* INFORM *

INFORM - N. 29 - 11 febbraio 2002

L'editoriale di Sicilia Mondo

Un 2002 tra attese e speranze

CATANIA - Il 2002 trova un mondo in grande fibrillazione attraversato da vecchie e nuove guerre, disparità, violenze, ingiustizie, povertà; certamente un anno con meno ottimismo del 2001 dopo l’11 settembre ancora tanto vicino. In questo contesto carico di tensioni, emblematico è l’invito accorato del Papa al dialogo ed alla riconciliazione per costruire il bene comune, la giustizia e la pace tra i popoli con l’esortazione a fare prevalere le ragioni del perdono su quelle dell’odio e della violenza. Egualmente significativo il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Ciampi, con i riferimenti all’unità d’Italia e dell’Europa, all’Euro, ai valori della democrazia, dell’incontro e della pace nel mondo come prospettiva unitaria centrale e coinvolgente della politica italiana.

Il 2002 è un anno da ricordare perché apre l’era dell’Euro, la moneta unica adottata da 320 milioni di europei con la quale inizia una nuova storia dell’Europa, nel segno della stabilità e di una nuova identità. Per contare di più. L’Euro, come ogni moneta, per essere forte, deve avere i suoi riferimenti in un’Europa politica, espressione di una realtà democratica e di un modello economico che conta, anche per il patrimonio di valori che porta, capace di sviluppare strategie di pace e di sviluppo. Dal vertice di Laeken è partita la stagione per la "costituente europea comunitaria" per fissare regole e competenze ma soprattutto per dare un’anima all’Unione di quasi mezzo miliardo di europei realizzata sulla base del consenso e non dalla forza.

Altro tema del 2002 è il diritto di voto con il quale la comunità italiana è entrata a pieno titolo nel processo politico italiano aprendo una stagione nuova e tutta da definire. Mentre la Farnesina e la rete consolare hanno cominciato l’iter burocratico degli adempimenti necessari per l’esercizio del voto dei 4 milioni di connazionali residenti all’estero, fervono le iniziative del CGIE per la preparazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE che si svolgerà dal 18 al 20 marzo 2002.

Tra i Presidente delle Regioni, Province autonome e CGIE è stato elaborato un documento comune per il Governo sui tavoli tematici da sottoporre alla consacrazione dell’Assemblea plenaria del CGIE prima di portarlo al tavolo della Conferenza di marzo. Su questi temi il CGIE, nelle sue fatiche senza fine e di concerto con altri soggetti Istituzionali e sociali, ha prodotto fino ad oggi una corposa letteratura documentale filtrata attraverso incontri e Conferenze di ogni grado, tempo e latitudine e confermata dalla stessa Conferenza degli Italiani nel Mondo. Ma le proposte del CGIE ai Governi ed ai Parlamenti delle ultime legislature non hanno mai avuto il riscontro che meritavano.

"Sicilia Mondo" si domanda: Cosa uscirà dalla Conferenza di marzo? L’ennesimo documento finale ad uso accademico ed a futura memoria o impegni precisi da parte dei soggetti Istituzionali partecipanti, riconducibili ad impegni legislativi, operativi e scadenzati? Saprà la Conferenza diventare il punto di riferimento centrale della politica del Governo per il rilancio della identità italiana nel mondo così come noi ci auguriamo? Allo stato attuale, si ha la sensazione di un deficit di percezione sulla reale dimensione della "svolta" del voto e quindi di un deficit di strategie sul rapporto indotto che avranno i 4 milioni di votanti in possesso di cittadinanza, nei confronti dell’altra Italia di 60-70 milioni di connazionali presente nel mondo e che si sente italiana.

"Sicilia Mondo" intende cogliere il significato degli appelli e dei messaggi del nuovo anno auspicando il loro riscontro in fatti concreti da parte di tutti, unitamente ad una più decisa volontà politica da parte delle Istituzioni ad ancorare i cambiamenti della società alle politiche dei valori, dell’uomo e del bene comune. Certo, nessuno può dire veramente di conoscere il futuro. Eppure un nuovo anno che comincia è sempre un punto di partenza, un momento di gioia, di incontri e di auspici che fa sperare in meglio rispetto al passato. Riteniamo infine che l’arrivo di un anno nuovo debba far prevalere un senso di ottimismo e di buon umore che fa vivere meglio e che vorremmo trasmettere agli altri. (Mimmo Azzia-Sicilia Mondo/Inform)


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