* INFORM *

INFORM - N. 24 - 4 febbraio 2002

A che punto è la questione del blocco del trasferimento dei contributi AVS all’Inps?

ZURIGO - Il comitato promotore della petizione contro il blocco del trasferimento dei contributi AVS all`Inps esprime la propria preoccupazione per la situazione venutasi a creare nonostante la disponibilità del ministero del Lavoro, al quale - e al Governo - chiede di accelerare i tempi nelle commissioni per una soluzione positiva del problema.

L`iter governativo e parlamentare - è detto in un comunicato del comitato promotore -, nonché la mancata presa di coscienza del problema da parte della Commissione Europea, ora che i procedimenti di ratifica parlamentare in ambito UE sono conclusi, rendono più difficile la ricerca di una seria ed adeguata soluzione in breve tempo. Tenendo presente che dopo il deposito presso la Cancelleria comunitaria di tutti gli strumenti di ratifica, gli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l`UE potrebbero entrare in vigore al più tardi il prossimo 1° luglio 2002, il tempo a disposizione anche per eventuali soluzioni legislative italiane interne è sostanzialmente inesistente.

Considerata l`urgenza dell`argomento in questione e tenuto conto che i procedimenti di ratifica legislativi degli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l`UE sono giunti a termine con la ratifica da parte dei Belgio e Francia (quali ultimi paesi nel calendario istituzionale) e considerate le legittime aspettative dell`Emigrazione italiana in Svizzera, assume urgenza particolare l`iniziativa che il ministero del Lavoro e quindi il Governo dovranno assolutamente intraprendere a breve per giungere ad una soluzione come quella auspicata dagli emigranti in Svizzera, cioè il concordato su un periodo transitorio di cinque anni per mantenere il diritto al trasferimento dei contributi svizzeri in Italia.

La previsione della cessazione del diritto al trasferimento contributivo ha determinato e determina una forte preoccupazione fra le lavoratrici ed i lavoratori che operano o che hanno operato in Svizzera, anche in relazione ai processi di ristrutturazione aziendale in atto e sopratutto tenuto conto delle scarse possibilità di reinserimento e riqualificazione professionale che i nostri connazionali rimasti disoccupati hanno in questa precaria fase congiunturale.

Oltre 12 mila lavoratori italiani residenti in Svizzera hanno già chiesto, con una petizione consegnata all’allora ministro del Lavoro Cesare Salvi il 25 febbraio 2000, che il blocco del trasferimento dei contributi AVS all` INPS sia differito. in applicazione di una apposita norma transitoria, di almeno cinque anni a partire dall`entrata in vigore degl i Accordi bilaterali tra la la Svizzera e l'Unione Europea.

Il Governo svizzero - da parte sua, e già da tempo - non ha espresso contrarietà ad una simile soluzione, proponendo che la questione sia risolta nell`ambito dei lavori e delle risoluzioni che il comitato esecutivo, costituito nella fase immediatamente preliminare all`entrata in vigore degli accordi, sarà chiamato a compiere.

Il comitato promotore ha inoltre sempre riproposto che per l`INPS la soluzione meno complicata e meno onerosa sia quella del periodo transitorio offerto dal trasferimento dei contributi in Italia; ritiene inoltre non ingiusto riportare l`argomento della controversia sul piano dei motivi esclusivamente economicistici, tenuto conto che il discorso sulla valenza economica dovrà senza dubbio comprendere anche considerazioni serie sulla validità e sul potenziale economico dell`emigrazione italiana in Svizzera, in favore del bilancio dello Stato italiano.

Rappresentando le preoccupazioni e le attese della collettività italiana in Svizzera e di tanti ex-emigrati, il comitato promotore negli incontri avuti al ministero del Lavoro con il capo della segreteria particolare del ministro Maroni, on. Marco Sartori, ha chiesto che il ministero si facesse carico dei problemi evidenziati e che si adoperasse presso le istanze preposte, affinché quest’importante problematica venga risolta in maniera soddisfacente e definitiva, per quelle lavoratrici e per quei lavoratori che così tanto hanno dato e danno al nostro paese in termini di risorse economiche ed umane.

Infine il comitato promotore chiede a tutte le organizzazioni d`emigrazione, ai sindacati, agli enti d’assistenza, ai patronati, ai Comites ed al CGIE di esercitare la legittima e dovuta pressione presso i loro referenti politici in Italia e nel Parlamento affinché premano per arrivare il più presto possibile a una soluzione positiva. Dal canto suo il comitato promotore si farà carico di organizzare durante le prossime settimane importanti iniziative informative e propositive anche con interventi di personalità politiche interessate al problema. (Inform)


Vai a: