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INFORM - N. 26 - 6 febbraio 2002

L'incontro di Tremaglia con la comunità italiana ad Alessandria d'Egitto

ALESSANDRIA D'EGITTO - Lelio Crivellaro, Console generale ad Alessandria, ha accolto il Ministro per gli Italiani nel Mondo e la delegazione da lui guidata, nella sede del Centro Culturale Dante Alighieri. "E' con immenso piacere - ha detto - che la comunità italiana di Alessandria d'Egitto accoglie la visita del Ministro per gli Italiani nel Mondo. E' a tutti noto l'impegno pluridecennale con cui il Ministro Tremaglia si è battuto per le comunità italiane all'estero e, in particolare, per far approvare dal Parlamento italiano quel disegno di legge sul voto degli italiani all'estero che, dopo non poche peripezie e varie disillusioni (alcune anche proprio all'ultimo momento) ha visto finalmente la luce lo scorso dicembre. E' pertanto motivo di grande soddisfazione constatare come il Ministro Tremaglia abbia scelto Alessandria come meta per uno dei suoi primi viaggi all'estero nella sua nuova carica e come primo momento di contatto con l'Egitto. Quest'ultimo è anche legato ad un doveroso tributo di riconoscenza alle migliaia di caduti italiani italiani nelle aride e sabbiose distese di El Alamein, presso il cui Sacrario ci recheremo domani in visita.

Le vicende della comunità illustrate dal Console Crivellaro

La presenza italiana ad Alessandria d'Egitto rimonta indietro nel tempo fino al lontano 1300, quando miei antichi colleghi per lo piu' genovesi e veneziani (i consoli, appunto, anche se in una versione più spiccatamente commerciale) seppero alimentare - grazie al contributo di piccole ma dinamiche ed intraprendenti comunità - vantaggiosi scambi commerciali tra le opposte rive del Mediterraneo. Dopo secoli di oblio, la presenza italiana riprese vigore a metà dell'800, quando proscritti nei moti del Risorgimento, mazziniani, garibaldini, anarchici e liberi pensatori (provenienti in particolare dalla città di Livorno che aveva intensissime relazioni commerciali con l'Oriente) arrivarono ad Alessandria per installarvisi stabilmente. La seconda ondata sopraggiunse tra la fine del secolo e l'inizio del Novecento quando milioni di italiani lasciarono il nostro Paese per cercare fortuna all'estero. Qui in Egitto - ma in special modo ad Alessandria - gli Italiani seppero conquistare posizioni di assoluto prestigio nei Tribunali Internazionali, nelle Amministrazioni pubbliche, nelle costruzioni, nel commercio, nelle libere professioni. Giudici, funzionari, notai, medici, farmacisti, avvocati, professori, ma anche tecnici, elettricisti, carpentieri, meccanici, piccoli commercianti, barbieri, ottennero con il loro lavoro stima e gratitudine presso la popolazione locale. Cito, tra i tanti, a caso nomi illustri quali Colucci, Pinto, Cartareggia, Morpurgo, Almagia, Lusena, Boriglione, Levi, Misitano, Garozzo, e, tra gli architetti, Ernesto Rossi, Clemente Busiri Vinci, Ernesto Verrucci, i tre successivi Direttori del Museo Greco-Romano, Botti, Breccia, e Andriani e - infine- come dimenticare il contributo dato alla cultura nazionale da letterati nati o vissuti ad Alessandria quali Ungaretti, Marinetti, Fausta Cialente, Enrico Pea.

Il periodo di maggiore splendore si ebbe tra le due guerre quando Alessandria rivaleggiava con le città costiere francesi ed italiane per fasto, ricchezza, importanza culturale, attività economica. E gli Italiani - è bene ricordarlo - furono tra i principali artefici di tale sviluppo dato che la comunità italiana contava allora circa 25.000 persone, la seconda in Alessandria, dopo la greca - più o meno la metà dell'intera collettività italiana in Egitto.

Sopravvenne poi la crisi, causata dallo scoppio della seconda guerra mondiale, quando migliaia di connazionali furono inviati al confino in una inospitale zona nelle vicinanze del canale di Suez, perché ritenuti possibili "quinte colonne". Tale esperienza indusse molti italiani a lasciare l'Egitto seguiti, negli anni ‘50 e ‘60, da moltissimi altri, quando le misure di nazionalizzazione imposte dal Governo egiziano li privarono, dall'oggi al domani, dei loro beni e delle loro proprietà, costringendoli a partire in gran fretta, magari portando con sé solo una valigia. Ed anche quando, negli anni ‘80, tali misure vennero revocate, ben pochi ritornarono ad Alessandria, poiché la grande maggioranza si era dispersa, chi in Libano, chi in Grecia, chi in Australia, e chi, infine, era ritornato in Italia. Oggi la comunità "storica" di Alessandria è ridotta a circa 1200 persone, assai spesso avanti negli anni, in condizioni economiche difficili, quasi sempre separata dai figli e dai nipoti, con prospettive future piuttosto problematiche. Sono quindi, nella maggior parte dei casi, bisogni primari quelli che chiede di soddisfare, data anche la scarsa accessibilità al sistema locale di assistenza sociale e medico-ospedaliera.

