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INFORM - N. 31 - 13 febbraio 2002

Aperta l'Assemblea Plenaria del CGIE. All'ordine del giorno la riforma dei Comites e del Consiglio Generale

ROMA - Dopo giorni di intensi lavori dedicati alle riunioni delle Commissioni tematiche e continentali nonché dei "tavoli tematici" che hanno concluso la fase di preparazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE del 18-20 marzo prossimo, i componenti del Consiglio generale degli italiani all'estero si sono riuniti mercoledì 13 febbraio alla Farnesina in Assemblea plenaria alla presenza del ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia. Presenti anche vari parlamentari ed esponenti regionali. All'ordine del giorno la riforma dei Comites e dello stesso Consiglio generale, alla luce dell'ormai raggiunta operatività dell'esercizio del voto all'estero che comporterà, dalla prossima legislatura, una rappresentanza diretta nel Parlamento italiano delle comunità italiane nel mondo.

Il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Giuseppe Baldocci, ha rivolto un indirizzo di saluto sottolineando i provvedimenti già adottati, ad iniziare dalla legge sul voto, e quelli all'esame del Parlamento, tra cui figura il disegno di legge per la rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero, essenziale ai fini dell'aggiornamento degli schedari consolari. Proprio degli schedari si è occupato nel successivo intervento il ministro Carlo Marsili, direttore generale per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie, che ha presentato - coadiuvato da alcuni funzionari - i dati più aggiornati e le varie iniziative attuate e in corso. Si sono raggiunti progressi importanti ma che non ancora decisivi - ha sottolineato Marsili - in attesa dell'approvazione definitiva del disegno di legge ora all'esame della Camera.

Ha quindi preso la parola il ministro Tremaglia, seguito dal segretario generale del CGIE Franco Narducci, dei cui interventi pubblichiamo un'ampia sintesi. Tremaglia ha dedicato largo spazio alla difficile situazione dell'Argentina e alle iniziative che, dietro suo impulso, sono state adottate. Per quanto riguarda la riforma del CGIE, egli si è detto a favore di una piena autonomia, con la cancellazione della presidenza che l'attuale legge istitutiva affida al ministro degli Esteri e che Tremaglia non vorrebbe neppure fosse attribuita al ministro per gli Italiani nel mondo.

Nella relazione del comitato di presidenza, Narducci ha ricordato che il CGIE si è sempre battuto a favore dei connazionali dell'America Latina e in particolare dell'Argentina, denunciando l'inadeguatezza dei servizi consolari e chiedendo maggiori risorse a loro favore, ma con scarsi risultati. Ora, di fronte all'emergenza, serve un forte coordinamento delle iniziative dello Stato e delle Regioni. Sdegno e delusione, in chiusura del suoi intervento, Narducci ha manifestato per nuove misure a danno delle iniziative scolastiche all'estero, con lo smantellamento di nuovi posti di lavoro e senza che sia stato chiesto il parere del CGIE.

Sono seguiti gli interventi di alcuni parlamentari - l'on. Valdo Spini (DS), i senatori Piero Pellicini (AN), Renzo Gubert (CCD-CDU), Laura Bianconi (FI) - ed un breve dibattito sulla situazione dell'Argentina, nel quale sono intervenuti Cario e Toniut del CGIE e gli assessori regionali Zanon (Veneto) e Zoppi (Toscana)

Il dibattito sulla riforma dei Comites è stato aperto da Canepa (a nome del presidente della Commissione "Diritti civili, politici e partecipazione" Tommasi) che ha presentato gli emendamenti proposti al disegno di legge di riforma della legge istitutiva all'esame del Parlamento. Dai numerosi interventi che si sono succeduti anche nella seduta pomeridiana - Bertali, Moceri, Guarnieri, Tassello, Zoratto, Santellocco, Conte, Farina, Losi, _Fedi, Orefice, Petruzziello, De Matteo, Silvana Mangione, De Santis, Lombardi - sono emerse posizioni molto variegate. Eppure Narducci aveva avvertito: "l'organizzazione delle votazioni per il rinnovo dei Comites dovrà essere avviata al più tardi all'inizio di ottobre e a questo punto non possiamo ipotizzare di andare al rinnovo con la vecchia legge". (Inform)


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