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INFORM - N. 10 - 15 gennaio 2002

Esplosione del volontariato in Brasile. Presa di coscienza dei ceti agiati?

La borghesia delle città e quell'uno per cento benestante della popolazione brasiliana che possiede poco sotto il 50 per cento delle terre coltivabili - l'altro 50 per cento non è neppure tutto dei contadini e nuovi coloni, stante l'estesa mano morta pubblica - sono attraversate da una crisi coscienziale. Così è interpretata dall'ISER, l'Istituto di _Studi della Religione di Rio de Janeiro, l'esplosione del volontariato in tutto il Brasile. 13,9 milioni di persone risultano impegnate in ventagli di attività denominate "a favore degli altri", sui 170 milioni della popolazione totale, dentro la quale appunto quei 13,9 milioni rappresentano la più gran parte delle classi medio-alte e dei più ricchi. Perché il Brasile non è un Paese di ceto medio.

Dagli ultimi numeri del "Courier de l'Unesco" apprendiamo come si è svolta in Brasile la campagna per l'Anno Internazionale dei Volontari.

Il volontariato è risorsa provvidenziale, spesso imprevista e subitanea, di ogni comunità regionale, nazionale, plurietnica e federale, come ha illustrato il convegno di Padova promosso nel dicembre scorso dalla Regione Veneto la quale, tra l'altro, ha ripreso e cura assiduamente i rapporti con le numerose collettività dei veneti e oriundi veneti in Brasile. Un arco di ispirazioni e di intenti è corso così anche per gli impegni volontari tra il Veneto e il Brasile, lo Stato di San Paolo è in testa. Italiani ed oriundi italiani vi apportano il loro peso a fianco dei ceti dell'antica borghesia, dell'immigrazione agiata portoghese recente e meno recente e degli altri flussi europei. Leilah Landim dell'ISER sottolinea che in epoca coloniale, e dopo, la Chiesa Cattolica era sola nell'azione filantropica. "E' ora - prosegue - che i cittadini benestanti comprendano la relazione che esiste tra la miseria, il traffico della droga e le minacce che ne derivano sui loro figli".

Il Presidente del Consiglio municipale di San Paolo, José Eduardo Cardozo, eletto anche con i voti delle associazioni di volontariato, ha dichiarato che l'espansione di esse dovrà sovvenire alle istituzioni pubbliche e allo Stato, caritativamente come socialmente inefficienti.

Non esistono ancora né un quadro legislativo del fenomeno del volontariato su tutta l'estensione dell'immenso Paese né una direttiva centrale assunta dal Governo federale, tanto tale fenomeno è recente e spontaneo. E' un volontariato scaturito da rivoli di iniziative individuali e da imprese e complessi industriali, ai livelli più vari. Diamo soltanto alcuni nomi: il gruppo "Natura" nel settore dei cosmetici, che ha messo in campo una troupe di specialisti nelle scuole e negli ospedali per istruire e preparare giovani che sono alla fine dei loro corsi scolastici per farne degli infermieri pronti ad un immediato impiego; la "Zapateria del Futuro", filiale della nordamericana "Heel Sew Quick", che intrattiene scuole per giovani fabbricanti di calzature; i laboratori farmaceutici della "Schering Plough" che smistano i loro tecnici nelle scuole e presso le Amministrazioni municipali ed istruiscono 25 mila giovani ogni anno nell'assistenza igienistica, sanitaria ed ecologica nei villaggi e nei quartieri popolari delle città; i programmi di "Ressources Humaines" di Gilmar Bernardi, dirigente in Brasile della francese Alcatel, dedicati all'organizzazione di catene di piccoli hotels e case di ricezione ed assistenza prolungata alle madri lavoratrici e non lavoratrici.

Ci sono poi gli ambienti locali e i privati, singoli e in gruppi, iscritti e non iscritti alle associazioni di volontariato, che si mettono a disposizione delle iniziative più diverse, che si prendono cura dei poverissimi, degli emarginati, delle famiglie, che raccolgono l'infanzia abbandonata.

Nell'insieme il volontariato in Brasile è localizzato e nello stesso tempo ricerca e trova fonti, quadri, risorse dall'estero. Ma è soprattutto una sensibilità diffusa e più acuta che va prendendo piede. Il volontariato brasiliano attinge anche dalla letteratura. Grande descrittore della società brasiliana e dei suoi paradossi è Jorge Amado, uno dei più grandi scrittori contemporanei. E' morto nell'agosto scorso a Salvador de Bahìa, mentre si discuteva di lui come prossimo Premio Nobel della letteratura. (Alberto Marinelli-Inform)


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