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INFORM - N. 26 - 6 febbraio 2002

El Alamein - Tremaglia, la polemica e quello che ha detto

ROMA - Tremaglia ricorda che ad El Alamein ha reso omaggio ai Sacrari inglese, tedesco, greco e libico, concludendo con una cerimonia al Sacrario italiano dove nell'alta commozione della funzione religiosa ha letto il seguente messaggio del Capo dello Stato, mentre suonava il Silenzio fuori ordinanza e l’Inno di Mameli: "Il mio saluto alle delegazioni combattentistiche e alle rappresentanze diplomatiche e militari di tutti i Paesi che parteciparono alla Battaglia di El Alamein e che si riuniscono oggi per rendere omaggio agli eroici caduti. Il mio saluto vuole essere anche un’esortazione vibrante a considerare la commemorazione dell’immenso sacrificio umano, che in quel luogo fu consumato, come un monito e un impegno a che simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi nella storia dell’umanità".

Dopo aver esaltato il sacrificio delle Divisioni "Trento", "Bologna", 7° Bersaglieri, "Brescia", "Folgore", 2° Battaglione Bersaglieri, "Ariete", "Littorio" e "Trieste", il Ministro per gli Italiani nel Mondo concludeva con le parole della Medaglia d’Oro Alberto Bechi, caduto per la Patria: "Tra le sabbie non più deserte sono qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore, fior fiore di un popolo e di un esercito in armi, caduti per un’idea senza rimpianti. Onorati dal ricordo dello stesso nemico. Essi additano agli Italiani nella buona e nell’avversa fortuna il cammino dell’onore e della gloria. Viandante arrestati e riverisci. Dio degli eserciti accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo di cielo che riservi ai martiri e agli eroi". Come hanno riconosciuto gli altri, "il soldato tedesco ha stupito il mondo, il soldato italiano ha stupito il soldato tedesco" e ancora "mancò la fortuna non il valore".

Il resto è noto. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Tremaglia ha detto, fuori dalla Chiesa, che sarebbe stato meglio vincerla la battaglia di El Alamein.

"Apriti cielo - rileva Tremaglia - mi hanno paragonato a Bin Laden, a un guerrafondaio o a un revisionista. Scopro cose un po’ strane: che chi va volontario in una guerra, chi compie atti di eroismo in una guerra, chi muore in una guerra, in realtà lo dovrebbe fare non per vincerla ma per perderla. Debbo concludere che le accuse sono soltanto volgari speculazioni e basse polemiche che rispedisco al mittente. A cominciare da quelle di revisionista storico, che non possono esistere. Tutte assurde e senza senso. Lasciatemelo dire, siamo alla paranoia della politica. Quanta pena." (Inform)


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