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INFORM - N. 18 - 25 gennaio 2002

RASSEGNA STAMPA

La Stampa, 25 gennaio 2001

"L'Italia è uno dei paesi più generosi con Kabul"

(Intervista al Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver)

ROMA - Da due giorni a Kabul si pagano di nuovo gli stipendi. Un terzo dei 7 milioni di dollari già distribuiti (sotto la sorveglianza dei militari italiani) sono stati stanziati dal nostro governo, che alla Conferenza di Tokyo sulla ricostruzione appena conclusa ha destinato altri 45 milioni di euro per aiuti nel 2002. "L'Italia è stata fra i paesi più generosi", spiega Margherita Boniver, sottosegretario agli Esteri appena rientrata dalla capitale giapponese.

D. Nell'insieme i 61 Paesi donatori hanno stanziato 4,5 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni: soltanto la metà, tuttavia, della somma chiesta dall'Onu.

R. "La somma stanziata è sufficiente oggi, e potrà essere aumentata. Ma molti donatori si sono interrogati sulla capacità del governo provvisorio di gestire il primo stanziamento per l'anno in corso, 1,8 miliardi di dollari".

D. Gli stanziamenti hanno una condizione: stabilità e pace. Ma i dubbi restano, come conferma lo stesso portavoce Onu. Che garanzie avete ricevuto a Tokyo?

R. "Di tipo politico: Karzai e i suoi ministri sono di per sé una garanzia che il governo afghano farà di tutto affinché il processo varato alla Conferenza di Bonn abbia pieno svolgimento. "Sarò il samurai della trasparenza", ha detto Karzai. D'altro canto a Kabul è entrato in funzione l'Implementation Group, un meccanismo di controllo sulla distribuzione dei fondi composto da esperti di Giappone, Ue, Usa e Arabia".

D. Ma restano obiettive ragioni di tensione. Interne, come dimostrano gli scontri fra le truppe del generale Dostum e le milizie filogovernative, ed esterne: Bush accusa lŽIran di cercare la destabilizzazione dell'Afghanistan.

R. "Proprio questa realtà ha spinto la comunità internazionale ad essere molto generosa e a porre contemporaneamente un serio controllo, per non ripetere lŽerrore del passato e abbandonare lŽAfghanistan a se stesso. La nascita di un esercito nazionale, per il quale si stanno reclutando 250 mila uomini di tutte le etnie, è un grosso passo avanti per evitare nuove fratture".

D. Tuttavia l'inviato Onu, Vendrell, chiede che la forza di pace - l'Isaf - salga da 5 mila a 30 mila uomini. Una richiesta realistica per la comunità internazionale?

R. "L'operazione di pace, certo, è estremamente costosa e impegnativa. E del resto, l'Isaf è nata fra le contraddizioni interne al governo provvisorio: i ministri della Difesa e degli Interni non hanno la stessa opinione sulla presenza di truppe straniere in territorio afghano".

D. L'Italia potrebbe aumentare il proprio contingente?

R. "Politicamente è prontissima a farlo, tecnicamente non credo: abbiamo già 10 mila uomini impegnati in varie missioni". (Emanuele Novazio)


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