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INFORM - N. 23 - 1 febbraio 2002

Zanon al convegno di Treviso sul progetto di rientro dei veneti emigrati

"Le Regioni devono governare i flussi, non subirli. No allo sradicamento ma dare risposta alle richieste di lavoro degli oriundi veneti"

VENEZIA – "Le Regioni devono governare i flussi migratori e non subirli. La Regione Veneto, ad esempio, proprio nel caso del rientro dall’Argentina di nostri connazionali in difficoltà ha dimostrato di saper gestire bene tali problemi e di realizzare un progetto che consentirà a oltre duecento oriundi veneti di essere assunti a tempo indeterminato presso le aziende dell’Elecrolux con la garanzia di una casa dove abitare. Ne tenga conto la legge di riforma della Turco-Napolitano".

Questo è l’appello che l’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon ha rivolto al Ministro Maroni da Preganziol, dove alla Villa Albrizzi-Franchetti, si è tenuto l’incontro organizzato dall’Ater trevigiano e dalla Provincia di Treviso per presentare "VenetoRitorno" il progetto di rientro dei veneti emigrati. Siamo convinti – ha aggiunto l’Assessore veneto - che vada assolutamente evitato lo sradicamento della comunità italiana in Argentina, intervenendo anche con incentivazioni economiche dirette alle aziende italiane che là operano e con interventi di sostegno assistenziale per le persone più in difficoltà. Ma per il Veneto è un atto doveroso (al quale non intende sottrarsi) rispondere al meglio e con prontezza alle migliaia di richieste (sono già più di 3000 e tutte documentabili) giunte presso gli sportelli per il rientro da noi aperti in Argentina e provenienti da migliaia di giovani argentini d’origine veneta e italiana che non trovando speranze di lavoro nel loro paese cercano queste possibilità nella lontana patria d’origine .Proprio l’organizzazione dello sportello di Cordoba – ha rilevato ancora l’esponente regionale - che, in pratica, svolge la funzione di un punto dove si incontra la domanda di lavoro in Argentina e l’offerta di lavoro nel Veneto, dimostra che siamo guidati da un obiettivo preciso: accogliere una migrazione ordinata alla quale poter dare garanzie di lavoro e di alloggio per aiutare concretamente la nostra comunità.

In questo quadro non c’è posto per flussi migratori spontanei e incontrollati, in qualche modo avventuristici, che rischierebbero di danneggiare seriamente chi li intraprendesse. Stiamo realizzando – ha spiegato -

le azioni più utili per rispondere a una situazione d’emergenza che, a quanto dice il ministro argentino, non sarà breve. I giovani argentini d’origine veneta che arriveranno nel Veneto potranno trattenersi quanto vorranno, fermo restando la loro possibilità di rientro in patria, quando le cose in Argentina ritornino alla normalità, magari titolari di posti di lavoro creati in una collaborazione nuova tra mondo economico veneto e argentino". Infine, secondo Zanon, le Regioni dovranno avere un ruolo centrale anche nel processo di regolarizzazione di quegli stranieri presenti nel territorio nazionale che siano già in condizione di essere legalizzati. "Se così non sarà – ha messo in guardia – si cadrebbe in un duplice rischio: continuare a non rispondere alle esigenze delle imprese e paralizzare le istruttorie con il concreto pericolo di incrementare l’area del sommerso e della clandestinità". (Inform)


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