La presenza culturale, un tempo florida ed intensa, basti pensare ai cinematografi, alle scuole, ai centri culturali, alle sale per concerti, ai luoghi ricreativi, oggi è ridotta a poche istituzioni, quella italiana è centrata intorno alla Dante Alighieri, all'Istituto Professionale Don Bosco, alla piccola Scuola Giuseppe Ungaretti. Ed anche l'associazionismo non va oltre la più che centenaria Società Italiana di Beneficenza, che, oltre ad assistere i più bisognosi, gestisce anche una Casa di Riposo con una trentina di pazienti, di cui più della metà sono italiani. Ma accanto alla comunità "storica" vi è oggi anche una comunità "tecnologica" formata dai responsabili di piccole imprese italiane che hanno avviato attività produttive e commerciali - in particolare nel settore tessile e dell'abbigliamento - giovandosi delle agevolazioni introdotte dalla legislazione locale per favorire l'arrivo di capitali stranieri. Tale presenza si sta ora espandendo anche nel settore dei prodotti petroliferi e delle grandi opere di costruzione, a dimostrazione di un vivo interesse degli italiani a prendere parte allo sviluppo economico del Paese, pur in presenza di ostacoli e problemi che non sono certo fatti per incoraggiare la presenza straniera. Alessandria, dopo decenni di crisi, si sforza di trovare per il prossimo futuro un rilancio - di cui è palpabile testimonianza la neonata Biblioteca Alessandrina che abbiamo visitato nel pomeriggio – rilancio che sfrutti la sua peculiarità, il suo carattere di "mediterraneità" che è nel dna di questa città e in cui è certamente presente anche l'impronta italiana.

L'intervento dell'Ambasciatore Mario Sica

Di seguito è intervenuto l’Ambasciatore d’Italia in Egitto, Mario Sica. L’Ambasciatore ha innanzitutto ricordato i suoi 15 anni di servizio trascorsi ad occuparsi di italiani all'estero. "Tremaglia c'era prima, durante e dopo. La sua è una vita per gli italiani all'estero. So che ama paragonarsi ad Atlante, io che ho condiviso con lui le fasi della Seconda Conferenza Nazionale dell'Emigrazione del 1988, grandi successi e grandi delusioni, farei un paragone diverso, quello di Anteo. Ercole doveva uccidere Anteo in aria, quando era sollevato, perché ogni volta che Anteo toccava terra riprendeva nuova forza, nuovo vigore. Ecco perché sono felice di accoglierlo in questa terra: voi siete la terra per Tremaglia, ogni volta che vi incontra lui riprende forza, proprio come Anteo".

Il Ministro Carlo Marsili porta il saluto del Presidente Berlusconi

Il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri, Ministro Plenipotenziario Carlo Marsili, ha portato il saluto del Ministro degli Affari Esteri, Silvio Berlu sconi, anche Presidente del Consiglio. "Per me – ha affermato Marsili - è sempre un grande onore accompagnare il Ministro Tremaglia. Come Ministero degli Affari Esteri è un privilegio lavorare con lui: adesso ci sono due ministeri che lavorano per voi. C'è unità di intenti e di azione e credo che questo si rifletta in maniera positiva nelle nostre comunità, un lavoro che realizziamo di intesa anche con il Consiglio Generale degli Italiani all'estero. Ringrazio Tremaglia per questa opportunità che ci dato di incontrare voi e di visitare El Alamein".

Tremaglia: la politica dell'italianità

Di seguito, è intervenuto il Ministro per gli Italiani nel Mondo cui hanno portato subito un Tricolore. "Ho chiesto il Tricolore perché siamo nella esaltazione della nostra bandiera. Dopo tanti anni di battaglie sono cambiato, perché ho dovuto constatare che finalmente la classe politica che ignorava tutto, è stata costretta, l’abbiamo costretta, ad occuparsi di voi. Fare la politica degli italiani nel mondo significa fare la politica dell'italianità, e quando sono con voi sento che esiste un'Italia più bella. Quando sono diventato Ministro – ha continuato Tremaglia - è stato per un moto spontaneo, soprattutto da parte di chi sta al Quirinale perché si è innamorato degli italiani all'estero, ovunque amati e stimati. Ma quanti sacrifici, umiliazioni e, per quanto mi riguarda, quante sconfitte. Ma questo è un atto di fede, ecco perché ho continuato..." Tremaglia ha quindi ripercorso le date più significative della lunga battaglia verso la conquista dell’esercizio del diritto di voto, iniziata nel 1955 con la proposta del Sen. Lando Ferretti e conclusasi solo il 20 dicembre 2002.

