* INFORM *

INFORM - N. 39 - 26 febbraio 2002

RASSEGNA STAMPA

Il Tempo, 26 febbraio 2002

Intervista del Sottosegretario di Stato Baccini: "La cultura dev'essere sempre più ambasciatrice dell'Italia"

ROMA - Un impulso alla cultura italiana nel mondo, che deve essere sempre più "ambasciatrice" del nostro Paese, attraverso indicazioni politiche, la ricerca di sponsor privati e anche la sostituzione di alcuni cosiddetti "chiara fama", la sorta di superdirettori degli istituti (dieci nel mondo) il cui mandato scade ogni due anni. Sono le linee principali del Governo cui si sta dedicando il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, che ha la delega in proposito.

D. Onorevole Baccini, quali sono stati i primi passi per migliorare l'immagine della cultura italiana?

R. "Appena ricevuta la delega ho inviato ai 93 istituti italiani gli indirizzi politici, perché fino a quel momento nessuno aveva indicato le linee. Quindi abbiamo indetto gli "anni tematici": questo è l'anno della moda e del design".

D. Negli anni scorsi gli istituti di cultura sono stati al centro di polemiche.

R. "Si era perfino parlato di chiuderli, invece ho deciso di rilanciarli facendoli funzionare meglio e dicendo loro che cosa fare, rimotivando il personale. Per questo ho predisposto la riforma della legge 401 che comprende la riforma degli istituti di cultura e i criteri di nomina dei "chiara fama", che in molte occasioni diventano tali dopo averli nominati. Non c'è il tentativo di sostituirli per motivi politici, nessuno spoyl sistem, bensì una giusta valutazione secondo le indicazioni del ministro degli Esteri, Berlusconi: la cultura non dev'essere autocelebrativa, bensì veicolo di valori e di iniziative italiane."

D. La cultura sempre più come elemento importante di politica estera?

R. "La promozione della cultura all'estero significa non solo mobilitare le intelligenze e la credibilità dell'Italia all'estero, ma soprattutto creare il terreno necessario a una maggiore penetrazione economica e commerciale dei nostri prodotti e delle nostre imprese".

D. Che ruolo possono avere gli sponsor?

R. "Indicando un "anno tematico" costruiamo un programma culturale da proporre all'estero. Da un lato abbiamo la grande rete di istituti, consolati, ambasciate, dall'altro il prodotto: la grande sfida è che lo Stato finanzia la struttura mentre i programmi potrebbero essere finanziati unendo il nome delle grandi aziende italiane alla cultura italiana. Ad esempio, la Farnesina ha già attivato contatti con Confindustria e con le imprese connesse al mondo della moda e del design".

D. Iniziative particolari?

R. "Stiamo pensando a nuovi testimonial. Ho chiesto ad Alberto Sordi di diventare "ambasciatore" dell'arte cinematografica nel mondo ed ha accettato con piacere dicendo "era ora che ci fossero queste iniziative". Lo stesso faremo in altri settori."

D. Da uno studio dell'Università "La Sapienza" di Roma emerge una sempre maggiore domanda di italiano nel mondo.

R. "L'Italia è al quarto posto nella graduatoria delle richieste. Stiamo intensificando la collaborazione con le università sia per studiare che per incentivare il fenomeno al fine di trasformare la simpatia di cui gode l'Italia all'estero in affidabilità. Le occasioni di lavoro per le nuove generazioni non devono essere legate esclusivamente alle opportunità nazionali. Attraverso la lingua dobbiamo far capire che l'italianità è un modo di vivere, di vestire, di magiare. Gli americani ci hanno insegnato a portare i jeans, noi vogliamo trasferire nel mondo un modo di vivere".


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