* INFORM *

INFORM - N. 27 - 7 febbraio 2002

 

Un articolo di Domenico Pisano, responsabile "Azzurri nel Mondo" per gli Stati Uniti occidentali

Moretti

 

LOS ANGELES - E’ nota e chiara ormai a tutti la crisi in cui si sta dibattendo la sinistra italiana, da anni ripiegata su se stessa, non piu’ riformista ed incapace di dare al proprio elettorato una proposta politica seria che miri a cambiare l’Italia per tenerla al passo almeno con le altre nazioni europee.

Crisi che, dal 1994 al 2001, e’ culminata con governi che, al di fuori di Prodi, hanno visto succedersi Capi di Governo non eletti dal popolo ed hanno condotto politiche economico-finanziarie scellerate, che hanno ridotto il nostro Paese ad un semplice comprimario in un’Europa sempre piu’ franco-anglo-tedesca.

Per completare il disastro e’ stata condotta una politica estera senza nerbo, capace solo di associarsi alle decisioni altrui, in ossequio alla costruzione di un’Europa in cui la nostra economia ha rappresentato l’anello debole della catena.

Da quando poi detta sinistra e’ stata sonoramente sconfitta alle elezioni politiche del Maggio 2001, divenuta opposizione, non sa fare di meglio che gestire un proprio disegno avente come unico scopo quello di distruggere il Presidente del Consiglio eletto, con azioni continue e ripetute miranti solo alla sua demonizzazione, mancando al compito piu’ elementare di fare un’opposizione democratica che controlla l’operato del Governo: i suoi atteggiamenti sono invece solamente distruttivi, non presentandosi mai propositiva ed alternativa al programma del Governo stesso.

Ma tutti gli Italiani che non siano accecati da un ideale politico di stampo bolscevico, fascista, o estremista di contestazione per la contestazione, vedono giornalmente come i leaders della sinistra (qualcuno ancora comunista ed altri di comunista discendenza) diano ripetutamente una rappresentazione inveritiera delle azioni di Governo, mai suffragate da dati e prove e contro ogni evidenza, fino, per esempio, a colpevolizzare, il Governatore della Banca d’Italia per le sue dichiarazioni, solamente perche’ vanno nello stesso senso della politica attuata dal Governo.

Tutto cio’ premesso, il fatto che i vari Leaders della sinistra (ma quanti sono?), vedi D’Alema, Fassino e Rutelli (elencati in stretto ordine alfabetico) si siano fatti violentemente criticare e quasi insultare da un Signor Moretti qualsiasi, di professione regista, e, fingendosi democratici, lo invitino a proseguire il discorso iniziato su un palco romano il due Febbraio scorso, la dice lunga sul livello politico di tali dirigenti, gravemente imbarazzati da qualcuno che, approfittando della propria notorieta’ esclusivamente cinematografica, si permette ergersi a portavoce di un elettorato certamente molto confuso, ed ad esperto opinionista politico.

E’ vero che i nominati leaders della sinistra sono troppo occupati a litigare fra di loro, coinvolgendo anche gli "emarginati" Prodi e Veltroni, ed e’ altrettanto vero che forse l’unico loro politico di peso come Amato e’ volutamente ignorato, forse perche’ competente ed intelligente; ma che cosa c’entra Moretti, autore di un exploit tanto violento quanto scenografico, che ha avuto il solo risultato di sfaldare ancora di piu’ questa sinistra gia’ cosi…sinistrata.

Il primo contraccolpo in negativo si e’ infatti avuto a Gravina di Puglia, dove l’ex Consigliere regionale Grazia D’Erario ha sparato a zero contro la giunta comunale di sinistra di quella cittadina per una questione di presunte irregolarita’ nella gestione della discarica comunale, provocando l’immediato interessamento della locale Giustizia.

Ma Nanni Moretti chi e’? Chi non va al cinema, come me e forse qualcun altro, ha dovuto prima informarsi.

Chi e’ questo personaggio che, al di la delle questioni interne della sinistra e che riguardano solo la sinistra, si arroga il diritto di dare del violento e dello squadrista anni cinquanta (!) al mio amico Emilio Fede, colpevole di professare senza ipocrisie il suo credo politico, e, quel che e’ peggio, si permette, unico in Italia credo, affermare che il nostro Primo Ministro siede illegittimamente in Parlamento?

Chi e’ questo signore che taccia di ignoranti piu’ di sedici milioni di Italiani che hanno votato il centro destra e per il suo incontrastato leader, equiparandoli a scolaretti dell’asilo che si lasciano imporre il modo di votare dalle televisioni non di stato?

