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INFORM - N. 30 - 12 febbraio 2002

Una dichiarazione del Presidente nazionale delle ACLI Luigi Bobba

"La lobby dei mercanti di morte non è morta"

ASSISI - La lobby dei mercanti di morte non è morta, come dimostra il nuovo attacco alla legge 185 del 1990 sul commercio internazionale delle armi una legge frutto del lavoro e della pressione della società civile, raccolta nel cartello "Contro i mercanti di mercanti di morte" di cui le Acli erano parte attiva insieme ad altre associazioni dell’arca cattolica. Lo ha detto Luigi Bobba, presidente nazionale delle Acli, intervenendo ad Assisi al XXI Congresso dei Giovani delle Acli.

"Con un’eventuale approvazione del disegno di legge 1927, attualmente in discussione in Parlamento, che dovrebbe riformare la normativa in vigore, rischierebbero di risultare indebolite proprio le caratteristiche essenziali della 185/90: controlli bancari, controlli contro le triangolazioni, divieto di esportazione verso paesi instabili o che non rispettano i diritti umani, trasparenza e controllo da parte del Parlamento e dell’ordine pubblica.

Le Acli non accettano l’idea – ha proseguito Luigi Bobba – che l’unificazione dell’industria europea degli armamenti prevalga sui valori di un’Europa che si costruisce in primo luogo prevenendo i conflitti e tutelando i diritti delle popolazioni civili, e ritengono pericoloso e insensato allentare il controllo della vendita di armi in un momento in cui si pone a priorità la lotta al terrorismo internazionale

E’ per questo - ha concluso Bobba - che le Acli si mobilitano e chiamano a mobilitazione, insieme a tutte le altre associazioni, contro l’approvazione di questa legge che ci riporterebbe indietro di vent’anni". (Inform)


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