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INFORM - N. 30 - 12 febbraio 2002

Presentata a Roma la ricerca Cnel-Censis

Immigrazione: aumentano gli stagionali ma bisogna contrastare clandestinità e lavoro nero

ROMA - Una presenza in costante crescita, soprattutto nell'agricoltura, nei servizi turistici, nel commercio e nell'ambulantato. E' questa la fotografia dei lavoratori stagionali immigrati in Italia scattata dal Cnel dopo il via libera del Governo all'ingresso di 33 mila extra-comunitari, che ha preceduto la nuova legge sull'immigrazione all'esame del Parlamento. A questa fascia della forza-lavoro è dedicata infatti la ricerca realizzata dall'Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri istituito presso il Cnel, in collaborazione con il Censis, e presentata l'11 febbraio a Villa Lubin durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente del Cnel, Pietro Larizza, il presidente vicario dell'Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri del Cnel, Giorgio Alessandrini, e il Sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi.

Dall'analisi emerge un fenomeno complesso e sfuggente del mercato del lavoro stagionale e delle politiche dell'immigrazione ed evidenzia l'urgenza di interventi amministrativi e legislativi finalizzati a ridurre il ricorso agli immigrati clandestini e lo sfruttamento di lavoro nero che caratterizza la manodopera stagionale.

Occorre innanzitutto, secondo il parere del Cnel, dare certezza agli imprenditori circa la programmazione dei flussi, in particolare assicurando la congruità delle quote di entrata, la decretazione di queste alla fine dell'anno precedente (con eventuali integrazioni per i settori dove è meno facile fare una previsione), la tempestività delle autorizzazioni, oltre alla semplificazione dell'intera procedura. Inoltre, nella disciplina del nuovo permesso di soggiorno stagionale, si sollecita l'organizzazione nei paesi di origine e durante la temporanea presenza in Italia di corsi di orientamento sociale, di primo apprendimento della lingua italiana e di formazione professionale mirata.

Per facilitare l'integrazione del lavoratore stagionale straniero occorrerebbero poi politiche specifiche che tengano conto delle seguenti considerazioni: il lavoratore nel suo percorso migratorio deve essere accompagnato dai consolati, dalle ambasciate e dai servizi di informazione, sostegno e tutela; deve essere incentivato a tornare nel paese di origine con la certezza di poter rientrare successivamente in Italia (per questo è necessario monitorare le uscite a fine stagione, mentre si rivela utile la previsione di un permesso di soggiorno stagionale triennale contenuta nel nuovo disegno di legge); occorre garantire realmente un alloggio dignitoso e sollecitare l'iscrizione al servizio sanitario nazionale e in generale rafforzare gli interventi per contrastare il lavoro irregolare e nero in questa area del mercato. In proposito, il Cnel invita il Ministero del Lavoro a sostenere e incentivare la possibilità di convenzioni tra le Commissioni regionali per l'impiego, le parti sociali, le Regioni e gli enti locali, prevista dalla normativa ma non ancora attivata: si tratta infatti di uno strumento di collaborazione interistituzionale e di concertazione sociale in grado di promuove assunzioni di responsabilità decisive per realizzare un'accoglienza dignitosa e una convivenza ordinata e in generale per contrastare efficacemente le irregolarità sotto tutti gli aspetti. (Inform)


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