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INFORM - N. 18 - 25 gennaio 2002

A Roma un convegno sull'applicazione della legge per il voto all'estero?

La proposta in una lettera del Segretario generale del CGIE Narducci al Ministro Tremaglia

ROMA - Tra i numerosi messaggi di felicitazioni giunti al Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, in seguito all’approvazione della legge ordinaria sul voto, lo scorso 20 dicembre, anche quello del Segretario generale del CGIE, Franco Narducci.

A nome di tutto il Consiglio, Narducci ha voluto ringraziare il Ministro per la perseveranza che ha avuto nel portare avanti questa "battaglia di civiltà". Una "battaglia di civiltà" giunta, finalmente, al suo felice epilogo. Di seguito, il testo della lettera del Segretario Generale del CGIE.

Signor Ministro, l’approvazione della legge per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero ha chiuso definitivamente la rivendicazione portata avanti dagli italiani emigrati in ogni parte del mondo, che per lunghi anni si sono trovati al Suo fianco in questa battaglia di civiltà.

Nel momento della felicità per il traguardo raggiunto, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero desidera indirizzare un vivo ringraziamento a Lei Signor Ministro, che per tanti anni è stato il simbolo di questa battaglia storica, condotta con grande forza d’animo e perseveranza sia nei momenti di delusione per le sconfitte, come in quelli di soddisfazione per i passi avanti compiuti.

Il destino ha voluto renderLe giustizia portando a compimento questo progetto sotto la Sua regia e nel momento più alto della Sua carriera politica. Il CGIE ha lottato con Lei e con i molti rappresentanti delle forze politiche che si sono identificati con la lotta per i diritti di cittadinanza espressi dagli italiani all’estero, ed è orgoglioso di aver contribuito al raggiungimento di questa meta che, come molti hanno rimarcato prima di me, restituisce dignità ai cittadini e segna la vittoria della democrazia.

Nel momento in cui si è materializzato l’obiettivo perseguito per tanto tempo, credo che la memoria di tutte le persone, che a qualsiasi titolo si sono battute per la sua realizzazione, abbia ripercorso le tappe fondamentali di questa vicenda, da quella vissuta il 29 settembre 1999 nell’Aula di Palazzo Madama, alla politica delle larghe intese di cui Ella è stato l’artefice principale.

Ora che il voto all’estero è realtà sappiamo che ci sono ancora molte cose da fare per garantire la piena ed efficace applicazione della Legge. Ne abbiamo coscienza seguendo il lavoro che il Ministero da Lei diretto sta producendo sul piano dei regolamenti, dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero e della rete consolare.

In quest’ottica Le sottoponiamo, Signor Ministro, una richiesta che valutiamo di grande importanza, cioè l’organizzazione di un convegno, a Roma, sulla Legge per il voto all’estero e la sua applicazione.

Signor Ministro, le comunità italiane all’estero hanno accolto con grande gioia l’approvazione della Legge e già in molte località i Comites, le Associazioni o i responsabili della rete diplomatica, hanno organizzato o stanno mettendo in cantiere incontri con i nostri connazionali per informare e spiegare, ma anche per rilanciare la partecipazione alla vita democratica.

In tal senso, gli atti del convegno offrirebbero un forte contributo all’informazione, soprattutto se redatti e diffusi tempestivamente. Attendiamo volentieri il Suo parere al riguardo e Le inviamo ancora le nostre più calorose felicitazioni. (Inform)


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