* INFORM *

INFORM - N. 29 - 11 febbraio 2002

Ctim/AN Zurigo - A proposito di lettere e comunicati sul blocco del trasferimento dei contributi AVS all’Inps

ZURIGO - Luigi Giustiniani e Paolo Rizza (Ctim/AN Zurigo) ci inviano alcune "precisazioni" a proposito di lettere e comunicati, da noi precedentemente pubblicati, sul blocco del trasferimento dei contributi AVS all'Inps.

Qualche settimana fa abbiamo letto un comunicato stampa delle Organizzazioni aderenti alla Petizione contro il blocco dei contributi Avs all`Inps sul settimanale Rinascita e siamo rimasti molto perplessi perché conoscevamo sia la bozza elaborata dal Sig. Antonio Giacchetta dell’Inca, sia il documento definitivo approvato da tutto il Comitato e dallo stesso Giacchetta.

Dopo aver chiesto chiarimenti sul motivo per cui non era stato inviato alla stampa il documento che avevamo elaborato e approvato insieme, c’è stato detto che s’è trattato solo di uno scambio dei fogli elaborati e d’un errore. In tutta sincerità, non è pensabile spedire un comunicato stampa, senza prima leggerlo.

Nel documento elaborato dal Sig. Giacchetta, si protesta per l`inerzia del Governo nel trovare la soluzione sul problema del trasferimento dei contributi Avs all’Inps. Questa è una gran bugia, poiché lo stesso Giacchetta ha fatto parte della delegazione ricevuta dal capo della segreteria particolare del Ministro del Lavoro on. Sartori il quale insieme al suo staff, come possiamo ancora costatare, lavorava e lavora celermente per trovare una soluzione giusta al problema. Probabilmente il Sig. Giacchetta ha dimenticato che in quell`occasione l`on. Sartorio chiese se eravamo in possesso di dati più precisi sull’entità dell’operazione. Il Sig. Giacchetta rispose che lui i dati li aveva in ufficio a Zurigo e che al suo rientro in Svizzera, cioè all`indomani, avrebbe spedito subito questi dati.

È giusto che i connazionali sappiano che il Sig. Giacchetta oltre a non avere mantenuto l`impegno nello spedire i dati dopo il suo rientro in Svizzera (dati che non erano in suo possesso e quindi avrebbe fatto meglio a dirlo all`on.Sartori, il quale sicuramente si sarebbe attivato come Ministero a richiederli per altre vie). In questo caso l`atteggiamento poco corretto del Sig.Giacchetta ha portato ha una perdita di tempo di almeno tre settimane prima che il Ministero ricevesse i dati. Altro che inerzia del Governo! Piuttosto ci chiediamo e chiediamo al Sig Giacchetta, quale rappresentante dell`Inca di Zurigo, come mai i patronati, i sindacati, il Cgie negli incontri preliminari a livello istituzionale durante la passata legislatura non si mossero per organizzare proteste, informare la collettività eccetera. Eppure per l`assicurazione cassa malati la soluzione fu subito trovata, probabilmente perché doveva addolcire la pillola del danno che si stava perpetrando ai danni di migliaia di Italiani.

La realtà è che sul trasferimento dei contributi ci fu la consegna del silenzio per non disturbare l’allora governo di centrosinistra.

Ribadiamo ancora una volta che se non ci fosse stata la manifestazione di protesta del Ctim e di Alleanza Nazionale il 5 giugno del ’99 sotto il Consolato italiano di Zurigo, tutto sarebbe passato sotto silenzio; quella manifestazione diede impulso alla comunità italiana di reagire a un sopruso e indusse patronati, sindacati, Cgie e partiti a intensificare serate informative in tutta la Svizzera durante le quali si evidenziavano solo gli aspetti positivi dell’accordo CH-UE

Adesso improvvisamente, avuto sentore che il problema volge a termine, molto probabilmente con esito positivo, vogliono scendere in piazza, occupare consolati, manifestare, protestare. Perché non l`hanno fatto qualche anno addietro? Semplice: non bisognava mettere in imbarazzo il Governo di centrosinistra. Solo ora tutti possono leggere articoli infuocati dei vari "rivoluzionari" da strapazzo di turno che premono su questo governo dicendo che i tempi stringono, ma non dicono che il governo precedente (di centrosinistra) ha dormito e se n’è fregato del problema per circa due anni; e adesso vogliono dimostrare ai nostri connazionali che loro e solo loro sono i difensori dei lavoratori, quando per due anni hanno taciuto ho mentito.

Suvvia signori, un pò di serietà e correttezza non guasta; e se aveste un tantino di buonsenso chiedereste scusa ai nostri connazionali per l’ inerzia di questi due anni; per il silenzio e le menzogne. Perché è vergognoso speculare sulla disperazione della gente.

Il responsabile Esteri dei Democratici di sinistra, On. Gianni Pittella, ha inviato in questi giorni una lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro delle Politiche comunitarie Rocco Bottiglione e al Ministro del Lavoro Roberto Maroni, nella quale esprime la propria preoccupazione per il blocco del trasferimento dei contributi previdenziali dall`istituto elvetico all`Inps. In questa lettera l`on. Pittella scrive che una petizione con 12 mila firme è stata consegnata al Ministero del Lavoro. L’on. Pittella sbadatamente dimentica però che le dodicimila firme furono consegnate qualche anno addietro all`allora Ministro del Lavoro Cesare Salvi (non vorremmo che quei connazionali che nel 1999 firmarono la Petizione, potessero pensare che le firme sono state consegnate questa settimana). Per essere più precisi le firme furono consegnate al Sen. Salvi il 25 Febbraio del 2000 il quale – lo ricordiamo all’on. Pittella – era ed è del suo partito, cioè i Ds. E ricordiamo ancora all’on. Pittella, tanto per essere ancora più chiari, che questo problema lo ha creato il Governo Prodi-D’Alema, e aggiungiamo che se su questo problema a sinistra ci fosse stata la volontà di risolverlo, avrebbero potuto (e dovuto) farlo durante la precedente legislatura.

Ci fa molto piacere - concludono Luigi Giustiniani e Paolo Rizza - che oggi l’on. Pittella provi le preoccupazioni che noi tutti proviamo, ma se le stesse preoccupazioni l`avesse provate tempo addietro, quando al governo c’era il Centrosinistra, forse oggi sarebbero più credibili. (Inform)


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