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INFORM - N. 246 - 27 dicembre 2001

LETTERE A INFORM

Gustavo Velis (La Prima Voce, Mar del Plata): quello che ci aspettiamo dall'Italia

MAR DEL PLATA - Carissimi amici,

con questa e-mail vorrei innanzitutto ringraziare tutti gli amici che ci hanno scritto preoccupati per la situazione attuale dell'Argentina e vorrei informare anche chi non è a conoscenza di tutto quello che sta succedendo in questo periodo importante per la storia Argentina.

In questi giorni l'Argentina sta vivendo uno dei peggiori momenti della sua storia. Quanto può durare questo momento? Nessuno lo sa. Tra il popolo argentino e maggiormente tra la comunità italiana che vive in questo paese c'è un clima d'incertezza sul futuro politico ed economico che preoccupa perché ormai sono tutti coscienti della gravità della situazione.

Nessuno si aspettava che dopo i festeggiamenti di venerdì 14 per il mancato default, l'Argentina vivesse dopo pochi giorni vicissitudini che mai si erano presentate nella storia, neanche nei periodi più critici del paese. Presidente e ministri dimessi, gente che saccheggiava negozi e case private, folle che chiedevano cibo, sciacalli che approfittando della situazione di caos si confondevano nella folla per rubare in negozi e distruggere tutto quello che trovavano, polizia in divisa ed in borghese che cercava di reprimere la protesta trasformatasi in un moto violento.

Noi giovani che apparteniamo alla grande collettività italiana non abbiamo mai assistito a tali scene di barbarie e di disordine, e solo con i racconti dei nostri genitori e nonni possiamo paragonare quello che sta succedendo oggi con fatti vergognosi del passato nero dell'Argentina.

Tutto questo è successo quando buona parte del mondo industrializzato si preparava a festeggiare la nascita di Cristo. Purtroppo per noi non saranno feste come tutti gli altri anni. Il 20 dicembre oltre i disordini interni, che non aiutano affatto la crisi, ha portato anche decine di morti e feriti causati dagli scontri e per queste famiglie, le festività non saranno delle vacanze; ma tra la tanta gente che non festeggerà, ci saranno anche le nostre famiglie, per un decreto del governo che vieta di utilizzare la totalità dello stipendio guadagnato per paura che i capitali escano dallo Stato. Ma noi da Italiani fieri, anche con poco denaro ci riuniamo per festeggiare queste feste religiose e trascorriamo nel nostro piccolo, feste felici e rilassanti.

Tutto questo è accaduto mentre in Italia si varava la legge per permettere ai milioni d'Italiani all'estero di poter votare e quindi di renderci sempre più partecipi alla vita quotidiana italiana. Grazie a Rai International abbiamo assistito al momento dell'approvazione ed al pianto del nostro caro Ministro Mirko Tremaglia, abbracciato da tutti. Ed a lui ed a tutti quelli che hanno approvato la legge porgiamo i sentiti ringraziamenti.

Abbiamo ascoltato anche il discorso del primo ministro Silvio Berlusconi che riconosceva la grave crisi argentina ed ha affermato di impegnarsi personalmente con il Ministro degli Esteri per cercare di aiutare in tutti i modi questo paese che tanto ha fatto per l'Italia accogliendo milioni di emigranti nel migliore dei modi. Speriamo che questi aiuti, che sicuramente arriveranno, siano utilizzati nel migliore dei modi dai politici argentini in beneficio anche degli italiani, non soltanto di pochi.

Il futuro della collettività italiana in Argentina sarà molto difficile ma l'orgoglio di essere italiani ci permetterà di superare qualsiasi angustia.

Sara' difficile continuare a svolgere attività come in precedenza, nemmeno il Comites di Mar del Plata ha ricevuto il contributo dallo Stato italiano, purtroppo le necessità sono molte ed ancora ci sono italiani indigenti nella nostra città che hanno bisogno del nostro aiuto. L'ente di assistenza non riesce a coprire le spese necessarie per assicurare assistenza ai nostri concittadini. Un Consolato con troppi pochi dipendenti e troppe richieste, non riesce a soddisfare le esigenze degli italiani. Attività svolte dalle associazioni come i programmi della radio e della TV (senza confini, Italia fra noi, la domenica italiana, Italia sempre giovane), i corsi d'italiano e tutte le manifestazioni, gli incontri e le riunioni diventano ogni giorno sempre più impossibili da portare avanti; e tra questi ci siamo noi in prima linea con la rivista "La Prima Voce" che trova ogni giorno più difficoltà per continuare.

Ed è con tristezza che ricevo continuamente notizie ed informazioni di attività come congressi, riunioni, corsi vari, manifestazioni culturali, ecc. in tutti i posti del mondo dove sono collocate collettività d'italiani (Svizzera, Germania, Australia, Canada, Argentina, Brasile, ecc.), generalizzate e non studiate specificamente a livello socio-economico per paesi differenti come per esempio è l'attuale situazione dell'Argentina; secondo me bisognerebbe organizzare attività distinte secondo le esigenze culturali del paese in cui si svolge la determinata attività. Ad esempio, qui a Mar del Plata, i corsi sono specifici come turismo alberghiero ed agrobiologia, che sebbene interessanti, in questo momento non sono serviti ad inserire nel mondo del lavoro i giovani corsisti. Questo era l'obiettivo principale dello Stato Italiano come aiuto ai connazionali e discendenti in Argentina, ma purtroppo non si era reso conto che la situazione culturale del Sud America è molto diversa da uno Stato Europeo come può essere ad esempio quello Svizzero.

Oggi sarebbe più utile per i giovani che lavorano nelle collettività italiana un corso d'italiano gratuito, che molti di loro non possono permettersi a causa della crisi e dell'elevato costo per la grande maggioranza di giovani disoccupati. Quindi essendo la realtà sud americana economicamente e culturalmente arretrata rispetto a quella europea, bisognerebbe basarsi sul mantenimento e l'ingrandimento delle attività esistenti come radio, TV, giornali, ecc. che divulgano la cultura italiana nei paesi di residenza da molti anni.

Siamo coscienti ed apprezziamo che lo Stato, le regioni ed in particolar modo i comuni italiani stanno cercando di aiutarci semplificandoci il rientro con proposte di lavoro specifiche e di buona qualità pero', a mio parere, bisognerebbe sforzarsi di salvaguardare ed aiutare tutti quelli che vogliono rimanere nell'attuale paese di residenza.

Ormai tutti parlano di agonia breve ma noi preferiamo parlare di crisi momentanea ed abbiamo fiducia nel nostro paese. Non c'è notte che non permette al sole di sorgere e noi risorgeremo.(Prof. Gustavo Velis, Direttore La Prima Voce, Vicepresidente Centro Laziale Marplatense , www.laprimavoce.com.ar)


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