* INFORM *

INFORM - N. 15 - 22 gennaio 2002

Da "Pagine", Venezuela

Lettera aperta al Capo del Governo e ai Ministri Martino e Tremaglia, di Vitaliano Vita

CARACAS - Oggi che, oltre al Ministro degli Italiani nel Mondo, abbiamo come Ministro degli Esteri e Presidente del CGIE il Capo del Governo, cresce la speranza di migliorare l'inserimento degli italiani all'estero nella vita del Paese e non soltanto nel lavoro tradizionale, ma anche nelle attività di difesa e sicurezza dello Stato (Forze Armate, Guardia di Finanza, Corpo dei Vigili del Fuoco e Polizia di Stato).

D'altra parte lo stesso Ministro della Difesa Martino, in una recente intervista, a proposito della difficoltà di reperire personale da destinare alle FF.AA. nella fase incipiente della sospensione del servizio obbligatorio di leva, non aveva scartato l'ipotesi di dover ricorrere agli immigrati per fronteggiare la carenza di arruolati, prevedendo, in futuro, di dover ricorrere a forze armate multietniche, proprio come avviene con i servizi speciali in Francia ed Inghilterra.

L'attaccamento e la fedeltà all'Italia delle nostre comunità all'estero è fuori discussione, sicché richiedere, senza pregiudizio per nessuno, che venga loro riservata una quota delle decine di migliaia di posti previsti dalle nuove disposizioni per i militari di truppa ed i sottoufficiali, è pertinente ed utile anche perché potrebbe risolvere i problemi dell'arruolamento ed al tempo stesso assorbire parte della sottoccupazione che, in questo momento, colpisce i connazionali d'America Latina.

Pertanto si chiede che, oltre alle "riserve" sollecitate, venga affrontato il problema dell'equiparazione dei titoli di studio conseguiti all'estero (quando l'uso non comporta l'esercizio di una professionalità specifica) la cui invalidità impedisce alla maggior parte dei nostri giovani di partecipare ai bandi di concorso per l'arruolamento.

Si insiste poi perché venga esteso l'arruolamento anche a coloro che, avendo i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana, non ne sono ancora in possesso, considerato che, questa ingiusta limitazione, è peraltro superabile con disposizione del Ministro della Difesa e che, se applicata anche ad altri settori, offrirebbe la possibilità di sopperire immediatamente al fabbisogno di mano d'opera (come dimostrano alcune iniziative regionali in corso) superando difficoltà di accoglienza ed integrazione gravosissime.

D'altra parte va considerato che nel caso di questi connazionali, il conseguimento del titolo di studio all'estero è un fatto quasi sempre legato al forzato espatrio della famiglia, mentre, un riconoscimento immediato (provvisorio) della nazionalità, compenserebbe i ritardi burocratici e renderebbe giustizia al Diritto rispetto ai doveri inderogabili di solidarietà contenuti nel nostro Ordinamento costituzionale, posto che l'inviolabilità del diritto alla nazionalità è già stato riconosciuto da leggi ordinarie e poi sottoposto a termini di decadenza...

Contiamo, Caro Presidente, sulla Sua sensibilità e sul Suo senso pratico, convinti che i provvedimenti auspicati sono giusti ed utili al Paese. RingraziandoLa sinceramente (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)

_________________
* CGIE Venezuela


Vai a: