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INFORM - N. 35 - 20 febbraio 2002

Dino Nardi (CGIE): La promessa di Berlusconi. Un milione di lire di pensione a tutti ? Non proprio !

ZURIGO - Come ci si ricorderà in campagna elettorale Silvio Berlusconi promise che avrebbe elevato ad un milione di lire mensili le pensioni. Ebbene, la legge n. 448 del 28 dicembre 2001 (finanziaria 2002) ha previsto, all’articolo 38, "l’incremento delle pensioni in favore dei soggetti disagiati" fino a garantire un reddito mensile proprio pari a 516,46 euro (un milione di lire), a decorrere dal 1° gennaio 2002 ma come vedremo non proprio tutti i pensionati ne potranno godere i benefici, anche se questa disposizione esplica effetti pure per i pensionati residenti all’estero.

I destinatari

Mentre per i residenti in Italia questo incremento esplica effetti sia sulle prestazioni assistenziali (come la pensione sociale, l’assegno sociale, le prestazioni agli invalidi civili – che spettano solo ai cittadini residenti nel nostro paese) che su quelle previdenziali (conseguite a fronte del versamento di contribuzione), per i residenti all’estero gli effetti riguardano solo le prestazioni previdenziali (sia le pensioni in regime autonomo sia quelle in convenzione).

I requisiti: l'età

La legge dispone che questo beneficio spetta ai pensionati che abbiano compiuto un’età pari o superiore a 70 anni. L’età viene ridotta di un anno "intero" (senza frazionamenti per mese) ogni cinque anni di anzianità contributiva fino al massimo di cinque anni; il requisito del quinquennio di contribuzione che permette di ridurre di un anno l’età è soddisfatto quando i periodi di contribuzione siano pari o superiori alla metà del quinquennio.

Ciò significa, ad esempio che sotto i 2 anni e mezzo di contribuzione non si ha alcun anticipo dell’età; tra 2 anni e mezzo e fino a 7 anni e 5 mesi si ha diritto ai benefici a partire dal 69° anno di età e così via. I benefici potranno spettare a partire dai 65 anni in presenza di almeno 1170 settimane di contribuzione (22 anni e mezzo di contributi).

Riportiamo, di seguito, una tabella esplicativa sulla riduzione dell’età in base alla contribuzione accreditata:

Settimane di contribuzione

Anni di riduzione età

Età dalla quale spetta l’aumento

fino a 129

0

70

da 130 fino a 389

1

69

da 390 fino a 649

2

68

da 650 fino a 909

3

67

da 910 fino a 1169

4

66

da 1170 in poi

5

65

Nel precisare che occorre prendere in esame tutta la contribuzione accreditata (obbligatoria, figurativa, da riscatto, volontaria), da parte nostra riteniamo che vada computata anche l’eventuale contribuzione versata all’estero nei paesi dell’Ue o convenzionati con l’Italia in materia di sicurezza sociale. Per i titolari di pensioni ai superstiti vengono utilizzati i contributi del dante causa.

I requisiti: i limiti di reddito

La norma dispone che per il diritto all’incremento occorre che il reddito personale non superi l’importo annuo di 6.713,98 euro (£. 13.000.000). Per i soggetti coniugati, fermo restando il predetto limite di reddito personale, il reddito cumulato con quello del coniuge non deve superare l’importo annuo di 11.271,39 euro (£. 21.824.000). L’aumento è concesso in misura tale da non comportare il superamento dei limiti stessi.

L’anno interessato dall’accertamento reddituale è soltanto l’anno 2002 per il quale, ovviamente, si tratterà di acquisire l’elemento reddituale solo sulla base di autocertificazione resa dal pensionato riguardante il reddito presunto.

Le fasi dell’operazione

L’INPS ha precisato che, come per i pensionati residenti in Italia, anche per i pensionati residenti all’estero, che sono potenzialmente interessati agli aumenti, è previsto l’invio di un’apposita comunicazione. In ogni caso la decorrenza del nuovo importo di pensione, per coloro che risulteranno averne diritto, sarà, comunque, il 1.1.2002.

Un prezioso aiuto per i pensionati dell’America Latina

A nostro avviso, ma pure dei patronati del CE.PA. (Inas, Inca, Ital ed Acli), e non solo (come sta a dimostrare un ordine del giorno approvato all’unanimità nella recente assemblea plenaria del CGIE), questa norma consentirà di poter aver diritto all’importo di un milione di lire, ovvero a 516,46 euro, anche a tutti gli emigrati italiani titolari di una pensione INPS, sia pure in convenzione internazionale, integrata o meno al trattamento minimo, che rientrano nei limiti di reddito previsti dal citato articolo 38 della Legge Finanziaria 2002. Cioè anche a coloro che, sulla base della normativa introdotta in Italia negli ultimi dieci anni, non avevano potuto far valere il diritto al trattamento minimo sulla pensione INPS non avendo prima l’anno, poi i cinque anni ed infine i dieci anni di lavoro in Italia.

Pertanto di questa norma potranno goderne i benefici sicuramente tutti i pensionati INPS residenti in Paesi ad economie deboli, come per esempio in America Latina ed in particolare in Argentina (della cui grave situazione economica sta discutendo e preoccupando anche il CGIE proprio in questo periodo), che, ovviamente, rientrino nei limiti di reddito previsti dalla legge. (Dino Nardi*-Inform)


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