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INFORM - N. 41 - 28 febbraio 2002

L’associazione delle Ong italiane sugli abusi sessuali nei campi profughi

ROMA - L’Associazione delle Ong Italiane (che raggruppa 167 organismi non governativi di cooperazione e volontariato internazionale) manifesta il proprio sconcerto a fronte delle notizie apparse su diversi quotidiani ed organi di stampa relative ai casi di abuso sessuale denunciati da un’indagine svolta nei campi profughi di Liberia, Guinea e Sierra Leone. Il rapporto, basato su 1500 interviste raccolte tra ottobre e novembre 2001 è in effetti da riferirsi ad una missione svolta congiuntamente dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dalla sezione inglese dell’Ong Save the Children.

Con questa indagine le due organizzazioni hanno voluto appurare la veridicità di alcune segnalazioni avute circa la perpetrazione di abusi sessuali, anche su minori, ad opera di personale in servizio nei progetti di assistenza ai profughi dei citati Paesi africani. Le testimonianze raccolte, che inchiodano alcune persone, 3 delle quali – un impiegato e due volontari locali – immediatamente licenziate, confermano questa incredibile realtà nella quale persone depravate ed indegne hanno coperto i loro abusi con la nobile azione di aiuto umanitario, aggiungendo altra disperazione alla tragedia che i rifugiati stanno vivendo.

"Questo non può infangare la credibilità e la dedizione con le quali migliaia di persone operano con abnegazione e professionalità nei progetti promossi dalle Ong italiane" – dichiara il Presidente dell’Associazione delle Ong Italiane Sergio Marelli. "Siamo certi dell’assoluta estraneità del personale delle nostre Ong a simili infamie e abbiamo contattato la sezione italiana dell’organismo Save the Children per richiedere con urgenza che venga resa pubblica la lista completa delle organizzazioni e delle persone chiamate in causa dall’inchiesta, in modo che si conoscano i veri responsabili di questi atti. L’Associazione delle Ong Italiane si associa allo sgomento del Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, e chiede con forza che egli faccia tutto quanto in suo potere per accertare quanto accaduto e – soprattutto - prenda immediati e durissimi provvedimenti nei confronti dei responsabili. (Inform)


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