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INFORM - N. 240 - 18 dicembre 2001

Voto all'estero vicino al traguardo - Nell'aula del Senato conclusa la discussione generale sulla "legge ordinaria"

ROMA - Per il voto all'estero si avvicina, sul piano legislativo, l'ultimo e decisivo atto: l'approvazione definitiva della "legge ordinaria" contenente le norme di attuazione delle modifiche costituzionali realizzate nella scorsa legislatura.

Dopo il passaggio alla Commissione Affari Costituzionali, senza alcuna modifica al testo già approvato dalla Camera, il disegno di legge è approdato nell'Aula di Palazzo Madama dove il 18 dicembre si è tenuta la discussione generale, con la partecipazione, in rappresentanza del governo, del ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia.

Il disegno di legge - ha affermato il relatore sen. PASTORE - rappresenta l'ultima tappa di un lungo cammino per il riconoscimento del diritto di voto degli italiani residenti all'estero, il cui percorso è stato accelerato con le modifiche agli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione apportate nell'ultima legislatura, quando si rivelò impossibile completarlo a causa della sfasatura tra gli archivi dell'AIRE gestiti dai comuni e quelli consolari. Il testo prevede che i cittadini italiani residenti all'estero possano votare per corrispondenza scegliendo tra il voto nella circoscrizione estero e quello nella circoscrizione italiana di residenza; la circoscrizione estero viene a sua volta divisa in quattro ripartizioni, ognuna delle quali elegge un deputato e un senatore, mentre gli altri seggi sono assegnati in proporzione al numero dei cittadini che vi risiedono. L'elemento più controverso del provvedimento riguarda la disciplina dell'elettorato passivo, che il testo riconosce ai cittadini italiani residenti all'estero che abbiano esercitato l'opzione per la circoscrizione estero (accentuando così la loro condizione di residenti all'estero), soluzione sulla quale autorevoli costituzionalisti hanno espresso parere favorevole e che del resto è coerente con la scelta di costituire la circoscrizione estero.

Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Battisti (Margherita), Minardo (Forza Italia), Bettamio (Forza Italia), Dato (Margherita), Pellicini (AN), Turroni (Verdi), Petrini (Marghierita), Massimo Brutti (DS), Toia (Margherita).

Dopo l'annuncio del voto favorevole del gruppo della Margherita da parte del senatore Battisti, alcune critiche sono state espresse dai senatori Dato e Petrini dello stesso gruppo. Il senatore DATO, che ha preannunciato la presentazione di alcuni emendamenti, ha sollecitato un'ulteriore riflessione sul provvedimento per talune distorsioni che il meccanismo individuato può produrre. Infatti - ha detto -, a parte la mancata previsione di un’analoga rappresentanza per le elezioni regionali e per quelle del Parlamento europeo, che acquistano sempre maggiore importanza, non si comprende la ragione della creazione quasi di una categoria protetta sotto il profilo delle limitazioni all'elettorato attivo e passivo, pur in assenza di un obbligo di legame diretto tra candidati in Italia e Regioni di residenza e nonostante il divieto costituzionale di un vincolo di mandato nella rappresentanza parlamentare; occorre poi meditare sul prevedibile rafforzamento di una sorta di professionismo dell'emigrazione o, ancora, sull’unificazione nell'unica circoscrizione Estero di una popolazione sparsa in territori molto disomogenei tra loro per lingua, cultura e tradizioni. E’ altresì necessario riflettere sulla decisione già assunta in taluni paesi, come l'Australia e il Canada, di impedire lo svolgimento di campagne elettorali per candidati in competizioni non connesse al loro territorio, nonché sul fenomeno recente, ma in aumento nel mondo globalizzato, della rappresentanza dell'emigrazione temporanea.

Il senatore PETRINI, a sua volta, ha affermato che i presupposto su cui si fonda il disegno di legge sono profondamente sbagliati. Dal punto di vista tecnico, infatti, assegnare alla circoscrizione Estero un territorio vastissimo non assicura l'esercizio di regole realmente democratiche nell'espressione delle candidature nonché nello svolgimento della campagna elettorale ma soprattutto la normativa disattende il principio alla base del concetto di cittadinanza, che è legato alla convivenza all'interno di una comunità e che dunque va assicurata soltanto ai suoi membri, senza peraltro considerare il ruolo fondamentale di ago della bilancia che possono assumere i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero nella formazione dei governi.

La contrarietà del gruppo dei Verdi al testo del disegno di legge - in quanto contrasterebbe palesemente con il dettato costituzionale - è stata ribadita dal senatore TURRONI, che era già intervenuto in Commissione. La recente modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, cui il provvedimento dovrebbe dare attuazione - ha detto -, non pone alcuna riserva per l'esercizio dell'elettorato passivo mentre l'articolo 8 del disegno di legge lo limita ai soli residenti nella circoscrizione Estero. Peraltro, viene violato anche il principio sancito dall'articolo 67 della Costituzione, secondo il quale ogni parlamentare rappresenta la nazione senza vincolo di mandato, in quanto si lega il candidato a rappresentare unicamente il territorio della circoscrizione Estero, la cui vastità - si estende infatti ai diversi continenti – non consente neanche una corrispondenza tra lo stesso e le caratteristiche linguistiche e culturali degli elettori.

