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INFORM - N. 2 - 3 gennaio 2002

Sicilia Mondo: Con il voto gli italiani più vicini a casa

CATANIA - Sotto l’albero di Natale, oltre 4 milioni di connazionali in possesso della cittadinanza italiana che vivono all’estero, hanno trovato il regalo della legge che permette loro il diritto di voto per le elezioni politiche ed i referendum, entrando così a pieno titolo nella vita politica italiana.

Finalmente e con soddisfazione di tutti i deputati e senatori che hanno votato la legge ordinaria, Cgie, Comites, partiti politici, operatori sociali, stampa di emigrazione, associazioni.

Tra queste "Sicilia Mondo" che nei suoi 34 anni di vita ha sostenuto il lunghissimo iter parlamentare facendo del voto degli italiani all’estero un simbolo ed un traguardo di civiltà per l’Italia.

Nel suo defaticante percorso, non si contano le proposte delle associazioni e le iniziative parlamentari. Recentemente Vito Scalia ricordava che insieme a Peppino Sinesio, altro combattivo parlamentare siciliano, oltre 30 anni fa, avevano presentato un disegno di legge per il voto degli italiani all’estero.

Oggi dobbiamo dare atto e ringraziare per il risultato conseguito la squadra di parlamentari che si è impegnata e battuta nelle ultime legislature, da Rosa Russo Jervolino, Patrizia Toia, Vincenzo Cerulli Irelli, dalla senatrice Prisco, da Piero Fassino, dal senatore Franco Danieli a Mirko Tremaglia che è stato il punto di riferimento di un’alleanza politica autenticamente patriottica.

Anche nell’opinione pubblica e politica è cresciuta l’attenzione ed il consenso in questa direzione.

I nuovi strumenti di informazione, la facilità dei trasporti, i rapporti e i contatti sempre più ravvicinati con i connazionali che vivono all’estero, hanno fatto la loro parte ma è stato soprattutto girando il mondo che gli italiani, anche i più scettici, hanno scoperto, dovunque sono andati, la vitalità di una comunità italiana umana, calorosa ed aperta, profondamente legata alle identità di appartenenza, orgogliosa di rappresentare l’Italia nelle società di accoglienza dove ha trapiantato culture, tradizioni e modelli di vita, cioè un pezzo d’Italia fuori dall’Italia, straordinario e desideroso di partecipare alle cose ed agli avvenimenti italiani.

Con l’estensione del voto, 4 milioni di italiani che vivono all’estero si riappropriano di una presenza e di una dignità politica a lungo tempo negata, mentre il Paese Italia acquista una nuova dimensione internazionale ramificata in tutte le parti del mondo, sia sul piano diplomatico-consolare dovendo definire presso gli Stati ospitanti i rapporti bilaterali per consentire ai nostri connazionali di esercitare il diritto di voto, sia per la presenza di tanti ambasciatori della propria storia, cultura e capacità economica.

Il voto degli italiani all’estero, conferisce visibilità ad uno scenario tradizionale largamente penalizzato da inadempienze e quasi sempre emarginato e, quindi, ha un senso politico perché cambia i rapporti con l' "altra Italia" e con i soggetti che fino ad oggi la hanno rappresentata.

Ci riferiamo ad un nuovo modo di interagire da parte dell’associazionismo di volontariato, del Cgie, della stampa di emigrazione, della rappresentatività e competenze degli stessi membri che saranno eletti.

Richiede soprattutto assunzione di nuove competenze e responsabilità da parte del Governo e del Parlamento in direzione della estensione e tutela dei diritti e dei principi di solidarietà. Insomma nasce una nuova cultura politica; le misure immediate per interventi nella crisi argentina che colpisce gravemente un pezzo della nostra storia, sono il primo banco di prova. Il momento della verità. Il voto degli italiani all’estero apre ora una stagione di riflessioni e di proposte anche per le Regioni. (Mimmo Azzia-Inform)


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