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INFORM - N. 243 - 21 dicembre 2001

Crisi in Argentina - Il ministro Tremaglia chiede alla Fiat di sospendere i licenziamenti

ROMA - Il ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, ha incontrato il dr Mauro Pasquero, responsabile Affari Internazionali della Fiat. Presenti all’incontro, alti funzionari del ministero degli Affari Esteri e il segretario generale del CGIE, Franco Narducci. Tema dell’incontro la drammatica situazione economica e politica in Argentina, Paese in cui circa metà della popolazione è di origine italiana. Proprio in seguito alla crisi, è recente la decisione della Fiat di trasferire il settore produzione camion pesanti (Iveco) dall’Argentina in Brasile. Già da due anni la Fiat aveva ridotto la sua presenza industriale nel Paese con un conseguente taglio dell’occupazione, passando da circa 4.500 dipendenti nel 1999 agli attuali 2.300. Con l’ultima decisione del Consiglio di Amministrazione della Fiat si prevedono ulteriori licenziamenti, stimati in alcune centinaia di operai.

Nel corso dell’incontro, Tremaglia ha chiesto alla Fiat di soprassedere ad una tale decisione ricordando che la crisi argentina ha probabilmente già toccato il fondo e che il nostro Paese sta rispondendo con la decisione del Ministero degli Esteri, sollecitata proprio dal ministero per gli Italiani nel mondo, di riattivare il meccanismo della cooperazione allo sviluppo, con conseguente sostegno finanziario anche all’attività industriale in Argentina. Tremaglia ha dunque chiesto alla FIAT di rivedere la decisione del trasferimento della produzione Iveco in Brasile.

Il dr Pasquero, ricordando che la Fiat è un’azienda privata e che la decisione è stata presa da un consiglio di amministrazione, pur ripromettendosi di riportare fedelmente le considerazioni del Ministro a Torino, ha rilevato che sarà difficile sospendere un provvedimento già in corso.

Il ministro ha annunciato che porrà la questione direttamente al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri per ottenere dal Governo italiano nei confronti dei lavoratori italiani all’estero la stessa attenzione riservata ai lavoratori residenti in Italia, e di conseguenza di aprire un contenzioso con l’industria torinese. Tremaglia ha inoltre sollecitato la Fiat a dare un forte segnale di sensibilità sociale e contemporaneamente ha richiamato i sindacati italiani ad una maggiore considerazione nei confronti dei nostri concittadini che lavorano all’estero. (Inform)


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