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INFORM - N. 17 - 24 gennaio 2002

La cerimonia in occasione della "Giornata della Memoria"

La Provincia di Trento ha restituito agli ebrei le porcellane sequestrate nel 1939 a Merano

TRENTO - Nel febbraio del 1939, a Merano, ad un collezionista ebreo, Julius Kaumheimer, furono sequestrate, in seguito all’emanazione della legislazione antiebraica, 69 figure di porcellana tedesche. Del collezionista, che stava cercando di abbandonare l’Italia per raggiungere gli Stati Uniti, si persero le tracce. Le porcellane, una delle più importanti collezioni del XVIII secolo, entrarono poi a far parte delle raccolte del Museo Castello del Buonconsiglio di Trento, dove sono sempre rimaste esposte. Il loro valore è stimato in circa due milioni di euro. Il 24 gennaio queste porcellane sono state restituite ufficialmente alla comunità ebraica. In questo modo la Provincia autonoma di Trento ha voluto infatti celebrare la Giornata della memoria, con un gesto forte e significativo, di grande valenza simbolica.

Un gesto, quello di oggi a Trento, che non ha precedenti in Italia e forse in Europa, dove da anni si dibatte sulla questione della restituzione dei beni confiscati agli ebrei per effetto delle leggi razziali. Alla solenne cerimonia che si è tenuta al castello del Buonconsiglio – con la firma di un protocollo d’intesa tra Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento e il presidente della Comunità ebraica di Merano, Federico Steinhaus – erano presenti anche Shimon Shetreet, vice sindaco di Gerusalemme e già ministro agli Affari religiosi del governo Rabin, l’onorevole Tina Anselmi che ha presieduto la speciale Commissione di inchiesta governativa sulla restituzione dei beni confiscati agli ebrei e Giacomo Saban, vicepresidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia. Da Roma, in collegamento video, l’intervento di Tullia Zevi.

Il vice sindaco di Gerusalemme ha parlato di un atto di giustizia che traduce in gesti concreti un atto morale. E a Tina Anselmi, che in mattinata, durante un incontro con gli studenti, aveva invitato il Governo italiano a non trasformare il Rapporto sulla restituzione dei beni confiscati in un libro da mettere in biblioteca, ha detto: "A Trento il vostro Rapporto non è stato messo negli scaffali, è stato trasformato in un messaggio di dialogo e di pace".

Dopo le cerimonia al castello, ci si è spostati sul luogo dell’antica sinagoga di Trento, dove si è levato l’omaggio e il canto per le vittime del processo per la morte del piccolo Simone, per la cui scomparsa – nel 1475 – furono accusati ingiustamente gli ebrei che risiedevano nel ghetto e che, dopo questo processo, furono espulsi da tutto il Trentino. Anche in questa prospettiva storica, ha detto il presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai, si alza la nostra voce: "mai più, mai più". (c.m.-Inform)


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