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INFORM - N. 34 - 19 febbraio 2002

Da "Pagine", Caracas

Vitaliano Vita: Comites, CGIE tutto da rifare! "Senza autonomia ed indipendenza meglio non continuare…"

CARACAS - E’ la sintesi delle critiche espresse negli interventi effettuati durante il dibattito sulle modifiche alle leggi Comites e Cgie tenutosi nel corso dell’Assemblea plenaria del Cgie (12-13-14 u.s.) .Molti alla fine si sono chiesti se non convenga ridisegnare una "legge unica" per i due organismi, vista la correlazione delle competenze delle due istituzioni, piuttosto che insistere con delle modifiche che, per quanto oculate, non possono disciplinare figure e fattispecie impreviste, sorte dopo la costituzione della Circoscrizione Estero. Infatti questo avvenimento ha creato di fatto e di diritto relazioni e situazioni nuove, ma essenziali, che sconvolgono la precedente situazione e richiedono mutamenti sostanziali. Perciò una volta stabilite le competenze della Circoscrizione estero, dovranno essere individuati i ruoli e le funzioni dei due organismi, tenuto conto dei rapporti che entrambi dovranno avere con le rappresentanze parlamentari delle rispettive ripartizioni territoriali.

Quindi Comites, Cgie e rappresentanze parlamentari nell’ambito della Circoscrizione estero, sono i temi d’obbligo per disegnare una normativa armonica.

Non voler prendere in considerazione questa realtà, ancorché sia comprensibile che vi si oppongano altre realtà ben consolidate, vuol dire bloccare il processo di emancipazione avviato dalla estensione del voto all’ estero, dal riconoscimento della rappresentanza parlamentare diretta. Vuol dire annullare il significato del riconoscimento Costituzionale della Circoscrizione estero che va ben al di là della mera funzione ricorrente di circoscrizione elettorale, come qualcuno vorrebbe e si adopera che fosse.

Gli elementi costitutivi della circoscrizione estero evocati nel dettato costituzionale (territorio, popolazione, corpo elettorale e rappresentanza parlamentare), sono requisiti che postulano riconoscimenti ben piu alti … per esempio quello di regione, che, comunque, non possono essere liquidati, come si sta tentando, riconoscendo ai Comites ed al Cgie, finalmente, qualche altra inefficace competenza. Tocca al Parlamento, affrontare il problema della struttura da dare alla Circoscrizione estero ed agli organismi di rappresentanza (soffermandosi sulle correlazioni tra Comites, Cgie e le loro rappresentanze parlamentari), mentre spetta al Cgie sollevare il problema (approfittando della Conferenza Stato Regioni e Province autonome,) prefigurare la situazione giuridica attestatasi e le interconnessioni createsi a seguito della costituzionalizzazione della Circoscrizione estero ed il riconoscimento della rappresentanza parlamentare diretta. Ma è dovere di tutti suggerire le ipotesi di strutturazione ed amministrazione della Circoscrizione estero sulla base delle realtà delle ripartizioni territoriali previste dalla legge di attuazione!.

D’altra parte soltanto in un contesto che preveda la struttura e le competenze che devono essere assegnate alle nostre comunità all’estero, sarà possibile proporre una normativa seria ed utile, capace di disciplinare con intelligenza e senso pratico i rapporti tra lo Stato ed suoi i cittadini che vivono e lavorano all’estero; le relazioni amministrative, economiche, culturali e politiche tra le loro rappresentanze ed il paese, cosi come avviene in ogni parte del mondo tra l’Entità centrale e quelle periferiche.

Perciò non si può seguitare ad immaginare che il ruolo dei Comites e del Cgie, seguiti a rimanere un ruolo di copertura e di compiacenza subordinata alla autorità amministrativa. Una diversa concezione funzionale è contenuta nelle realtà legislative recentemente acquisite, nella crescita politica e professionale degli organismi di rappresentanza, nelle responsabilità che questi e non altri, devono essere chiamati a svolgere nell’interesse del della collettività che rappresentano attraverso l’esercizio di una attività autonoma e sovrana, propria delle istituzioni (civiche) locali chiamate a rappresentare e tutelare interessi comuni…

E d’altra parte non si può fingere di non aver ascoltato le denunce del Consigliere Tommaso Conte, rappresentante della nostra comunità in Germania nel Comitato di Presidenza del Cgie o quelle del consigliere Bucchino (Canada), vice segretario generale dell’Area anglofana o le altre del " solito " Zoratto Presidente della Commissione Informazione del Cgie e Consigliere del ministro degli Italiani nel Mondo….che rifacendosi alle denunzie di mobbing, a suo tempo rese note dal Comites di Caracas, hanno denunziato la esistenza di irregolarità gravissime compiute da alcuni funzionari della Amministrazione che certo non migliorano i rapporti esistenti con le comunità .Fatti questi talvolta ignorati per "quieto vivere" dalla Farnesina che hanno, però, creato una tensione latente che predispone a conflittualità, giacché è impensabile che certi atteggiamenti e comportamenti possano essere accettati ed ulteriormente tollerati, oggi che i rappresentanti delle comunità sono entrati da protagonisti nel circuito politico e parlamentare del Paese. Perciò si rende necessario, è stato detto in alcuni interventi, rivedere il rapporto tra "le parti", rivalutare gli organismi rappresentativi, troppo spesso utilizzati per scaricare responsabilità e giustificare comportamenti arbitrari ed inopportuni, come è accaduto nella gestione ed erogazione dei contributi dello Stato alle associazioni, che, in alcuni casi , è risultato essere uno strumento di pressione e prevaricazione.

A parte i risentimenti personali, certi fatti devono essere commentati, in una fase pre legislativa, se si vogliono introdurre correttivi capaci di eliminare le disfunzioni e migliorare il servizio pubblico e le relazioni tra le parti interessate. Ma anche nell’ambito di certa visione innovativa della rete diplomatico consolare, sembra opportuno riferirsi alla Circoscrizione Estero come organo di riferimento non soltanto elettorale, ma come punto di incontro di interessi politici ed economici , culturali e sociali delle nostre comunità, per immaginare in conseguenza il ruolo e le funzioni dei Comites e del Cgie nei rapporti che le rappresentanze parlamentari della Circoscrizione estero sono tenute ad avere con l’Italia e le istituzioni nazionali ed internazionali.

Perciò si impone la visione dei Comites e del Cgie rispettivamente come organismi civici di rappresentanza diretta, di primo e secondo grado, competenti a tutelare e promuovere gli interessi della propria comunità di appartenenza, con il ruolo di individuare i bisogni, le priorità e le emergenze della collettività, di controllare la qualità dei servizi e le possibilità di sviluppo delle relazioni economiche, finanziarie, sociali e politiche con l’Italia e tra questa e le collettività di residenza. Competenze che, ben ha detto il Ministro Tassone, non possono essere delegate a nessuno perché proprie degli individui che costituiscono e vivono la realtà che essi stessi hanno creato e di cui sono parte integrante ancorché fuori del paese di appartenenza. (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)

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