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INFORM - N. 2 - 3 gennaio 2002

Messaggio d’augurio ai Veneti del Presidente della Regione Giancarlo Galan

VENEZIA - "Il 2001 è stato un anno ancora una volta positivo per il Veneto: per la sua continua crescita che lo vede al nono posto a livello europeo, precedendo abbondantemente il sistema Italia; per il suo elevato tasso di occupazione; per il Pil in crescita ormai da quasi vent’anni; per l’export, con la provincia di Treviso al primo posto in Italia per valore assoluto e quella di Vicenza per valore pro capite; per il turismo consolidatosi sui 55 milioni di presenze. Ma anche per essere la regione con il più alto tasso di volontariato nel Paese, e questo è un fatto che ci fa particolarmente onore, di cui ci sentiamo orgogliosi".

Lo ha detto, rivolgendosi ai Veneti, anche a quelli sparsi nel mondo, il Presidente della Regione Giancarlo Galan nel suo messaggio di fine anno. Secondo Galan, "il 2002 sarà nuovamente un anno buono, grazie a tutta quella serie di interventi dell'Unione Europea pari a 3.712 miliardi, fino al 2006 e destinati all'economia veneta, per la scrittura del nuovo Statuto e per la devolution".

Galan ha poi sostenuto che per la Regione ci sono stati nel 2001 impegni e risultati: "ad esempio è stata finalmente disincagliata la questione delle infrastrutture con l’incontro del 9 agosto a Venezia con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: l’accordo sottoscritto prevede opere stradali e ferroviarie per 18 mila miliardi: dal nodo di Mestre, alla Pedemontana, alla Romea commerciale, alla Valdastico, all’ammodernamento della statale di Alemagna; dall’Alta capacità ferroviaria al Sistema metropolitano di superficie, alla nuova Calalzo-Dobbiaco". "Nei giorni scorsi il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha approvato l’elenco delle priorità dei grandi interventi infrastrutturali, all’interno del quale è stato accolto integralmente il pacchetto delle richieste del Veneto. Per la salvaguardia di Venezia e della laguna è stato finalmente avviato il progetto esecutivo delle opere mobili, il Mose".

"Per le misure di sostegno all’economia previste dall’obiettivo 2 dell'Unione Europea è stato approvato a Bruxelles proprio in queste settimane il documento unico della Regione che mette in moto 3.712 miliardi. Per la formazione ed il lavoro è stato approvato il piano triennale e quello annuale degli interventi. Abbiamo recepito la legge Bassanini, avviato la sperimentazione di nuovi modelli di pianificazione urbanistica, presentato un programma triennale 2001-2003 per l’edilizia residenziale pubblica. Primi tra le regioni abbiamo realizzato i buoni scuola, primo passo verso una legge organica sulla parità scolastica che rappresenta una scelta di autentica democrazia. Rispetto al 2000 abbiamo dedicato 70 miliardi in più per i servizi sociali. E’ stata anche adeguata con una nuova legge la normativa sulla programmazione per rapportarla alla realtà socioeconomica veneta ed alle novità istituzionali".

Il Presidente Galan ha sostenuto che il nuovo anno vedrà (solo per il 2002) un sacrificio fiscale per affrontare il buco prodotto dalla spesa sanitaria perché è volontà precisa della Regione mantenere alto il livello di assistenza sociosanitaria. "Il 2002 per la Regione, che ormai è entrata nel vivere quotidiano della gente, sarà un periodo di svolta, per le modifiche costituzionali e per la devolution che ci avviano sulla strada concreta del federalismo. Il Governo, in tema di trasferimento delle competenze e di autonomia, sta tenendo fede ai propri impegni e a quanto promesso agli elettori. Dopo trent’anni alle Regioni viene attribuita pari dignità con lo Stato. Per il Consiglio regionale veneto dietro l’angolo del nuovo anno sta l’apertura del confronto sul nuovo Statuto con il grande coinvolgimento di tutte le forze politiche, sociali e della cosiddetta società civile. Si tratta infatti di disegnare la nostra nuova regione e di dare reale risposta alle tante attese e aspirazioni.

"Il Veneto è pronto ad accogliere quanti volessero rientrare nella terra d'origine"

"Nel formulare gli auguri - ha poi affermato Galan avviandosi alla conclusione - mi rivolgo soprattutto a coloro che hanno motivi di sofferenza, a quelli che si sentono soli, agli anziani per dire loro di avere speranza e fiducia. Mi rivolgo a quanti sono lontani dai loro affetti, dalla loro casa, dalla nostra terra, ai nostri connazionali all’estero. In particolare a quelli che stanno vivendo le drammatiche vicende dell’Argentina, voglio ribadire che il Veneto è pronto ad accogliere quanti volessero rientrare nella terra d’origine; con questa finalità abbiamo già avviato iniziative concrete dimostrando così di essere in grado di mettere in atto una nostra politica estera nell’ambito di quella nazionale. A quanti sono impegnati nelle pubbliche istituzioni, nelle iniziative di solidarietà e di volontariato va tutta la nostra riconoscenza, la nostra stima ed il nostro appoggio. Per tutti l’augurio è tanto più profondo quanto più drammatico è il momento che stiamo vivendo".

"Da Betlemme, dove nel Natale di due anni orsono ho avuto l’occasione di portare il saluto e la solidarietà del Veneto, per i credenti ma anche per i laici da duemila anni si diparte un messaggio di giustizia, di pace e di fiducia nell’uomo che nessuno sconvolgimento riesce a soffocare e a sopprimere in quanti agiscono con nel cuore la buona volontà. Il Patriarca di Venezia Marco Cè nei giorni scorsi nel suo messaggio d’augurio ha voluto richiamare che "Natale è il giorno in cui tutto ricomincia" anche là dove "si consuma il no più drammatico alla pace". Sono parole profetiche che nascono dalla fede e che trovano risonanza anche in chi crede profondamente nell’uomo. Questi siano dunque giorni di speranza. Auguri a tutti". (Inform)


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