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INFORM - N. 42 - 1 marzo 2002

Il nuovo governo danese chiude le porte agli immigrati

COPENAGHEN - Come promesso durante la recente campagna elettorale, il nuovo governo danese liberal-conservatore ha presentato nuove proposte per la politica migratoria. Esse hanno un carattere fortemente restrittivo e perseguono l’obiettivo di ridurre decisamente il numero dei profughi e dei ricongiungimenti famigliari. Secondo il disegno di legge, il permesso di soggiorno permanente dovrà essere concesso solo dopo sette anni di attesa e non più dopo tre, come avviene attualmente. Durante questo tempo, i rifugiati potranno essere rimpatriati nel caso in cui la situazione nel loro paese non presenti più pericoli per la loro incolumità. Stranieri senza il permesso permanente verranno espulsi nel caso in cui non siano più in grado di mantenersi autonomamente.

Il ricongiungimento con il coniuge avverrà solo se marito e moglie avranno compiuto entrambi almeno 24 anni e se saranno in grado di mantenersi. Chi riceve sostegni sociali non potrà far venire la propria famiglia in Danimarca. Del tutto escluso il ricongiungimento per i genitori anziani con più di 60 anni. Gli unici ad essere i benvenuti sono i lavoratori altamente qualificati, la cui immigrazione verrà favorita dalla nuova legge, che prevede, senza specificarne i dettagli, misure per integrare nel mercato del lavoro gli stranieri che già vivono nel paese. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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