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INFORM - N. 13 - 18 gennaio 2002

La Giornata Mondiale dei Giovani 2002 a Toronto, in una delle città più "italianizzate" del mondo. Migrantes: "italiani incontrano italiani"

ROMA - A cura del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI è uscito il primo sussidio di preparazione alla diciassettesima Giornata Mondiale dei Giovani del 18-28 luglio 2002: "Voi siete il sale della terra - Voi siete la luce del mondo" Si tratta di una serie di servizi intesi ad approfondire il messaggio del Santo Padre per la Giornata. L’Arcivescovo di Toronto, nel parlare dell’impegno di accoglienza da parte della sua diocesi, conia lo slogan: "Giovani che accolgono altri giovani". Vi si può senza forzature aggiungere l’altro slogan: "Italiani che accolgono gli italiani". Infatti l’evento si celebra, come dice il Papa, "nel cuore di una città multiculturale e pluriconfessionale", dove l’elemento italiano è particolarmente presente, come risulta dalla scheda che don Elia Ferro, responsabile per la pastorale degli italiani all'estero della Migrantes ha inserito nel suo contributo: "La sfida culturale, interreligiosa ed ecumenica di Toronto". Riportiamo integralmente questa scheda.

ITALIANI IN CANADA

La politica migratoria del Canada, per non alterare la composizione etnica iniziale, ha privilegiato le correnti dell’Europa nord occidentale, più affini culturalmente e più facilmente integrabili. La selezione era attenta e in funzione delle richieste dell’economia interna.

Ma le urgenze economiche e l’evoluzione del quadro politico mondiale modificarono gli orientamenti. Solo dal 1951 al 1961 arrivarono da tutta l’Europa più di un milione e mezzo di persone. L’Ontario divenne la provincia con la più variegata composizione etnica.

A partire dagli anni Sessanta la politica perseguita fu il "multiculturalismo" come simbolo dell’identità nazionale del Paese: questo ridimensionò le misure legali e pratiche che favorivano le culture dominanti.

"Il primo accordo bilaterale italo-canadese per l’immigrazione dall’Italia risale all’autunno 1950. Il flusso degli emigranti italiani verso il Canada era iniziato molto prima, alla fine dell’Ottocento.

Secondo stime ufficiali canadesi:

Le principali destinazioni furono le regioni più industrializzate del Canada centro-orientale: l’Ontario e il Quebec. Non mancarono coloro che si recarono nella parte occidentale, nella British Columbia, soprattutto a Vancouver. Anche nelle province interne una piccola colonia di connazionali arrivò per la costruzione della ferrovia.

Gli immigrati, all’interno di reti di parentela e di amicizia, e gli italiani in particolare si dirigevano verso alcuni mercati di lavoro - aziende agricole, industrie manifatturiere ed edili, miniere - a causa delle loro scarse qualifiche professionali. Alle prime società di mutuo soccorso seguì un tessuto associativo che ancor oggi resta importante.

Oggi, nella multietnicità canadese, la componente italiana è certamente significativa sia per numero che per l’attiva partecipazione alla vita del paese. Si calcola che i cittadini italiani in Canada siano attualmente 700.000 e che ammontino a 1.200.000 quelli di origine italiana.

A Toronto in particolare sono 150.000 con passaporto italiano e 650.000 gli oriundi o di origine italiana. Nel capoluogo dell’Ontario sono 44 le parrocchie con servizio religioso in italiano e 63 sacerdoti italiani che le seguono. A Montreal invece sono 11 le parrocchie nazionali o le missioni italiane. Già nel 1888 troviamo dei francescani che seguono pastoralmente i connazionali. Nel 1905 nasce la prima parrocchia italiana di Montreal.

Nel 1945 gli italiani stabilitisi nel Quebec erano 30.000, passarono a 110.000 nel 1961, a 170.000 nel 1971, fino a superare i 200.000 nel 1980: questo fa scrivere al Vicario episcopale "che questa esplosione demografica mette gli italiani al secondo posto nella diocesi di Montreal, subito dopo i cattolici di lingua francese". (Migranti press/Inform)


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