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INFORM - N. 42 - 1 marzo 2002

Concluso il Convegno dei Direttori regionali della Migrantes

ROMA -"La pastorale migratoria promossa dalla Migrantes non vuole essere parallela e tanto meno in contrasto con la pastorale delle Chiese locali in Italia. Al contrario noi intendiamo inserirci nei piani pastorali parrocchiali e diocesani": così ha affermato mons. Luigi Petris, direttore generale della Migrantes, aprendo i lavori del convegno dei direttori regionali della Migrantes (Roma, 25-27 febbraio). È stato mons. G. Betori, segretario generale della CEI, a presentare gli orientamenti dell’episcopato italiano "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia" ed a mettere in evidenza i cinque passaggi in cui il documento parla esplicitamente delle migrazioni, affermando che oggi dobbiamo in casa nostra offrire l’annuncio che delegavamo ai missionari in terre lontane. Tuttavia, in questo inedito compito missionario, "se la verità non può essere imposta con la forza e quindi non può schiacciare - ha proseguito mons. Betori - la disponibilità ad accogliere gli altri non può implicare la rinuncia a se stessi e alle proprie tradizioni religiose e culturali".

Mons. Alfredo M. Garsia, Presidente della Migrantes, ha quindi presentato i punti più significativi del piano quinquennale della Commissione episcopale per le migrazioni (CEMI). Con il fine di "creare una sensibilità interna alla Chiesa, sia nei Pastori che nella comunità cristiana, così che le migrazioni diventino di fatto, come indica il Papa, "una delle priorità pastorali delle Chiese locali", il vescovo ha descritto le principali iniziative in programma: un convegno nazionale su "Migrazioni, areopago di evangelizzazione" (febbraio 2003), due seminari di studio uno sulle migrazioni a livello europeo ed un secondo sul ruolo dei numerosi sacerdoti stranieri in Italia; inoltre è prevista la promulgazione di un Direttorio per la pastorale della mobilità umana e due note riguardanti i gruppi minori della mobilità umana e le problematiche connesse alle nuove emigrazioni degli italiani.

I direttori nazionali della Migrantes hanno avuto modo di esporre i "nodi cruciali dei cinque ambiti della mobilità umana". Ne è seguita una approfondita discussione su alcuni aspetti attuali della politica e della pastorale migratoria. È soprattutto emerso come, specie dopo l’11 settembre, sembri prendere sempre maggior consenso una cultura che tutto permette nei confronti di certe persone, criminalizzate solo per il fatto di essere straniere e culturalmente diverse, non salvaguardando neppure i diritti fondamentali della persona.

La collaborazione con la Caritas ed altri uffici della pastorale, la necessità di una adeguata formazione (spirituale e professionale) per gli operatori impegnati nella pastorale migratoria, l’organizzazione di un corso per i nuovi direttori Migrantes, sono stati alcuni altri punti trattati nell’incontro. Nell’ultima mezza giornata il direttore regionale del Lazio, mons. P. Sigurani, ha esposto la positiva evoluzione dell’impegno socio-pastorale nei confronti delle varie categorie della mobilità umana nelle diocesi del Lazio, illustrando anche il progetto pilota della scuola di formazione realizzata in Tunisia per migranti che intendono lavorare in Italia. (Migranti press/Inform)


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