Una battaglia durata 46 anni, mai nessuna legge al mondo è stata insabbiata così a lungo. Ma prima del voto, un’altra grande vittoria: la legge sull’Anagrafe, sempre a firma di Tremaglia, e approvata il 27 ottobre 1988. Grazie alla legge n. 470, sono stati censiti 4 milioni di italiani "che non c'erano, e abbiamo vinto, per miracolo. Da quel momento, quei cittadini potevano tornare a votare. Come politico – ha affermato Tremaglia - potevo essere soddisfatto, ma c'era la fede, intramontabile, nei vostri confronti, c'eravate voi… altrimenti avrei dovuto mollare". Tremaglia ha poi rivolto un pensiero agli esuli dell'Istria e della Dalmazia che ha incontrato in ogni parte del mondo, soprattutto in Australia, che raccontano la storia della loro terra, la leggenda della loro vita, e che sognano ancora di tornare, italiani bistrattati quando si fanno i trattati internazionali… "ecco che le battaglie non finiscono mai. Vado e cammino lungo le strade del mondo, e lo farò avendo vinto questa battaglia storica. Ringrazio Marsili, il Console, l'Ambasciatore per le parole affettuose e per i ricordi... Sì, mi arrabbiavo, perché capivo che non c'era nulla da fare, ma capivo anche che era impossibile non far nulla".

Tremaglia ha poi ricordato le sue uscite ufficiali come Ministro, la visita a Marcinelle, lo scorso 8 agosto "perché non bisogna dimenticare il nostro passato" ma neanche coloro che oggi arrivano in Italia spinti dalla disperazione. Tremaglia ha quindi fatto riferimento alle parole ascoltate nel corso del Consiglio dei Ministri di venerdì 1° febbraio, in merito alla vicenda di una nave piena di stranieri. "Qualcuno ha detto che bisognava cacciarli, mentre Fini, in netto contrasto con quelle dichiarazioni ha chiesto: Ma avete visto bene questa nave?". Tremaglia, così come già aveva fatto a Marcinelle e in diverse sedute del Consiglio dei Ministri, ha ribadito ancora che "non si deve essere così incivili da non capire che l'accoglienza è indispensabile, perché non si devono ripetere gli stessi errori di Marcinelle".

Tremaglia ha citato anche il viaggio a New York dove ha guidato una delegazione di tutte le forze parlamentari esclusa Rifondazione, per rendere omaggio, con una cerimonia nella cattedrale di Saint Patrick, alle vittime dei feroci attacchi terroristici dell’11 settembre. "Anche lì ho portato il messaggio del Capo dello Stato che ringrazio per averci ridato l'orgoglio di essere italiani. Questo ad El Alamein – ha proseguito Tremaglia - è il terzo atto del Ministero per gli Italiani nel Mondo. Con me ho portato una delegazione meravigliosa, per la prima volta ci saranno le Associazioni combattentistiche, le Medaglie d'Oro, l’Onor Caduti. E poi c'è questo appuntamento con voi. E' difficile non rivendicare la grande forza che è in voi, e per voi abbiamo cambiato la Costituzione: tanti stress, pensai anche di abbandonare, poi America Oggi scrisse "Le lacrime del lottatore", feci un viaggio in Uruguay e Argentina e a Buenos Aires, dopo gli incontri con voi, dissi Va bene, abbandoniamo le lacrime e ricominciamo a lottare. Ringrazio Pezzoni, Bianchi, insieme siamo andati dal Capo dello Stato e abbiamo raggiunto il miracolo. Ma le difficoltà sono state infinite, e davanti alla difficile situazione dell'articolo 8 ho minacciato di dimettermi, quelli della Camera volevano che ad essere eletti fossero loro. Fini mi chiamò dicendo ti conosco, so che fai sul serio. Poi tentano di bloccare la legge con lo scrutinio segreto. Al Senato tentano un'altra manovra, quella di non andare in Aula. Ma il 20 dicembre ho visto le luci sul tabellone ho gridato Finalmente, Finalmente... tutti sono venuti ad abbracciarmi: si era realizzato il sogno della mia vita. Io non manco mai alla parola data, sempre devoto alla Patria e all'Italia".

Tremaglia ha poi ricordato il potenziale rappresentato dagli italiani all’estero, italiani che hanno portato ovunque progresso e civiltà, ed ha citato l’indotto dell’Altra Italia, pari a 191 mila miliardi in un anno, le 390 testate, i 90 Istituti di Cultura, le Camere di Commercio, gli Istituti per il Commercio Estero ed i 320 parlamentari di origine italiana. Una potenzialità che il Ministro intende rendere visibile anche in Italia grazie al suo progetto della tv di ritorno. Tremaglia ha colto l’occasione per salutare il direttore di Rai International, Massimo Magliaro, presente all’incontro, ed ha ricordato il suo impegno per evitare i tagli alla Società Dante Alighieri.

"Voi – ha continuato Tremaglia - con questa vittoria mi riempite il cuore d'affetto, perché per la prima volta siete entrati nella Costituzione, nel Sistema Italia. Siate orgogliosi, preservate il culto per la patria, siate orgogliosi della nostra bandiera, e fate in modo che là dove c'è un italiano ci sia il Tricolore.

Quando Ciampi ha detto un tricolore in ogni casa, io ho raddoppiato, così al CGIE ho regalato due bandiere, una da portare nella loro comunità. Voi siete la mia meravigliosa famiglia che mi ha dato la possibilità di sopravvivere", ha concluso Tremaglia visibilmente commosso. (Inform)


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