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INFORM - N. 3 - 4 gennaio 2002

Immigrazione- L'assessore veneto Zanon: "più potere alle Regioni"

VENEZIA - "Non cambierà nulla in materia di immigrazione e di regolarizzazione delle posizioni delle migliaia di cittadini extracomunitari che ne stanno facendo richiesta se il governo non coinvolgerà di più le Regioni e le Provincie (con i loro uffici per l’impiego) nell’affrontare e gestire la questione". Questo il commento dell’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon in merito alle code che si sono verificate in molte questure di città venete da parte di migliaia di cittadini extracomunitari per richiedere o rinnovare il permesso di soggiorno, e di imprenditori e di cittadini veneti per regolarizzare la posizione lavorativa di persone immigrate.

"I casi drammatici che si sono registrati in questi giorni nel Veneto – rileva l’esponente regionale - stanno a dimostrare una volta di più che il sistema di regolarizzazione previsto dalla legge Turco-Napolitano, e gestito dalle questure e dalle prefetture, diventa una barriera insormontabile per gli extracomunitari, per gli imprenditori, per le famiglie venete. Con l’esperienza maturata dalla Regione Veneto nel settore dell’immigrazione, sostengo che il coinvolgimento deciso e concreto delle Regioni e delle Amministrazioni provinciali, tramite alcune loro specifiche strutture, sarebbe decisivo per consentire un salto di qualità permettendo inserimenti lavorativi più snelli e rispondenti alle esigenze del territorio. Inoltre le strutture locali potrebbero svolgere anche la funzione di incrocio fra domanda e offerta di lavoro nell’interesse delle imprese, e di supporto e tutela dell’ordine pubblico".

L’Assessore giudica "sacrosante" le proteste che si sono verificate per le interminabili code e gli ostacoli burocratici. "Ma – aggiunge - la questione non è certo nuova. Si sa tutti, compresi la Caritas e don Bizzotto, che il sistema attuale è del tutto insufficiente a far fronte alla questione. La Regione Veneto lo ha già fatto presente, assieme alle altre Regioni (soprattutto quelle più interessate ai flussi migratori) in sede di Conferenza tra Stato e Regioni e presso il Governo, chiedendo di dare maggior voce in capitolo agli enti regionali nella gestione dei flussi migratori all’interno dei propri territori". L’amministratore veneto rende noto che alcune questure e prefetture venete hanno chiesto supporto agli uffici regionali per poter rispondere alle migliaia di richieste di regolarizzazione.

Richiamando poi l’attività recente, ma già a regime, degli sportelli provinciali per il rientro degli emigrati, promossi dalla Regione e da alcune amministrazioni provinciali, Zanon afferma che "queste strutture potrebbero essere implementate dando ad esse la funzione di regolarizzare le posizioni delle persone immigrate". A proposito poi delle persone, soprattutto ma non solo donne, che svolgono mansioni di aiuto domestico e di assistenza presso le famiglie – le "family sitter" – l’Assessore informa che la Regione ha istituito un gruppo di studio per affrontare la questione "di cui abbiamo ben presente tutta l’importanza" – rileva Zanon. "Il nostro obiettivo – conclude – è di studiare alcuni percorsi, tramite progetti sperimentali, che garantiscano una seria prospettiva di lavoro a queste persone, togliendole dallo sfruttamento della clandestinità, del lavoro nero e della criminalità". (Inform)


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