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INFORM - N. 27 - 7 febbraio 2002

RASSEGNA STAMPA

Secolo d’Italia, 7 febbraio 2002

Medio Oriente: "L’Italia costruirà la pace rispondendo ai bisogni delle popolazioni"

(Intervista al Sottosegretario agli Esteri sen. Alfredo Mantica)

 

ROMA - "Quella in Israele è una situazione insostenibile: il conflitto non riguarda solo due popoli, ma il mondo intero, che mette a repentaglio la sicurezza di tutti, indistintamente". Lo ha detto recentemente il sottosegretario agli Esteri con delega per Africa e Medio Oriente, senatore Alfredo Mantica inaugurando un’iniziativa sponsorizzata dalla Farnesina in favore della pace in Medio Oriente.

D. Senatore, sembra che l’Italia stia assumendo un ruolo da protagonista, che in precedenza non aveva, nella crisi mediorientale.

R. "Certamente, non abbiamo perso tempo: dopo la proposta del presidente Berlusconi all’Unione europea (del 30 gennaio, ndr) sull’istituzione di una Conferenza internazionale nel corso della quale convocare israeliani e palestinesi a Bruxelles alla presenza di Ue, Onu, Usa, Russia e Paesi arabi, ci siamo subito mobilitati.

D. In che modo?

R. "La linea di indirizzo del presidente Berlusconi, concorde con quella dell’Unione europea, è stata molto chiara: il leader dell’Autorità palestinese. In questo quadro si colloca l’iniziativa promossa dal Centro Dionysia "people to people", supportata dalla Farnesina, che si propone di partire dalle esigenze concrete delle popolazioni per disegnare programmi capaci di avere visibile e trasmettere l’impressione di una vita "normale".

D. Questa linea è condivisa dalle parte in causa?

R. "Direi di sì: in particolare, voglio citare il fatto che esponenti di punta della società civile israeliana e palestinese del calibro dello scrittore David Grossman e del rettore dell’università Al Quds Sari Nusseibeh sono scesi in campo, in prima linea, per fare qualcosa di concreto per affermare il valore della convivenza e del rispetto dell’ "altro".

D. Quali sono i progetti immediati?

R. "Diciamo subito che non c’è alcun progetto "faraonico" in cantiere, bensì una serie di micro-progetti reali, di piccole iniziative concrete, tanto più importanti in quanto vanno incontro ai bisogni della gente: insomma, qui si tratta di costruire la pace tutti insieme attraverso atti significativi che rispondano alle esigenze quotidiane delle popolazioni e diano un chiaro segnale di collaborazione; questo è il messaggio della Farnesina, poiché l’Italia crede nella convivenza pacifica.

D. Questo sul piano concreto. E su quello politico?

R. "E’ diverso: per uscire dalla spirale dell’odio e dell’incomprensione è più che mai necessario che la politica e la diplomazia facciano il loro corso. Ma parallelamente, o su un piano diverso, e senza sostituirsi ad esse, dimostriamo che si vuole intervenire nella dimensione dei bisogni della popolazione. Faccio mie le parole del ministro Berlusconi: non è possibile immaginare la convivenza tra due popoli se essi hanno un’enorme diversità di reddito".

D. Torniamo ai progetti, sottosegretario Mantica.

R. "Riguarderanno principalmente i settori dell’istruzione, quindi scolastico, quello culturale e artistico, ma anche ad esempio della rete fognaria e della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Cosa quindi di più immediato? Non ci nascondiamo però che opereremo in un contesto ambientale irto di difficoltà: 1170 morti ultimi dieci mesi, 162 posti di blocco militari in un’area grande (o piccola) come la Lombardia. Infine, non va dimenticato che il governo italiano sta lavorando su quel piano, definito "Marshall" per convenzione, ossia il piano della rinascita palestinese che, siamo convinti, darà gli esiti sperati".(Antonio Pannullo)


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