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INFORM - N. 26 - 6 febbraio 2002

Una lettera di Pittella (DS) a Berlusconi, Buttiglione e Maroni sul trasferimento dei contributi previdenziali svizzeri all'INPS

ROMA - Il nuovo responsabile dei DS per gli italiani all'estero, il parlamentare europeo Gianni Pittella, ha scritto al presidente del Consiglio Berlusconi (anche nella veste di ministro degli Esteri), nonché ai ministri per le Politiche Comunitarie Buttiglione e del Lavoro Maroni, per ricordare che è entrata in dirittura di arrivo la ratifica dell'accordo bilaterale tra la Svizzera e l'Unione Europea. Essa prevede la cessazione del trasferimento dei contributi previdenziali dall'Istituto previdenziale elvetico all'INPS, come stabilito dall'apposita convenzione italo-elvetica.

"Ho raccolto nella duplice veste di europarlamentare e di responsabile nazionale dei DS per gli Italiani nel mondo - scrive Pittella -, una forte preoccupazione tra i lavoratori italiani che hanno operato ed operano in Svizzera (come frontalieri o immigrati) che chiedono, anche con petizioni sottoscritte da 12.000 firme e consegnate al Ministro del Lavoro, una deroga di 5 anni del blocco dei trasferimenti dei contributi. Ciò consentirebbe a tantissimi lavoratori, prossimi al raggiungimento dell'età pensionabile di realizzare tale aspettativa.

"A tal fine - prosegue Pittella -, numerose sono state le prese di posizione di autorevoli parlamentari italiani, impegnativi gli atti parlamentari prodotti (o.d.g. al Senato sulla Legge Finanziaria 2001 2003), e significative le sollecitazioni del CGIE e delle organizzazioni sindacali. Né pare praticabile l'ipotesi alternativa, che pure taluno ha affacciato, di un trasferimento "virtuale", che entrerebbe in contrasto con le norme Costituzionali e Comunitarie. E' del pari infondata, secondo gli studi e le verifiche effettuate dal Sindacato, la preoccupazione di un consistente onere finanziario a carico dell'INPS. Tali argomentazioni sono da tempo all'attenzione del Governo Italiano.

"La ragione della mia lettera - conclude Pittella - risiede nell'urgenza di adottare i provvedimenti necessari, attesa la prevedibile conclusione dell'iter approvativo dell'accordo UE-Svizzera entro i prossimi due mesi". (Inform)


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