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INFORM - N. 21 - 30 gennaio 2002

Delegazione dell’Associazione Magna Grecia all’Ambasciata argentina

La legislazione italiana sull’artigianato e sulle PMI tra i modelli di sviluppo economico per l’Argentina

ROMA - Elsa Kelly, Ambasciatrice della Repubblica Argentina in Italia – affiancata dall'Ambasciatore argentino presso la Santa Sede Vicente Espeche Gil e dal ministro Daniel Oscar Deodato – ha ricevuto una delegazione costituita dall’Associazione Internazionale Magna Grecia Onlus, dalla Fondazione per i giovani Artigiani Manlio e Letizia Germozi, e dai rappresentanti della Federexport.

Nel corso dell'incontro si sono discussi e approfonditi i temi di un documento di lavoro che la delegazione ha consegnato all'Ambasciatrice Kelly – con l’invito a trasmetterlo al Ministro degli Esteri argentino on. Carlos Ruckauf, in occasione della sua visita in Italia – che contiene una serie di proposte operative, con la finalità di contribuire a fare uscire l’Argentina dalla crisi che la sta devastando sul piano economico e sociale.

L’iniziativa è partita dall’Associazione Magna Grecia, che, per mantenere vivi e rinsaldare i legami con le regioni d’origine, ha contatti costanti con le comunità italiane all’estero. Il presidente dell’Associazione Nino Foti ha ricordato che proprio in Argentina in occasione degli incontri della Settimana della Magna Grecia, nel marzo del 1999, presenti, fra gli altri, il ragioniere generale dello stato Andrea Monorchio, il prof. Victor Uckmar e l’attuale presidente del Banco de la Nación argentino Enrique Olivera, si parlò a lungo dell’esperienza italiana della piccola e media impresa. Ad illustrarne i vantaggi sul piano economico e sociale fu l’allora presidente della Confartigianato Invano Spalanzani, adesso presidente della Fondazione Germozi.

Il documento consegnato il 29 gennaio all’Ambasciata argentina di Roma rilancia ed ufficializza questa proposta per diffondere e consolidare in Argentina la cultura della piccola impresa, uno strumento di grande valore che può promuovere lo sviluppo soprattutto in quei paesi come l’Argentina, che hanno fatto finora troppo affidamento sugli ondivaghi orientamenti delle multinazionali.

Si tratta di esportare oltreatlantico il know how della legislazione italiana, che regola il funzionamento dell’artigianato e della piccola e media impresa italiana, consentendo al parlamento ed al governo argentini di mutuare norme ed istituti che in Italia si sono rivelati efficaci. È il modello del tessuto produttivo polverizzato, che costituisce oltre il 90 per cento del sistema produttivo italiano.

Il documento, pertanto, propone all’Argentina di istituire o adeguare il credito agevolato, alla luce della positiva esperienza dell’Artigiancassa e del Mediocredito e di legiferare per promuovere o favorire la nascita di consorzi fidi o di cooperative di garanzie, per incentivare le esportazioni, attraverso anche la costituzione di consorzi export, per sostenere l’apprendistato. Si tratta ancora di garantire una contrattazione in materia di lavoro coerente con la specificità della piccola impresa e tenendo conto, quindi, del diverso rapporto fra datore di lavoro e dipendente collaboratore, di assicurare la copertura previdenziale degli "imprenditori lavoratori", come in castigliano si chiamano gli artigiani. Facendo tesoro dell’esperienza italiana e delle richieste più volte avanzate dalle categorie produttive, il documento raccomanda anche la massima semplificazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, sulla salvaguardia ambientale, sullo smaltimento dei rifiuti ed anche di quelle in materia fiscale con l’applicazione del sistema degli studi di settore.

L’Ambasciatrice ha sottolineato che la proposta è molto interessante per l’economia argentina e, in prospettiva lo sarà anche per gli artigiani e i piccoli imprenditori italiani, i quali troveranno finalmente un tessuto produttivo compatibile e quindi possibilità di sviluppare sinergie commerciali, in un mercato peraltro molto favorevole perché comprendente l’area del "Mercosur".

La seconda proposta mira a favorire il rientro dei cittadini argentini di origine italiana nelle zone ad alta densità industriale della penisola, come ad esempio le aree del Nord Est, coniugando, sottolinea il documento, l’esigenza del sistema produttivo italiano di disporre di nuova manodopera e la pressante richiesta di rimpatrio che specialmente in questi ultimi mesi ha intasato gli uffici consolari italiani di Buenos Aires e delle principali città argentine. Per realizzare questo obiettivo viene proposta la creazione a Buenos Aires di una apposita agenzia e viene richiesta al datore di lavoro la disponibilità dell’alloggio. Al governo italiano si chiede di concedere allo stesso datore di lavoro un credito d’imposta per una durata dai tre ai cinque anni, nella misura in Italia di circa 400 euro al mese. Il documento propone, inoltre, la creazione, presso l’Ambasciata della Repubblica Argentina a Roma, di un osservatorio Italia – Argentina, formato da esponenti dei due Paesi, con il compito di monitorare gli sviluppi della situazione e dei rapporti bilaterali anche per adeguare e perfezionare strategie e strumenti operativi.

"La lunga esperienza maturata nei contatti con le nostre comunità all’estero – sottolinea il presidente di Magna Grecia Nino Foti, che, alla vigilia di Natale, di fronte all’esplodere della crisi argentina, aveva scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Berlusconi – ci impone il dovere di una solidarietà effettiva. L’Italia, che ha un obbligo morale con l’Argentina per i molti italiani che in quel paese vivono, deve impegnarsi concretamente e mobilitarsi anche in sede europea".

"La questione è di estrema attualità – ha affermato l’Ambasciatrice – e rischia di diventare, in breve tempo, un’emergenza anche per questa Ambasciata. Giorni fa si è infatti verificato il primo caso di un cittadino italoargentino, giunto a Roma per lavorare ma privo dei documenti indispensabili per legalizzare la sua posizione." (Inform)


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