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INFORM - N. 2 - 3 gennaio 2002

Ciampi al Papa per la Giornata Mondiale della Pace

ROMA - "Santità, il suo messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace è uno stimolo all'assunzione di responsabilità della Comunità internazionale. Ella indica un impegno approfondito e determinato per perseguire la costruzione di una società mondiale fondata sulla pace e sulla giustizia". Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha risposto a Giovanni Paolo II, affermando innanzitutto di condividere le preoccupazioni per la minaccia rappresentata dal terrorismo e il fermo richiamo al diritto della comunità internazionale di difendersi da questo crimine contro l'umanità.

"Il terrorismo - ha proseguito Ciampi - rappresenta la negazione dei valori della dignità dell'uomo, della fede e della società civile. Esiste già un patrimonio comune fra gli Stati: i principi e i valori racchiusi nel preambolo della Carta delle Nazioni Unite, essenziali alla affermazione della giustizia e alla diffusione del benessere. Le occasioni per trasformarli in politiche concrete non mancano, a cominciare dall'attuazione degli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite nella Dichiarazione del Millennio.

"Molto rimane da fare per incidere sulle cause di disagio e di crisi nel mondo. I Paesi industrializzati hanno la responsabilità di dare una dimensione compiuta allo sviluppo sostenibile attraverso l'intervento su tre vincoli critici: indebitamento, accesso ai mercati, divario nell'istruzione e sanità".

Il Presidente della Repubblica, dopo aver rilevato che "l'iniziativa di convocare un incontro dei rappresentanti di tutte le religioni il 24 gennaio prossimo ad Assisi risponde ad un'aspettativa diffusa, ancor più oggi, di approfondire il dialogo fra le culture e le religioni", ha ringraziato il Papa per "il prezioso contributo all'affermarsi dei valori di pace, di concordia e di progresso e per l'instancabile testimonianza cui guardano con speranza e fiducia tutti gli uomini di buona volontà". (Inform)


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