Cosa conosce il Moretti dei processi di Berlusconi, al di la’ delle informazioni che ha letto su "Repubblica" e sull’ "Unita’"? Lo sa che in tutti i processi fino ad ora celebrati Berlusconi e’ stato assolto od i suoi presunti reati prescritti, laddove la prescrizione avviene quando la Pubblica accusa non riesce a procurarsi le prove e le testimonianze necessarie alla celebrazione dei processi, che pure hanno tutte le lungaggini che ben si conoscono?

Il Moretti sa che, prima di entrare in politica non esisteva alcun procedimento a carico di Berlusconi e, che dopo tale evento, e’ stato oggetto direttamente od indirettamente di diverse centinaia di ispezioni, verifiche e sequestri di documenti, come mai era successo nella storia giudiziaria italiana nei confronti di un singolo individuo e delle sue Aziende?

Quindi, caro Moretti, mi dia retta, si dedichi al cinema dove certamente ne sa piu’ di me e, ringraziando Iddio, e’ piu’ bravo di me, perche’: senza la necessaria specifica cultura, esperienza ed informazione, non si puo’ affermare, come Lei fa, che "all’estero basterebbe un centesimo dei punti interrogativi che gravano sulla sua (di Berlusconi) carriera di imprenditore per fargli smettere di fare politica".

Cio’ e falso, come tutti sanno meno Lei, a parte il trascurabile fatto che, persino nel nostro ordinamento giuridico, dove vige il sistema accusatorio (lo sa cos’e‘?) la presunzione di innocenza e’ totale ed assoluta fino a prova contraria, cioe’ fin dove non sia provata la colpevolezza, sancita da una sentenza passata in giudicato (sa che cosa vuole dire?).

A me sembra invece molto piu’ grave, senza essere illegale, che in Parlamento, sieda un certo Armando Cossutta che, durante la guerra fredda, riceveva aiuti e sostegno da una potenza straniera, l’Unione Sovietica, che, al tempo, era nemica dell’Italia e del Patto Atlantico di cui il nostro Paese era membro,

Questo ovviamente a Lei sembrera’ un particolare marginale; ma non a me ed a qualche milione di Italiani in quanto credo che la Patria (parola mai pronunciata dai comunisti fino a quando il Presidente Ciampi non l’ha di nuovo introdotta nella nostra terminologia di Paese democratico) sia un valore eccelso e per cui qualche volta si puo’ anche morire, come pure si puo’ morire per quella bandiera tricolore che manca sempre nei vostri cortei, sostituita dal drappo rosso di sovietica ispirazione, con tanto di falce e martello, che, piu’ che fare venire in mente i lavoratori, ricordano morte e distruzione, come quelle perpetrate in massa nella Unione Sovietica, dove sono state sterminate decine di milioni di persone; sterminio mai ricordato come si dovrebbe, per lo meno allo stesso modo di quello consumato dai nazisti.

Lei Moretti, con la sua estemporanea uscita, non mi sembra migliore dei dirigenti che ha criticato cosi’ aspramente: visto che mi dicono che e’ cosi bravo nel suo mestiere di regista, dia invece lustro al nostro Paese, cercando magari di conquistare quel premio Oscar che incorona i grandi del Cinema.

Naturalmente ed ovviamente Lei e’ libero di guastare la sua immagine di professionista che racconta costume e societa‘ visti da un artista, con apparizioni tipo quelle di Piazza Navona o con lettere come quelle comparse sul quotidiano italiano che piu’ Le si addice; in questo caso, pero’, ho l’impressione che rendera’ un pessimo servizio a se’ stesso, al Comunismo Italiano, quello vero e puro e non quello di convenienza di molti degli attuali loro dirigenti, troppo occupati a sembrare quei socialdemocratici che non sono e non potranno mai essere, per discendenza e per cultura.

Un pessimo servizio lo rendera’ pure all’Italia, che, essendo anche il mio Paese, non ha certo bisogno di Personaggi come Lei per continuare quella decadenza economica e sociale in cui l’hanno gettata i suoi amici comunisti, ed a cui sembrano mirare altri personaggi come gli Agnoletto, i Casarin, che, attraverso un generico rifiuto della globalizzazione, mascherano (ma neanche tanto bene) la loro natura reazionaria e la loro tendenza a sobillare le masse contro i Governi dei Paesi democratici di questa terra, per giungere a quel caos che e’ il loro terreno preferito, e dove la violenza e la distruzione sono l’unico modo di fare valere quelle "idee" che solo Chiambretti, Luttazzi, Santoro e pochi altri si adoperano di divulgare, approfittando dell’ospitalita’ generosa loro offerta da Zaccaria, ancora in carica per fortuna per pochi giorni, allorche‘, finalmente, il 17 Febbraio 2002 finiremo di pagargli lo stipendio. (Domenico Pisano)


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