Favorevoli al testo del provvedimento, invece, gli altri interventi. Per il senatore MINARDO (FI) in vista delle festività natalizie, il provvedimento può rappresentare il dono augurale del governo Berlusconi per quei cittadini che desiderano mantenere un legame non solo affettivo, ma anche politico e di rappresentanza democratica, con la madrepatria. Per il senatore BETTAMIO, dello stesso gruppo, uno degli elementi caratterizzanti del provvedimento è la rappresentanza diretta delle specifiche istanze dei cittadini residenti all’estero attraverso l'individuazione di candidati ugualmente residenti fuori dal territorio nazionale, come peraltro da sempre richiesto dal Consiglio generale degli italiani all'estero. Secondo il senatore PELLICINI (AN), non sono condivisibili le critiche sul provvedimento per le pretese lacune o sotto il profilo costituzionale, considerato che sono già intervenute nella scorsa legislatura le modifiche all'articolo 48 e agli articoli 56 e 57 della Carta fondamentale per istituire la circoscrizione Estero in rappresentanza di tutti i cittadini italiani residenti nel mondo e anche per le peculiarità rispetto agli altri cittadini italiani sull'elettorato attivo e passivo. Il disegno di legge rappresenta proprio l'attuazione di quella novella costituzionale, come atto finale del lungo impegno profuso soprattutto dall'attuale ministro Mirko Tremaglia.

Nella seduta pomeridiana la discussione generale si è conclusa con gli interventi di due senatori dell'Ulivo, entrambi favorevoli all'approvazione del disegno di legge nel testo pervenuto dalla Camera. Il senatore BRUTTI (DS) ha affermato che il provvedimento riconosce i diritti e le esigenze degli emigrati italiani nel mondo e conclude un lungo tragitto nel corso del quale si sono dovuti affrontare problemi complessi, la cui soluzione è stata avviata dalla maggioranza di centrosinistra attraverso l’approvazione di due leggi costituzionali che hanno sancito principi importanti quali l'effettività del voto dei cittadini residenti all'estero e un autonomo circuito elettorale attraverso l'istituzione della circoscrizione Estero. La rappresentanza specifica delle comunità all'estero è un criterio ragionevole e non contraddice l'articolo 67 della Costituzione in quanto stabilisce esclusivamente un vincolo rispetto all'elettorato passivo. Il disegno di legge è un positivo equilibrio tra le diverse esigenze e anche una sfida ai partiti che hanno radici popolari a vivere questa esperienza come un allargamento della democrazia, in quanto i nostri concittadini all'estero ci ricorderanno sempre che l'Italia è stata terra di emigrazione e che dunque non può negare a chi vi si trasferisce in cerca di lavoro la giusta aspettativa all'integrazione.

La senatrice TOIA (Margherita), già sottosegretario agli Esteri con la delega dell'emigrazione, ha detto che il provvedimento rappresenta finalmente un punto fermo nella travagliata storia del voto degli italiani all'estero, che rafforzerà il già forte legame fra l'Italia e le sue comunità all'estero e costituirà motivo di speranza per i giovani, che stanno riscoprendo le loro tradizioni necessariamente trascurate dalle precedenti generazioni. Ha invitato il governo a porre particolare attenzione a quegli italiani che all'estero vivono in stato di disagio e di povertà, ad esempio gli emigrati anziani in Argentina, dando infine atto al ministro Tremaglia di aver saputo creare le condizioni per una condivisione sempre più ampia di tale importante obiettivo.

In sede di replica il relatore, senatore PASTORE, ha osservato che la situazione dei dimoranti all'estero non va confusa con quella dei cittadini italiani residenti all'estero, mentre per lo svolgimento della campagna elettorale l'articolo 17 prevede forme di collaborazione con gli Stati nel cui territorio risiedono gli elettori italiani. La previsione di un circuito di rappresentanza differenziato per gli italiani all'estero e le norme sull'elettorato passivo furono proposte nella precedente legislatura dall'allora presidente della 1a Commissione del Senato Villone e confermate dai pareri di autorevoli costituzionalisti; vanno pertanto respinte le considerazioni, del tutto fuori luogo, del senatore Turroni che ha accennato a pareri compiacenti nei confronti dell'attuale governo.

La seduta si è chiusa con l'intervento del ministro TREMAGLIA. Il raggiungimento dell'importante traguardo che renderà effettivo l'esercizio del diritto di voto da parte degli italiani all'estero è stato reso possibile grazie a una battaglia di civiltà protrattasi per molti anni e condotta attraverso la ricerca di una larga intesa tra le forze politiche. I numerosi cittadini italiani all'estero sono una grande risorsa per il Paese anche in termini economici e ad essi spetta il giusto riconoscimento di diritti a parziale riscatto delle grandi sofferenze da essi patite negli anni passati. Non sono condivisibili le critiche espresse all'articolo 8, approvato a maggioranza quasi plebiscitaria alla Camera e del tutto coerente con le disposizioni costituzionali in quanto i parlamentari eletti in quella circoscrizione rappresentano la Nazione a tutti gli effetti al pari degli altri parlamentari. Ha ringraziato gli intervenuti per le parole di apprezzamento a lui rivolte sottolineando che la definitiva approvazione del disegno di legge rappresenta il coronamento di un obiettivo inseguito nel corso di un’intera vita politica. (Inform)


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