comunitarie e Internazionali all’interno della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali), dichiarava azioni programmatiche a proposito della drammatica crisi argentina nei confronti dei nostri emigrati italiani in quel paese.

Nell’articolo si diceva che "…i Consigli Regionali si stanno affermando come protagonisti, accanto alle Giunte, per un rapido avvio delle strategie e delle iniziative per l’Argentina….", e che è necessario "occuparsi con più forza delle cosiddette corsie preferenziali per l’inserimento dei molti emigrati in Argentina nel mondo produttivo e sociale italiano… per un approccio non più lacrimevole e nostalgico, ma soprattutto utile, utile a loro ed utile a noi, soprattutto a noi italiani del Sud ".

La Signora Susana Lauro - così prosegue la "lettera aperta" - è demoralizzata e ha finito i suoi soldi. E’ stata aiutata da alcune persone gentili che si sono offerte di pagarle le spese ammontanti a circa 200 dollari per prolungare il suo biglietto aereo, e a metà maggio dovrà ritornare a Buenos Aires, perché a tutt’oggi non è neppure riuscita ad avere un permesso temporaneo di soggiorno dopo aver girato mezza Calabria in balia di funzionari ignoranti che non sanno neppure applicare le leggi. Il suo desiderio sarebbe di acquisire la cittadinanza italiana e di poter restare nel nostro paese, come sognato dai suoi genitori e da lei fin da bambina. Inoltre è impaurita da possibili ritorsioni nei suoi confronti, tra l’altro motivate in quanto già perpetrate a suo dire solo per il fatto che la stessa "si era permessa di mostrare ad altri la lettera del 18 giugno 2001 dell’Amministrazione comunale di Vibo Valentia".

Le offerte sino ad oggi trovate per far fronte alle spese di vitto e alloggio si riconducono a lavori sottopagati "in nero" per lavare piatti o accudire alle toilettes, e ciò per consentirle di perseguire un sogno al quale alcune realtà pubbliche calabresi hanno dato speranza. Dall’Argentina i suoi familiari non possono aiutarla per le note vicende del Paese, però si stanno mobilitando gli amici per aiutarla.

La signora ormai non ha più i soldi per pagare l’affitto del prossimo mese ed è disperata.

L’ho sentita telefonicamente per rincuorarla e, in un accorato commento ai fatti accaduti, ha affermato nel suo italiano incerto qualcosa che mi ha molto colpito: "L’unica dignità che abbiamo tutti è il nostro lavoro. Ma da queste parti non riescono a capirlo, sembra una cosa strana quello che dico".

Da parte nostra pur non avendo risorse finanziarie ci sforzeremo di offrire un’adeguata ospitalità alla Signora Susana qui a Genova se non ci saranno altre soluzioni, attivandoci per cercare contribuzioni economiche da erogare alla stessa ed un lavoro, per far fronte alle difficoltà create da tanta superficialità e sprovvedutezza pubblica, affinché Susana possa vedere l’Italia in maniera diversa da quando i suoi nonni l’hanno lasciata e non si accorga che in effetti in alcune località del Sud da allora nulla è cambiato.

In attesa di sue comunicazioni al riguardo - conclude la lettera aperta -, considerando l’urgenza del caso umano e confidando nelle dichiarazioni della sua Amministrazione, voglia gradire Signor Presidente, i miei migliori saluti. (Inform) info@donnedelmediterraneo.org


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