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INFORM - N. 35 - 20 febbraio 2002

Una serie di incontri organizzati in Svizzera da CGIE, CCIS e Centro Studi italiani

"Italiani all’estero: evoluzione di una risorsa"

ZURIGO - L’idea ha iniziato a prendere corpo a Peterborough (GB), lo scorso autunno, dopo che nella riunione della Commissione continentale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) si è concordato che uno degli incontri di detta Commissione, previsti a norma di legge e programmati per l’anno 2002, si svolgerà in Svizzera, a Neuchâtel, dal 3 al 5 ottobre prossimi.

Nella stessa occasione si è convenuto che uno dei due temi principali da affrontare (l’altro è relativo alla partecipazione civile e politica nei Paesi d’accoglienza) dovesse articolarsi attorno all’assunto, vero e non solo ad uso declamatorio, che gli italiani all’estero sono una risorsa.

Riflettendo sul come impostare l’incontro elvetico e partendo dal presupposto di voler evitare che esso si limitasse ad un semplice resoconto corredato da autorevoli pareri, è derivata la necessità di costruire una sorta di percorso d’avvicinamento con tappe di approfondimento che potessero favorire la messa a fuoco, da diversi punti di vista, della tematica.

In buona sostanza, l’obiettivo generale vuol essere quello di giungere all’appuntamento di ottobre provvisti di una documentazione, che è sì frutto di ricerca e di esperienze, ma è anche il risultato di una riflessione e di una discussione che, nel miglior modo possibile, possano aiutare a comprendere quali siano la dimensione, la natura e la potenzialità del fenomeno indagato: come ce l’immaginiamo noi, come se l’immaginano gli altri; scoprendo magari chi e in che modo si aspetta (sospetta?) che gli italiani all’estero sono una risorsa.

Sulla scorta di queste considerazioni si è deciso di coinvolgere in questa iniziativa enti e strutture che con i risvolti di questo fenomeno sono direttamente confrontati. Pertanto automatica la richiesta di rendere partecipi - dell’elaborazione e della concretizzazione di quello che è diventato un progetto operativo – la Camera di Commercio italiana per la Svizzera e il Centro Studi Italiani.

Forti della constatazione che la Svizzera è un reale crogiolo di culture e che sul territorio le esperienze evolvono in maniera diversificata, si è anche condivisa l’idea di fare in modo che, quelle che abbiamo "tappe" di avvicinamento all’incontro di ottobre, potessero svolgersi in almeno tre diverse realtà svizzere: di cultura tedesca, di cultura francese e di cultura italiana. Naturalmente ogni singola tappa avrà il compito di focalizzare una parte di tutto quello che può essere inglobato nel concetto di italianità fuori d’Italia come risorsa.

Nella fase di messa a punto sono stati individuati tre momenti.

Il primo, in programma Zurigo il prossimo 23 febbraio, intende contestualizzare, anche nel suo divenire storico, il fenomeno, sia dal punto di vista socioculturale che da quello economico, enucleandone in modo particolare gli aspetti più direttamente riconducibili, anche attraverso testimonianze dirette, al mondo dell’impresa e alle dinamica dell’affermazione del made in italy;

L'incontro, che si terrà presso l'ETH - Politecnico federale Zurigo (Rämistr. 101) durante l'intera mattinata, sarà introdotto da Giangi Cretti (CGIE delegazione svizzera). Seguiranno i saluti delle autorità e del segretario generale del CGIE Franco Narducci e gli interventi di Sandro Cattaccin, forum pour l’étude des migrations (Contesto socioculturale), Furio Bednarz, comitato scientifico Fondazione Ecap (Contesto socioeconomico), Andrea Lotti, Segretario generale CCIS (Interscambio commerciale), Andreas Poncini, consulente aziendale (Evoluzione del marketing). Quindi la presentazione di quattro casi di successo. Gianni Biondi (gastronomia e ristorazione), Carlo Massaro (edilizia), Enzo Cagol (moda), Salvatore Di Secli (finanza), il dibattito e le conclusioni affidate allo scrittore Leonardo Zanier-

Il secondo momento, previsto nella Svizzera Romanda (Losanna o Ginevra) in tarda primavera, evidenzierà quegli elementi correlati al mondo della ricerca, della scienza e della cultura, delineandone le esperienze più significative ed innovative sia per quanto attiene al ruolo che l’italianità riveste in questi campi, sia per quanto concerne il ritorno d’immagine che ne consegue;

Il terzo, che si terrà in Ticino (a Lugano verosimilmente, entro il mese di settembre) si svilupperà attorno al significato di frontiera: che nel caso specifico non è vissuto come momento di separazione, ma, al contrario, di contaminazione, di scambio e di reciproca convenienza; sotto la lente, in questo processo di interrelazioni tendenzialmente fruttuose, il ruolo che rivestono le decine di migliaia di lavoratori frontalieri, ma anche gli effetti e l’evoluzione delle dinamiche legate al mondo finanziario e assicurativo.

Se quanto sin qui esposto, condensato in estrema sintesi, illustra il modo in cui ci si intende preparare alla riunione della Commissione continentale Europa e Nord-Africa del CGIE, è auspicabile - rilevano gli organizzatori - che un simile approccio, nei modi e nei tempi che si riterranno opportuni, possa realizzarsi anche in altre nazioni europee, dove forte è la presenza delle comunità italiane e delle loro strutture di rappresentanza. (Inform)


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