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INFORM - N. 39 - 26 febbraio 2002

Il Presidente Ciampi ai Presidenti delle due Camere sulla mancata elezione di due giudici costituzionali

ROMA - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato una lettera ai presidenti del Senato e della Camera, Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini, sui ritardi in materia di elezione di due giudici costituzionali.

"Sono ormai trascorsi quindici mesi - scrive Ciampi - senza che il Parlamento in seduta comune, sia nella passata legislatura, sia nell'attuale, sia riuscito ad eleggere due giudici costituzionali, in sostituzione dei professori Cesare Mirabelli e Vincenzo Guizzi, cessati entrambi dalla carica il 21 novembre 2000. .Nell'esercizio della mia funzione di garante del corretto funzionamento del sistema costituzionale, non posso fare a meno di rappresentare la mia crescente preoccupazione per la gravità della situazione che si è venuta a determinare per effetto di ben dieci votazioni svoltesi senza produrre alcun risultato utile, con l'aggravante che in ben sei delle dieci votazioni effettuate e, in particolare, nelle ultime due del 12 dicembre 2001 e del 6 febbraio 2002, il numero complessivo dei parlamentari presenti e votanti è risultato inferiore al quorum stabilito per l'elezione.

Aggiungo - prosegue Ciampi - che la contemporanea assenza non di uno soltanto, ma di due giudici costituzionali, entrambi di nomina parlamentare, altera quel perfetto equilibrio nella composizione della Corte, voluto dal Costituente, tra le tre componenti: cinque giudici di nomina del Parlamento, cinque del Capo dello Stato e cinque delle Magistrature superiori. La riduzione di fatto dei componenti della Corte comporta, tra l'altro, il grave rischio di porre questo Organo costituzionale - la cui attività non può subire interruzioni - in condizione di non poter esercitare le proprie funzioni.

Il presidente della Repubblica conclude la sua lettera manifestando ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati il suo "pieno sostegno nel fare tutto quanto ritengano utile e opportuno affinché i gruppi parlamentari si adoperino sollecitamente al fine di raggiungere le indispensabili intese: è certo, infatti, che nessun raggruppamento è in grado da solo di conseguire la maggioranza dei tre quinti dei componenti dell'Assemblea, prescritta dalla Costituzione". (Inform)


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