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INFORM - N. 22 - 31 gennaio 2002

Da sogno a "Progetto Mediterraneo": 70 ragazzi africani per tre anni in Abruzzo per un corso di formazione professionale in campo agricolo

PESCARA - "Progetto Mediterraneo": una iniziativa di carattere educativo, culturale e sociale rivolta a circa 70 ragazzi provenienti dall’Algeria, dal Marocco e dall’Eritrea (in prospettiva anche della Mauritania e della Tunisia) che insieme a ragazzi italiani frequentano da settembre un corso di formazione professionale di 3-5 anni nel campo dell'agricoltura per l'acquisizione del titolo di studio di agrotecnico presso uno degli istituti agrari più rinomati e antichi d’Italia, l’Istituto Tecnico Agrario Statale "P. Puppari" di Alanno, nella sua sede distaccata di Cepagatti.

L'iniziativa, che è stata posta sotto il patrocinio del ministero per gli Italiani nel mondo, è nata attraverso la collaborazione di alcuni Rotary Club nordafricani in stretta sintonia con il Rotary Club di Avezzano, nell’ambito di quello spirito di solidarietà che già da qualche anno lega questi club delle due sponde del Mediterraneo.

Il Progetto Mediterraneo è stato presentato ufficialmente a Cepegatti dal prof. Manfredi Tricca, preside dell'Istituto. "E' necessario creare un clima di serena convivenza - ha detto -. Per il Mediterraneo dobbiamo educare le giovani generazioni ad un'agricoltura sostenibile". A sua volta, . Franco Santellocco, presidente del Comitato Interpaese (C.I.P.) Italia-Meghreb che ha attivato il progetto, nonché presidente della quinta Commissione del CGIE "Formazione, Impresa, Lavoro e Cooperazione ", ha dichiarato che grazie all’intervento di tutta la diplomazia ufficiale si è potuto rendere possibile e sviluppare il Progetto che include, azioni umanitarie, culturali e professionali. Numerose le autorità intervenute, tra cui l'assessore regionale Sciarretta, l'assessore provinciale Di Marcoberardino, il provveditore agli studi Santilli e il sindaco di epegatti.

Alla fine di tre anni di corso, questi ragazzi torneranno a casa con il titolo di agrotecnici. In questo modo potranno contribuire allo sviluppo dei loro Paesi. L’esperienza, ad oggi - raccontano gli studenti -, si svolge in clima di collaborazione e di vera integrazione: con i compagni di studi italiani si è instaurato un vero rapporto di amicizia. Insomma, da "sogno" a "progetto": uno dei modi di educare le giovani generazioni alla pace e alla convivenza e per conoscere gli usi, i costumi e le tradizioni di popolazioni che, poi, non sono tanto lontane da noi. (C.C.-Inform)


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