* INFORM *

INFORM - N. 23 - 1 febbraio 2002

Da "Pagine" Venezuela

Vitaliano Vita (CGIE) sull'intervista del "Messaggero di sant'Antonio" al ministro Carlo Marsili

"Nell'Aire diritti, doveri e... adempimenti! Il Senato approva il disegno di legge ma rimangono gli interrogativi".

CARACAS - L'intervista di Padre Segafreddo, direttore del Messaggero di Sant'Antonio, al Ministro Marsili, direttore generale per gli Italiani nel mondo, contiene alcuni messaggi non sempre decifrabili, che perciò sollevano qualche commento. Noi ci limiteremo a fare i nostri a voce alta, lasciando ad altri il compito di rispondere ad altre domande.

Per quanto riguarda l'Aire, uno dei temi affrontati nell'intervista ,noi insistiamo nel ritenere che l'anagrafe (ossia l'insieme dei dati riguardanti i componenti di una comunità) sia l'elemento fondamentale per valutarne i bisogni e il potenziale, per stabilire le regole per una giusta e dignitosa convivenza... (Se non si conoscono il numero, l'identità, il sesso, l'ubicazione e gli altri dati essenziali degli appartenenti, è quasi impossibile regolarne l'esistenza e provvedere ai bisogni più urgenti!)

Stessa valutazione per l'Anagrafe degli italiani all'estero della quale si è sempre parlato in termini approssimativi, senza rimuovere le perplessità che è naturale sollevino la raccolta di dati intimi che riguardano, l'esistenza , la vita, il lavoro e talvolta il passato del soggetto interpellato.

L'emigrazione ha sempre denunziato la carenza di una adeguata campagna di sensibilizzazione capace di illustrare i benefici e le conseguenze positive (personali e collettive) legate alla iscrizione all'anagrafe; l'importanza di conoscere e far conoscere quanti siamo, dove siamo e cosa facciamo...

E' stato richiesto di chiarire ai diffidenti come la legge protegga l'uso e la segretezza dei dati e come la loro raccolta invece concorra a tutelare gli interessi e i diritti dei cittadini.

E' stata più volte sollecitata la necessità di rimuovere le perplessità create da una operazione cosi delicata, anche in merito alla prescrizione e alla decadenza: è accaduto che al rientro in patria qualche connazionale si sia ritrovato in manette per condanne di reati mai compiuti, per sentenze di processi celebrati in contumacia, all'insaputa dell'interessato. Un caso del genere è capace da solo di creare il vuoto di interesse in chi vive in Italia, figuriamoci in chi è assente da anni e non è in grado di seguire l'aggiornamento delle leggi e la loro applicazione.

Invece di combattere il diritto al voto, si sarebbe dovuto provvedere a migliorare l'educazione civica, ad inculcare l'uso dei diritti ed il rispetto dei doveri come l'iscrizione all'Anagrafe necessaria per rendersi visibili, per contare di più, per individuare i parametri per una migliore integrazione nella vita del Paese.

Come si ricorderà il primo censimento non sortì risultati numerici soddisfacenti, così scattò l'iscrizione d'ufficio (eseguita dai consolati ogni qualvolta un connazionale non registrato all'Aire richiedeva un documento...) ma a poco è valso questo accorgimento se è vero che le differenze tra i dati delle anagrafi consolari e comunali sono enormi, se è vero che entrambi i risultati si differenziano dalla realtà in modo ingiustificabile, se è vero che gli scompensi sono concentrati nei paesi dell'America latina, tanto da sollevare il sospetto che l'incompletezza dell'Aire sia voluta, se è vero che dopo 15 anni dalla approvazione della legge, i risultati sono tali da richiedere un esercito di impiegati per il loro " riordino".

Ha ragione il Ministro Marsili quando replica a padre Segafreddo: "sono loro che devono farsi vivi... notificando ai consolati gli indirizzi di residenza ..." ma è anche vero che se all'Aire fosse stata data la notorietà che merita, anche da quanti lo hanno preceduto nel suo attuale ufficio, oggi la situazione sarebbe assai diversa.

Ed ha ragione ancora quando avverte che lo sforzo sta tutto da parte nostra... che consiste nel notificare, noi, la nostra posizione ai consolati...! Ma proprio per questo qualcuno ha considerato superflua l'assunzione dei "350" e recrimina sulla mancata applicazione dell'autocertificazione, che invece eliminerebbe spese e disagi per viaggi a volte lunghissimi, perdite di tempo alla ricerca di moduli spesso introvabili e l'acquisizione di formulari indecifrabili. Insomma sarebbe bastato applicare la circolare n. 9 del 26.5.2000 del Ministero dell'Interno che prevedeva l'invio dei dati a mezzo comunicazione elettronica (Internet) per evitare diffidenze e disguidi.

Hanno ragione però anche loro, i connazionali all'estero, quando dicono che compilare la scheda per l'iscrizione alla Aire è peggio che fare un esame di stato, che per riempire i 40 campi occorre una preparazione e cultura superiore al livello medio... Perciò ci si attende una revisione dei criteri per farci vivi, per la raccolta dei dati dell'Aire; questa volta, speriamo, restringendoli in una prima fase soltanto a quelli indispensabili (nome, cognome, data nascita, indirizzo...), che chiunque può raccogliere ed inviare per fax o e.mail al proprio Consolato in formato autocerticazione scaricabile gratuitamente da Internet (www.italiani-allestero.org) .

D'altra parte in presenza di strumenti informatici dotati di memorie megagalattiche, stabilito che certi dati non possono essere acquisiti senza la collaborazione dell'interessato, la soluzione al problema sta nell'acquisizione dei dati; fatto che puo verificarsi soltanto se l'interessato, opportunamente informato e convinto, vi darà corso.

Una operazione che non costa una lira, che produce risparmio di tempo e danaro per l'Amministrazione ed i privati, che potrebbe contare su di una campagna di sensibilizzazione gigantesca, immediata e gratuita, come l'art. 13 comma 3 della legge 470 impone alla Rai attraverso trasmissioni indicizzate, ma soprattutto mediante appositi sottotitoli durante le trasmissioni destinate agli italiani all'estero

Noi siamo convinti che considerazioni e stimoli... autorevoli come quelli del direttore generale Marsili devono essere diffusi e conosciuti dai nostri connazionali. Perciò non ci rimane che rivolgerci alla autorevolezza dei Ministri degli Esteri e degli Italiani nel Mondo perché certe raccomandazioni vengano ascoltate e oggi che abbiamo visto approvare il Ddl per il rilevamento dei cittadini italiani residenti all'estero speriamo che cessi la "danza nell'aire..." (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


Vai a: