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INFORM - N. 20 - 29 gennaio 2002

Regione Toscana - L’intervento del presidente Martini al Forum di Porto Alegre. "Per una globalizzazione che produca benessere e rispetti i diritti"

PORTO ALEGRE - "Noi non siamo contro lo sviluppo. Siamo per lo sviluppo che riduca povertà e squilibri, che rispetti i diritti dei produttori e dei consumatori, dell’ambiente e del paesaggio. L’esperienza toscana lo dimostra: abbiamo creato ricchezza e benessere per tutti i cittadini, abbiamo aumentato i posti di lavoro, rispettando l’ambiente, rafforzando solidarietà e cooperazione. Questa è la nostra globalizzazione". Così il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha spiegato ai partecipanti al Forum delle istituzioni locali per l’inclusione sociale – che si svolge a Porto Alegre, Brasile, in occasione del World Social Forum – il senso del percorso compiuto in questi anni dal governo toscano per lo sviluppo sostenibile.

"Nel 1992 – ha ricordato Martini – la Regione ha fatto propri gli indirizzi emersi con il documento Brundtland, la Dichiarazione di Rio de Janeiro e Agenda 21. Ci siamo dati strumenti di intervento per introdurre i principi di Agenda 21 nel governo regionale e mentre tutti pensavano solo alla crescita del prodotto interno lordo, noi in Toscana spendevamo risorse per i parchi, i depuratori, la tutela del paesaggio." Su queste scelte la Regione ha coinvolto da subito anche gli enti locali e gli imprenditori. E’ quindi partita una sperimentazione di Agenda 21 che ha interessato tre aree campione della Toscana interessate da particolari problemi di emarginazione, deindustrializzazione e inquinamento. "Il risultato – ha detto Martini – è stato che in queste zone i Comuni e gli operatori economici sono diventati protagonisti di interventi che garantiscono sviluppo e ricchezza, assicurando però anche il rispetto dell’ambiente." Dopo tre anni di positiva sperimantazione, Agenda 21 è stata estesa ovunque e nel 2001 erano già saliti a 40 i Comuni che avevano deciso di imboccare la strada dello sviluppo sostenible e l’obiettivo è che entro il 2005 tutti i Comini toscani promuovano strumenti di certificazione e gestione ambientale attraverso accordi con le imprese.

Ma l’impegno della Toscana, ha spiegato Martini, non si ferma qui. Dal 2000 la Regione si è data un piano energetico con il quale ridurre le emissioni inquinanti oltre il 30 per cento in più rispetto agli obiettivi fissati dallo stesso protocollo di Kyoto. E, ancora, proseguirà l’impegno per ostacolare l’uso di organismi geneticamente modificati nelle produzioni alimentari e per ridurre le emissioni di onde elettromagnetiche.

"Bisogna dunque agire e agire subito - ha concluso Martini – Dobbiamo avere il coraggio di cambiare il mondo perché così com’è non ci piace e rende infelici gli uomini, sia che vivano nei paesi ricchi che in quelli poveri. Per questo sono venuto a Porto Alegre, per incontrare e conoscere altre esperienze e dialogare con altre culture e altre idee".

E proprio per continuare il confronto sui temi del Forum di Porto Alegre, Claudio Martini ha dato appuntamento in Toscana ai rappresentanti dei poteri locali, dell’associazionismo, del mondo della ricerca per la seconda edizione del Meeting di San Rossore, che si terrà l’11 e 12 luglio prossimi. (af-Inform)


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