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INFORM - N. 21 - 30 gennaio 2002

Alla Mostra cinematografica di Berlino il film sul G8 di Genova "Un altro mondo è possibile". La protesta di Zoratto

STOCCARDA - Bruno Zoratto, questa volta nella veste di membro del Comites di Stoccarda, prende lo spunto dalla lettera aperta di Stefano Zecchi al "nuovo Ministro degli Affari Esteri", pubblicata il 27 gennaio su Il Giornale, sul ruolo che dovrebbe avere la cultura nella politica estera di un Paese moderno, per segnalare il presunto coinvolgimento dell'ufficio culturale dell'Ambasciata d'Italia a Berlino nella partecipazione, alla prossima Mostra cinematografica di Berlino (6-17 febbraio), del film sulla contestazione al G8 di Genova, intitolato "Un altro mondo è possibile" e realizzato da un gruppo di noti cineasti (Monicelli, Scola, i fratelli Taviani eccetera).

Stefano Zecchi - osserva Zoratto in una lettera inviata al direttore de Il Giornale - "ha perfettamente ragione quando afferma che tutti gli Istituti Italiani di Cultura sono infarciti di iniziative 'sinistre', con il coinvolgimento di soggetti settari, riconducibili esclusivamente ad una sola parte culturale. Come Dario Fo o lo scrittore Tabucchi, o altri intellettuali, che vengono invitati a Parigi o altrove dall’istituto Italiano di Cultura per presentare 'pseudo' iniziative culturali e colgono quasi sempre l’occasione per sputare su Berlusconi, sul nuovo governo italiano e nel piatto in cui mangiano.

Talvolta - prosegue Zoratto - i direttori o gli addetti culturali di queste costose istituzioni fanno a gara e da ponte con gli ambienti 'radikalchic' dei paesi ospitanti, diventando inconsciamente ispiratori di velenose campagne diffamatorie contro l’Italia, contro la sua immagine e contro gli italiani in genere. A conferma di questo sospetto giunge ora la 52.ma Berlinale, che a febbraio riserverà, alla mostra cinematografica di Berlino, ampio spazio al discusso film su Genova: 'Un altro mondo è possibile' e che invoglierà ulteriormente i media tedeschi a continuare a rovesciare fiumi di letame su Berlusconi, Fin, Bossi e sul legittimo Governo Italiano, come stanno facendo già dal 13 maggio dello scorso anno".

Zoratto fa poi riferimento ad un comunicato stampa della Berlinale, nel quale gli organizzatori ringraziano l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia a Berlino. "Ad una mia precisa richiesta di chiarimenti all’addetto stampa dell’Ambasciata, il consigliere Giorgio Novello, che è anche addetto culturale, mi ha dichiarato che la notizia è destituita di ogni fondamento. Conoscendo i tedeschi, che raramente confondono 'i fischi con i classici fiaschi, la verità si esprime solo con i fatti, cioè con la 'carta che canta'. Comportamento questo - conclude Zoratto -, assurdo e contraddittorio e non conforme a chi dovrebbe 'vendere', ripeto 'vendere' bene l’immagine dell’Italia e del Governo Italiano fuori dei confini della Patria" (Inform)


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