* INFORM *

INFORM - N. 2 - 3 gennaio 2002

Crisi in Argentina - Lettera aperta dell'Associazione Internazionale Magna Grecia al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

ROMA - La grave crisi che colpisce l'Argentina ed in particolare la numerosa comunità italiana ha spinto l'Associazione Internazionale Magna Grecia a inviare una "lettera aperta" al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ne pubblichiamo il testo.

"Signor Presidente, i doveri della Sua alta carica l’avranno portata ad approfondire la grave situazione che attualmente vive l’Argentina: disordini con morti e feriti, proclamazione dello stato d’assedio, dimissioni del Presidente della Repubblica, nomina del nuovo Presidente ad interim, elezioni del futuro Presidente della Repubblica ai primi di marzo del 2002.

Come Lei sa bene, la causa prima di questi avvenimenti risiede nella condizione economico-finanziaria che il Paese attraversa, con la conseguente parità peso-dollaro e le pesanti rate del debito estero da pagare.

Noi dell’Associazione Internazionale Magna Grecia Onlus, non siamo dei tecnici che pensiamo di formulare linee di soluzione. Né intendiamo prendere posizione per una della parti politiche, qualunque essa possa essere, coscienti soprattutto dei forti contrasti che esistono in questo momento tra i partiti argentini. Anzi, come da sempre, volutamente ci asteniamo di appoggiare gli uni o gli altri.

La nostra lunga esperienza a favore delle Comunità di origine italiana sparse per il mondo, però, c’impone di far sentire alta la voce della nostra Associazione per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita dei cittadini argentini d’origine italiana e, soprattutto, per sollecitare l’adozione di opportune misure concrete ed idonee iniziative.

Tutti conosciamo i profondi legami storici, culturali ed affettivi che legano l’Italia e l’Argentina, proprio perché quasi metà della popolazione argentina è di discendenza italiana. Non tutti però sanno delle difficoltà economiche che l’Argentina ha attraversato nel suo passato più recente e per questo motivo, purtroppo, si sta creando un flusso di ritorno verso l’Italia.

L’Associazione Internazionale Magna Grecia Onlus ha evidenziato queste problematiche fin dal marzo del 1999, in occasione dello svolgimento della sua manifestazione annuale denominata "Settimana della Magna Grecia", svoltasi a Buenos Aires, alla quale hanno partecipato membri del governo italiano ed argentino, parlamentari europei e nazionali, rappresentanti delle Regioni, le grandi confederazioni produttive Confartigianato, Confagricoltura e Confcommercio, oltre a numerosi imprenditori italiani ed argentini.

La situazione, oggi, è peggiorata e presenta un carattere d’urgenza. L’Italia non può stare a guardare, né ci si può accontentare di vaghe promesse o di belle ma sterili parole. Per la solidarietà che ci lega agli oltre 60 milioni di cittadini d’origine italiana sparsi nel mondo, crediamo che l’Italia abbia l’obbligo morale di assumere subito delle iniziative concrete.

Lei saprà che, per quanto riguarda l’interscambio commerciale, l’Italia rappresenta per l’Argentina il primo partner europeo e il terzo a livello mondiale, dopo Brasile e Usa. Già su questa direttrice si può fare parecchio.

Ma parlare d’Italia significa anche parlare di Unione Europea. Il nostro Paese deve prendere subito tutte le iniziative necessarie per far porre il problema dell’Argentina quale problema europeo.

Sarebbe vano concedere, da un lato, il voto agli italiani all’estero, e, dall’altro, disinteressarsi, nella concretezza del vissuto umano, dei nostri connazionali quando si trovano in grandi necessità.

Non vorremmo che l’Italia potesse apparire ai nostri connazionali in Argentina e agli argentini di origine italiana, il Paese che proclama la solidarietà solo a parole e che, poi, si disinteressa e non assume proprie iniziative concrete, anche in seno all’Unione Europea.

Né riteniamo che la fattiva e generosa iniziativa di solidarietà di alcune Regioni ed Enti Locali, nei confronti dei loro corregionali residenti in Argentina, possa essere svolta senza alcun coordinamento funzionale alla reale e drammatica situazione e sostituirsi all’azione di Governo italiano.

Ci auguriamo, Signor Presidente del Consiglio, che le presenti festività possano costituire per Lei un’occasione per mostrare cosa l’Italia sa e vuol fare per gli italiani d’Argentina. Siamo certi che una Sua presa di posizione in questa direzione costituirà un importante stimolo e un validissimo sostegno affinché gli argentini possano affrontare concretamente questa gravissima situazione". (Inform)


Vai a: