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INFORM - N. 39 - 26 febbraio 2002

Il Sottosegretario Mantica alla Commissione Esteri della Camera sulle linee della nuova politica di cooperazione allo sviluppo

ROMA - Accrescere gli stanziamenti di bilancio per la cooperazione, ma perseguire una politica di aiuti diversa da quella attuale. Sono questi i principi che emergono dall'audizione che il sottosegretario agli Affari Esteri, con delega per la riforma della cooperazione, Alfredo Mantica, ha tenuto il 26 febbraio presso la Commissione Esteri della Camera dei Deputati, che aveva per argomento la cooperazione allo sviluppo.

Quanto alle nuove risorse da destinare ai paesi in via di sviluppo - ha dichiarato Mantica - già nell'ultima legge finanziaria è stato previsto un aumento degli stanziamenti dell'ordine di 100 milioni di Euro. In questo modo l'Italia potrà rivedere le priorità geografiche della cooperazione in funzione della nuova situazione internazionale, come ad esempio contribuire alla ricostruzione dell'Afghanistan, promuovere un piano di rinascita della Palestina, rispettare gli impegni presi a favore del fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria, promuovendo i modelli di sviluppo elaborati dal "sistema Italia".

In più - ha precisato il sottosegretario - intendiamo promuovere nuove forme di partnership tra pubblico e privato. Va in questa direzione la proposta del Governo, nel collegato alla legge finanziaria, di escludere dall'imponibile delle imprese commerciali, le somme destinate a finalità etiche.

A questo deve aggiungersi senza esitazione - ha proseguito Mantica- una diversa politica della cooperazione, come già annunciato dal Presidente Berlusconi nella precedente audizione del 5 febbraio. Intendiamo migliorare la struttura responsabile degli aiuti per renderla più efficiente, efficace e consona agli obiettivi di politica estera dell'Italia.

Una parte troppo rilevante della cooperazione italiana, infatti, viene canalizzata attraverso istituzioni multilaterali spesso inefficienti con altissimi costi di gestione. Anche in considerazione delle nuove risorse assegnate alla cooperazione, noi intendiamo riequilibrare questa proporzione in favore degli interventi bilaterali realizzati da istituzioni italiane.

La nostra cooperazione - ha concluso Mantica - rifletterà le istanze solidaristiche cattoliche, che storicamente hanno rappresentato la prima manifestazione di cooperazione con il mondo in via di sviluppo, soprattutto attraverso il volontariato, pur senza dimenticare i movimenti laici di solidarietà al terzo mondo che si ispirano a motivazioni etiche". (Inform)


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